La bisaccia del pellegrino 52-2012

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

 

Dicembre 2012, quarta settimana: 23-29 dicembre.

1. Vangelo della domenica 23 dicembre –  A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?”
2. Aspetti della vita  – Nell’incarnazione Cristo reintegra l’universo.
3. Un incontro con S. Alfonso –  Nei suoi canti natalizi il Mistero redentivo del Cristo.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  24-29 dic. 2012.
5. Santità calabrese del passato  = San Zosimo, Papa (26 dicembre ).

1. Vangelo della domenica –  (Lc 1,39-45)
“A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?”

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

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Oggi il vangelo ci rivela come si sono realizzati la venuta del Messia e il mistero della redenzione che essa contiene.
La persona di Maria, la sua fede, il suo “sì”, la sua maternità, sono le vie scelte da Dio per fare visita ai suoi e portare la salvezza a tutti gli uomini. Il centro dell’avvenimento evangelico di questo giorno si sviluppa, dunque, attorno a Maria: lei è la più profonda e più radicale via dell’Avvento.
Si capisce la ragione della visita a sua cugina Elisabetta nel messaggio dell’angelo (Lc 1,36). Ella si dirige rapidamente verso il villaggio in Giudea, perché la grazia ricevuta da sua cugina Elisabetta, che diventerà mamma, la riempie di gioia. Il suo saluto ha un effetto meraviglioso su Elisabetta e sul bambino. Tutti e due si impregnano di Spirito Santo. Elisabetta sente il bambino sussultare dentro di sé, come fece tempo prima Davide davanti all’arca dell’Alleanza, durante il suo viaggio a Gerusalemme (2Sam 6,1-11). Maria è la nuova arca dell’Alleanza, davanti alla quale il bambino esprime la sua gioia.
Dal bambino l’azione dello Spirito è trasmessa anche ad Elisabetta, cosa che la conduce a riconoscere la Madre del suo Signore. Sotto l’ispirazione dello Spirito, conosce il mistero del messaggio dell’angelo a sua cugina Maria, e la riconosce “felice” in ragione della fede con la quale ella l’ha ricevuto. La testimonianza di Elisabetta è la più antica testimonianza della venerazione della prima Chiesa per la Madre del Salvatore.  (La Chiesa.it). 

 

 2. Aspetti della vita
Nell’incarnazione Cristo reintegra l’universo

L’evento del Natale di Cristo riguarda tutta l’umanità, anzi tutta la storia. In questi ultimi giorni si è fatto un gran parlare della profezia dei Maya sulla fine del mondo, che poi è stata indicata nella fine di un’era.
La fede cristiana nella liturgia canta il significato ultimo del Natale: addirittura la reintegrazione di tutto l’universo: “Nel mistero adorabile del Natale, Cristo Signore, Verbo invisibile, apparve visibilmente nella nostra carne, per assumere in sé tutto il creato e sollevarlo dalla sua caduta. Generato prima dei secoli, cominciò ad esistere nel tempo, per reintegrare l’universo nel tuo disegno, o Padre, e ricondurre a te l’umanità dispersa.

Una preghiera per restare vigili
Signore, ti benediciamo con Maria, la madre di Gesù, perché colmi di gioia i poveri e gli umili con la tua venuta. Riconosciamo che la nostra fede è immatura; concedici Signore, sull’esempio di Maria di Nazaret, di camminare saldi nella peregrinazione della fede, e ripetere con Gesù e con Maria: Padre, sia fatta la tua volontà nella nostra vita. Amen. (Filippo Rappa, ssp in La Domenica)

 

3. Un incontro con S. Alfonso
Nei suoi canti natalizi il Mistero redentore del Cristo.
O. Gregorio scrive che “dopo san Francesco d’Assisi e san Gaetano Thiene nessun Santo si è così cordialmente interessato del Natale” come sant’Alfonso che è vissuto nella Napoli del ‘700 offrendo profonde meditazioni sul mistero dell’Incarnazione come  redenzione dell’uomo.
“Viva l’anima mia solo per amarti: ed al solo sentir nominar Presepe, Croce, Sacramento si accenda tutta di desiderio di fare cose grandi per te, o Gesù mio”. Cosìprega sant’Alfonso M. de Liguori nella Visita VI al SS. Sacramento. L’amore del Santo napoletano per Gesù Cristo prende il via dalla meditazione del Mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio.

  • Nella canzoncina Tu scendi dalle stelle, da Lui composta durante una Missione a Nola nel 1754, il valore redentivo dell’Incarnazione è suggestivamente tratteggiato dai versi: Tu dormi, o Ninno mio, ma intanto il core, non dorme no, ma veglia a tutte l’ore. Deh! mio bello e puro Agnello. A che pensi? dimmi Tu: O Amore immenso! A morire per te, rispondi, io penso. E rivolto alla Madonna termina: O Maria, speranza mia. S’io poco amo il tuo Gesù. Non ti sdegnare: Amalo tu per me, s’io nol so amare!
  • Nell’altro suo canto Fermarono i cieli, stampato nel 1738, ci fa assistere ad un momento di estasi nel quale tutto tace e si ferma per ascoltare la nanna della Madonna al suo Figlio appena nato. Nelle ultime strofe Egli esclama: Il Figlio e la Madre, la Madre e il Figlio, la Pianta col Frutto, il Frutto col Fiore saranno mio amore, né altro amerò!.
  • Gli altri due canti Quanno nascette Ninno a Bettalemme, che una ininterrotta tradizione gli attribuisce, e Ti voglio tanto bene sono altrettante prove che sant’Alfonso fermamente credeva che la terra con l’Incarnazione del Figlio di Dio era diventata Paradiso e che Gesù Bambino è sole d’amore che fa luce e dà calore anche quando tutto è brutto e spaventoso nel mondo. (In L’Osservatore Romano, 24 dicembre 1987)

 

4. Vivere la settimana con la liturgia = Questa settimana comprende:laIV domenica di Avvento, la solennità del Natale e l’Ottava del Natale
(24-29 dicembre) Liturgia delle Ore: Propria. 

24  dicembre  (lunedì) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Canterò per sempre l’amore del Signore. – Riascoltiamo le profezie messianiche su Gesù e diamo lode a Dio per la sua imminente venuta in mezzo a noi.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16, Sal 88,2-5.27.29, Lc 1,67-79..
  • – Santi di oggi  =  Santa E. Cerioli.

25  dicembre  (martedì) – Solennità del Natale del Signore. – Colore liturgico bianco.
Dal vangelo secondo  Luca (Lc 2,1-14) = Oggi è nato per voi il Salvatore.

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
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«Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore» – Nella storia di Israele Dio ha parlato agli uomini tramite i profeti. Oggi, finalmente, ci parla attraverso il suo Figlio unigenito che prende umana carne, si fa vedere e capire. Il Natale ci rivela la tenerezza del nostro Dio che, nascendo a Betlemme, si fa vicino a ogni uomo.  (Domenico Brandolino, ssp)

26  dicembre  (mercoledì) – Colore liturgico rosso.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito. -Stefano, uomo di fede, scelto come diacono per il servizio della comunità, è presentato nel momento del martirio.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = ). At 6,8-10,12; 7,54-60; Sal 30,3-4.6.8.16-17; Mt 10,17-22.
  • – Santi di oggi  =  Santo Stefano, protomartire.

27  dicembre  (giovedì) –   Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Gioite, giusti, nel Signore. – Giovanni è il “discepolo amato”, che ci dona nel Prologo del suo Vangelo, la più bella contemplazione di Gesù Figlio di Dio che si fa carne per la nostra salvezza.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Gv 1,1-4; Sal 96,1-2.5-6.11-12; Gv 20,2-8.
  • – Santi di oggi  =  San Giovanni, apostolo ed evangelista.

28  dicembre  (venerdì) – Colore liturgico rosso.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = A te grida, Signore, il dolore innocente.-  La famiglia di Gesù, sin dalla nascita del Bambino, deve patire prove e disagi per essersi affidata in tutto alla volontà di Dio: per fuggire all’odio omicida di Erode deve rifugiarsi in Egitto.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi =  1Gv 1,5 – 2,2; Sal 123,2-5.7-8; Mt 2,13-18.
  • – Santi di oggi  = Santi Innocenti, martiri. San Gaspare del Bufalo.

29  dicembre  (sabato) – Colore liturgico bianco

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Gloria nei cieli e gioia sulla terra. – La scena della presentazione di Gesù al Tempio mostra il passaggio dall’Antica alla Nuova Alleanza per tutti coloro che riconoscono nel Bambino il Salvatore inviato da Dio.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Gv 2,3-11; Sal 95,1-3.6; Lc 2,22-35.
  • – Santi di oggi  = San Tommaso B.; San Davide; San Ruggero.

5. Santità calabrese del passato
San Zosimo, Papa (26 dicembre )
Tutto quello che si sa sulla vita di questo pontefice è che era oriundo greco nato a Masuraca.
Successe al papa S. Innocenzo I il 18 marzo 417; di carattere deciso, condannò gli eretici Pelagio e Celestio.
La sua avversione nei confronti del pelagianesimo scatenò l’odio dei vescovi africani nei suoi riguardi, poiché gli stessi religiosi volevano essere indipendenti in materi disciplinare.
Un nuovo contenzioso si originò quando Zosimo decise che il vescovo di Arles aveva giurisdizione sugli altri vescovi della Provenza, i quali in risposta si opposero a questa decisione fino al pontificato di S. Leone I.
Durante il suo pontificato Zosimo ordinò che i figli illegittimi non potevano diventare sacerdoti.
Morì il 26 dicembre, giorno in cui è festeggiato, del 418. È venerato nella diocesi di Crotone – S. Severina. (da Calabriaecclesia2000.it).

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