La bisaccia del pellegrino

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana


Giugno 2011, terza settimana: 12-18 giugno

1. Vangelo della domenica 12 giugno – Pentecoste – Anno A –  Ricevete lo Spirito Santo.
2. Aspetti della vita –  La sequenza di Pentecoste – Una invocazione (quotidiana) per la vita.
3. Un incontro con S. Alfonso – Diplomazia sì, ma cedere sempre il passo.
4. Vivere la settimana con la liturgia = 13-18 giugno 2011.
5. Curiosità calabresi del passato = Pastori calabresi.

1. Vangelo della domenica –  (Gv 20,19-23)
Ricevete lo Spirito Santo.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Pentecoste: lo Spirito di Dio, effuso sugli apostoli, fa di un gruppetto spaurito e impacciato un popolo numeroso che non teme di cantare le meraviglie che il Signore ha compiuto. Siamo alla pienezza e al compimento del mistero pasquale, celebriamo la sovrabbondanza del dono d’amore di Dio, che per la nostra salvezza ha offerto tutto se stesso per sostenere e guidare la nostra vita.
Chiediamo allo Spirito di effondere su di noi i suoi santi doni e di renderci autentici testimoni del Cristo, per la gloria del Padre.  (Tiberio Cantaboni, in “La Domenica”).

Lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo ed è la Persona divina che diffonde nel mondo la possibilità di imitare Cristo, dando Cristo al mondo e facendolo vivere in noi.  Nell’insegnamento e nell’opera di Cristo, nulla è più essenziale del perdono. Egli ha proclamato il regno futuro del Padre come regno dell’amore misericordioso. Sulla croce, col suo sacrificio perfetto, ha espiato i nostri peccati, facendo così trionfare la misericordia e l’amore mediante – e non contro – la giustizia e l’ordine. Nella sua vittoria pasquale, egli ha portato a compimento ogni cosa. Per questo il Padre si compiace di effondere, per mezzo del Figlio, lo Spirito di perdono. Nella Chiesa degli apostoli il perdono viene offerto attraverso i sacramenti del battesimo e della riconciliazione e nei gesti della vita cristiana.
Dio ha conferito al suo popolo una grande autorità stabilendo che la salvezza fosse concessa agli uomini per mezzo della Chiesa!
Ma questa autorità, per essere conforme al senso della Pentecoste, deve sempre essere esercitata con misericordia e con gioia, che sono le caratteristiche di Cristo, che ha sofferto ed è risorto, e che esulta eternamente nello Spirito Santo.  (La Chiesa.it).

2. Aspetti della vita – La sequenza di Pentecoste
Una invocazione (quotidiana) per la vita

  • Vieni, Santo Spirito, / manda a noi dal cielo / un raggio della tua luce.
    Vieni, padre dei poveri, / vieni, datore dei doni, / vieni, luce dei cuori.
    Consolatore perfetto, / ospite dolce dell’anima, / dolcissimo sollievo.
    Nella fatica, riposo, / nella calura, riparo, / nel pianto, conforto.
    O luce beatissima, / invadi nell’intimo / il cuore dei tuoi fedeli.
    Senza la tua forza, / nulla è nell’uomo, / nulla senza colpa.
    Lava ciò che è sórdido, / bagna ciò che è árido, / sana ciò che sánguina.
    Piega ciò che è rigido, / scalda ciò che è gelido, / drizza ciò che è sviato.
    Dona ai tuoi fedeli, / che solo in te confidano / i tuoi santi doni.
    Dona virtù e premio, / dona morte santa, / dona gioia eterna.

3. Un incontro con S. Alfonso
Diplomazia sì, ma cedere sempre il passo.
Dopo la consacrazione episcopale, S. Alfonso sostò a Napoli e, suo malgrado, si vide obbligato a compiere parecchie scarrozzate per riverire i Ministri borbonici, onde accaparrarsi le simpatie nella sua futura azione pastorale. Con la cortesia rabbonì i più duri ed ottenne con non sperato successo il 30 giugno l’exequatur alla bolla pontificia di elezione: Michele Reggio e Tanucci, facendo buon viso a cattivo gioco, non ricusarono di firmarlo, come sarebbe stato nelle loro intenzioni. A quanti era toccato di allungare il collo per mesi o anni, come al successore Mons. Onofrio Rossi (+ 1784) che trasferito nel 1775 da Ischia a S. Agata conseguì l’assenso regio solo nel 1779!
Il cocchiere fiero di portare un vescovo, che per giunta era patrizio ed universalmente acclamato per santo, non voleva cedere il passo né a baroni né a duchi. Le reiterate raccomandazioni del modesto padrone non valevano nulla su quell’uomo, che dichiarava di saper bene il suo mestiere, rizzandosi con bravura sulla cassetta. Domenico ripeteva sotto i baffi spioventi: Chi va piano, va sano e va lontano, ma… non arriva mai.
Un giorno, presso la vetusta porta dello Spirito Santo, dove c’era maggior traffico in un’ora di punta, incontrò la carrozza di un titolato, e a trotto gli passò avanti, facendo schioccare la frusta. L’altro cocchiere in livrea suscettibile non meno di lui circa le precedenze lo rincorse, sorpassandolo arrogante. Intanto avanzavano, altre vetture, e l’automedonte intrepido non rallentava, filando dritto nell’ingorgo e berciando.
Monsignore, nemico delle spacconate, strepitava dal finestrino, imponendogli che procedesse con moderazione per non andare a sbattere contro gli stipiti marmorei dei palazzi di Via Toledo.
A casa, nel rione dei Vergini, richiamò di nuovo il cocciuto vetturino, perché cedesse sempre a chiunque, anche a un salumaio. – “Ma Vostra Eccellenza che dice?” – “Sì, sì anche ad un salumaio“. (Cf. Oreste Gregorio, Monsignore si diverte, Valsele Tip. 1987, pp. 29-30),

4. Vivere la settimana con la liturgia =  (13-18 giugno) Liturgia delle Ore: III Settimana

13 giugno (lunedì) – Colore liturgico bianco.
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  Il Signore ha rivelato la sua giustizia.  – Oggi è la memoria di Sant’Antonio di Padova (1195-1231), sacerdote e dottore della Chiesa. – Veneriamo con tutta la Chiesa il “dottore evangelico”, insigne predicatore e patrono dei poveri e sofferenti.
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =   2 Corinti 6,1-10; Salmo 97,1-4; Matteo 5,38-42. 
– Santi di oggi  =  Sant’Antonio di Padova; San Cetéo o Pellegrino.
 
14 giugno (martedì) – Colore liturgico verde.
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Loda il Signore, anima mia. – Se si vuol essere figli del Padre di tutti è possibile amare i nemici e pregare per coloro che ci fanno del male.
Letture bibliche alla Messa di oggi  = 2 Corinti  8,1-9; Salmo 145,1-2.5-9; Matteo 5,43-48.
Santi di oggi  =  Sant’Eliseo, profeta; Santi Valerio e Rufino.

15 giugno (mercoledì) – Colore liturgico verde.
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Beato l’uomo che teme il Signore. – Anche nel servire il povero e pregare Dio c’è il rischio di desiderare l’ammirazione di sé e la stima degli altri.
Letture bibliche alla Messa di oggi  = 2 Corinti 9,6-11; Salmo 111,1-4.9; Matteot 6,1-6.16-18.
Santi di oggi  =  San Vito; Santa Germana Cousin; B. Luigi Palazzolo.

16 giugno (giovedì) – Colore liturgico verde.
– Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Le opere delle tue mani sono verità e diritto. – Il “Padre nostro” sia il fondamento e la conclusione delle nostre preghiere. «Dal momento che Dio è nostro Padre deve sopportarci nonostante la gravità delle nostre offese » (Santa Teresa d’Avila).
– Letture bibliche alla Messa di oggi  =  2 Corinti 11,1-11; Salmo 110,1-4.7-8; Matteo 6,7-15.
– Santi di oggi  =  Santi Quirico e Giulitta; B. Maria Scherer.
 
17 giugno (venerdì) – Colore liturgico verde
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce. – Le ricchezze sono desiderate sia dai ricchi che dai poveri. I beni duraturi possiamo ottenerli soltanto nell’amore verso Dio e verso i fratelli.
Letture bibliche alla Messa di oggi  =   2 Corinti 11,18.21b-30; Salmo 33,2-7; Matteo 6,19-23.
Santi di oggi  =  San Raniero; B. Paolo Buralo; B. Pietro Gambacorta.

18 giugno  (sabato) – Colore liturgico verde.
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  Gustate e vedete com’è buono il Signore. – Paolo più volte ha chiesto al Signore di essere liberato da un male, da “una spina”. Ma il Signore gli ha fatto comprendere che l’accettare la debolezza manifesta davvero la potenza di Dio. «Ti basta la mia grazia».
Letture bibliche alla Messa di oggi  =    2 Corinti  12,1-10; Salmo 33,8-13; Matteo 6,24-34.
Santi di oggi  =  San Gregorio Barbarigo; San Calogero; B. Osanna Andreasi.

5. Curiosità calabresi del passato
Pastori calabresi
Il pastore calabrese è chiamato a fare sua la vita dei suoi animali, di cui deve seguire i ritmi e i tempi. Suoi amici fidati sono solo i cani da guardia con i quali dialoga e divide sia il parco cibo, sia le poche soddisfazioni di un lavoro ingrato. La sua stessa donna ha poco da chiedere alla scelta che ha fatto sposandolo, magari costretta dai familiari, perché o è sacrificata ad aiutare il marito nella sorveglianza del gregge, nel preparare la minestra frugale, nel raccattare legna per il fuoco, o resta in paese e quindi deve vivere lontana dal proprio uomo contentandosi delle fugaci parentesi in cui il marito può pernottare a casa con la scusa della provvista del cibo.
Da qui si è sviluppata una letteratura popolare molto ricca e varia in cui l’ironia, il compatimento, il doppio senso affiorano con insistenza compiaciuta.
Della moglie del pastore costretta dalla sorte ad ogni tipo di stenti si dice: ” Maladitta chilla donna – chi si spusa lu stripparu – ca na sira dorme a liettu, – vintinove allu pagliaru” (Poveraccia quella donna che sposa il pastore perché una notte dorme a letto e ventinove nel pagliaio).
Non meno infelice è la moglie che resta a casa senza, però, la gioia del marito accanto: “Cchi mi serve ca su’ bella – ca marìtima è pecuraru? – Una sira dorme `n cella – quattru o cinque `ntru pagliaru! ” (Cosa mi serve che sono bella se mio marito è pecoraio? Una notte dorme in casa con me e quattro o cinque nel pagliaio!)
Questa moglie può comunque consolarsi perché il marito non le fa mancare il cibo, il formaggio, la ricotta. Ma lei non è contenta lo stesso: “U pecuraru è statu vistu a Pasqua quannu si mange la ricotta frisca: ma `un è statu vistu u misu e marzu quannu si mange pane castagnizzu!” (II pecoraio è stato visto a Pasqua quando si mangia la ricotta fresca ma non è stato visto il mese di marzo quando mangia pane di castagnaccio, perché non ha altro).
LUIGI RENZO, Calabria di ieri e di oggi, Ferrari editore 2007,  pp. 155-156

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