La bisaccia del pellegrino

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana


Giugno 2011, quinta settimana: 26 giugno – 2 luglio

1. Vangelo della domenica 26 giugno – Corpus Domini – Anno A –  La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
2. Aspetti della vita – Sequenza del Corpus Domini – Il mistero dell’Eucaristia cantato da San Tommaso d’Aquino.
3. Un incontro con S. Alfonso – La visita al SS. Sacramento.
4. Vivere la settimana con la liturgia = 27 giugno – 2 luglio 2011.
5. Curiosità calabresi del passato = La santa Comunione.

1. Vangelo della domenica – ( Gv 6,51-58)
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
 In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Corpus Domini: Corpo e Sangue del Signore –  Il Vangelo racconta il miracolo della moltiplicazione dei pani, segno che racchiude un dono più grande: la carne e il sangue del Figlio dell’uomo offerti per la nostra salvezza.
Oggi festeggiamo il sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi. Gesù ce ne parla in termini di corpo e di cibo. La realtà del dono del Padre alla nostra umanità si esprime, dall’inizio alla fine, sotto forma di corpo. Si tratta dapprima della realtà carnale del corpo fatto di carne e sangue, che soffre e muore sulla croce. È questo corpo ferito che risorge e che Gesù dà da vedere e da toccare agli apostoli. Ma Gesù non si ferma qui. Suo corpo è anche la Chiesa (Col 1,18), corpo mistico di cui Cristo è la testa. Ed è infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!” (Mt 26,26).
Già i primi cristiani paragonarono il corpo spezzato di Cristo al grano, macinato in farina per diventare pane, dopo essere stato mischiato all’acqua della vita e passato nel fuoco dello Spirito.
Questo pane spirituale, fatto dal grano del campo che è Gesù (Gv 15,1), divenendo, come il vino dell’Eucaristia, nostro cibo, nutre in noi la vita divina, che è vita eterna. E Gesù, ancora una volta, afferma: “Io sono”. Qui dice: “Io sono il pane”. Gesù costituisce il solo nutrimento che possa dare la vita divina. Chi non mangia di questo pane non avrà la vita in lui (Gv 6,53). Ecco perché noi celebriamo oggi la realtà umana e divina del Verbo fatto carne e anche quella del corpo risorto; ed ecco perché ci dà davvero quanto promesso. Attraverso lui, siamo concretamente in comunione con il nostro Dio. Bisogna essere presenti alla sua presenza reale.    (La Chiesa.it).

«Io sono il pane vivo disceso dal cielo» – «Auguriamoci vicendevolmente di andare colmi di gioia e di meraviglia all’incontro con la santa Eucaristia, per sperimentare e annunciare agli altri la verità della parola con cui Gesù si è congedato dai suoi discepoli: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,20)» (Esortazione apostolica Sacramentum caritatis, n. 97).
La solennità odierna ci rimanda al Congresso Eucaristico Nazionale, evento ecclesiale che si celebrerà ad Ancona, dal 3 all’11 settembre, e che avrà come tema: «Signore, da chi andremo?». L’Eucaristia assicura la presenza viva e operante di Gesù tra i suoi, fino alla fine dei secoli. La liturgia odierna ci parla della manna con cui Dio ha nutrito il suo popolo nel deserto (I Lettura). Essa è figura dell’Eucaristia, del Corpo e del Sangue di Cristo, dato come nutrimento nel cammino della nostra vita. Nel testo che san Paolo scrive ai cristiani di Corinto (II Lettura) si dice che la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo è garanzia di unità e di buone relazioni.    (Domenico Brandolino, in “La Domenica”).

2. Aspetti della vita – Sequenza del Corpus Domini (composta da San Tommaso d’Aquino nel 1264). 
 Il mistero dell’Eucaristia cantato da San Tommaso d’Aquino.

  • Sion, loda il Salvatore, / la tua guida, il tuo pastore / con inni e cantici.
    Impegna tutto il tuo fervore: / egli supera ogni lode, / non vi è canto che sia degno.
    Pane vivo, che dà vita: / questo è tema del tuo canto, / oggetto della lode.
    Veramente fu donato / agli apostoli riuniti / in fraterna e sacra cena.
    Lode piena e risonante, / gioia nobile e serena / sgorghi oggi dallo spirito.
    Questa è la festa solenne / nella quale celebriamo / la prima sacra cena.
    È il banchetto del nuovo Re, / nuova Pasqua, nuova legge; / e l’antico è giunto a termine.
    Cede al nuovo il rito antico, / la realtà disperde l’ombra: / luce, non più tenebra.
    Cristo lascia in sua memoria / ciò che ha fatto nella cena: / noi lo rinnoviamo.
    Obbedienti al suo comando, / consacriamo il pane e il vino, / ostia di salvezza.
    È certezza a noi cristiani: / si trasforma il pane in carne, / si fa sangue il vino.
    Tu non vedi, non comprendi, / ma la fede ti conferma, / oltre la natura.
    È un segno ciò che appare: / nasconde nel mistero / realtà sublimi.
    Mangi carne, bevi sangue; / ma rimane Cristo intero / in ciascuna specie.
    Chi ne mangia non lo spezza, / né separa, né divide: / intatto lo riceve.
    Siano uno, siano mille, / ugualmente lo ricevono: / mai è consumato.
    Vanno i buoni, vanno gli empi; / ma diversa ne è la sorte: / vita o morte provoca.
    Vita ai buoni, morte agli empi: / nella stessa comunione / ben diverso è l’esito!
  • Quando spezzi il sacramento / non temere, ma ricorda: / Cristo è tanto in ogni parte, / quanto nell’intero.
    È diviso solo il segno / non si tocca la sostanza; / nulla è diminuito della sua persona.
    Ecco il pane degli angeli, / pane dei pellegrini, / vero pane dei figli: / non dev’essere gettato.
    Con i simboli è annunziato, / in Isacco dato a morte, / nell’agnello della Pasqua, / nella manna data ai padri.
    Buon pastore, vero pane, / o Gesù, pietà di noi: / nutrici e difendici, / portaci ai beni eterni / nella terra dei viventi.
    Tu che tutto sai e puoi, / che ci nutri sulla terra, / conduci i tuoi fratelli / alla tavola del cielo / nella gioia dei tuoi santi.

3. Un incontro con S. Alfonso – La visita al SS. Sacramento
Visitare e parlare a Gesù come ad un amico

  • Signor mio Gesù Cristo, che per l’amore che porti agli uomini, Te ne stai notte e giorno in questo Sacramento tutto pieno di pietà e di amore, aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarti, io Ti credo presente nel Sacramento dell’Altare.
    Ti adoro nell’abisso del mio niente, e Ti ringrazio di quante grazie mi hai fatte; specialmente di avermi donato Te stesso in questo Sacramento, e di avermi data per Avvocata la tua Santissima Madre Maria e di avermi chiamato a visitarti in questa chiesa.
    Io saluto oggi il tuo amantissimo Cuore ed intendo salutarlo per tre fini: primo, in ringraziamento di questo gran dono; secondo, per compensarti di tutte le ingiurie, che hai ricevuto da tutti i tuoi nemici in questo Sacramento: terzo, intendo con questa visita adorarti in tutti i luoghi della terra, dove Tu sacramentato te ne stai meno riverito e più abbandonato.
    Gesù mio, io ti amo con tutto il cuore. Mi pento di aver per il passato tante volte disgustata la tua Bontà infinita. Propongo con la tua grazia di non offenderti più per l’avvenire: ed al presente, misero qual sono, io mi consacro tutto a Te: ti dono e rinunzio tutta la mia volontà, gli affetti, i desideri e tutte le cose mie.
    Da oggi in avanti fai di me e delle mie cose tutto quello che ti piace. Solo ti chiedo e voglio il tuo santo amore, la perseveranza finale e l’adempimento perfetto della tua volontà.
    Ti raccomando le anime del Purgatorio, specialmente le più devote del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima. Ti raccomando ancora tutti i poveri peccatori. Unisco infine, Salvator mio caro, tutti gli affetti miei cogli affetti del tuo amorosissimo Cuore e così uniti li offro al tuo Eterno Padre, e lo prego in nome tuo, che per tuo amore li accetti e li esaudisca. Così sia.

4. Vivere la settimana con la liturgia =  (27 giugno – 2 luglio) Liturgia delle Ore: I Settimana

27 giugno (lunedì) – Colore liturgico verde.
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  Misericordioso e pietoso è il Signore. – Abramo intercede presso il Signore e ottiene che per dieci giusti manifesti la sua misericordia, ma sarà Cristo quell’unico Giusto che laverà l’umanità con il suo sangue.
Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Genesi 18,16-33; Salmo 102,1-4.8-11; Matteo 8,18-22.
Santi di oggi  =  San Cirillo di Alessandria; Sant’Arialdo.
 
28 giugno (martedì) – Colore liturgico rosso.
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  La tua bontà, Signore, è davanti ai miei occhi. – Quando ci si trova in balìa degli elementi naturali Dio ci presta soccorso e ci offre la salvezza.
Letture bibliche alla Messa di oggi  = Genesi 19,15-29; Salmo 25,2-3.9-12; Matteo 8,23-27.
Santi di oggi  =  Sant’Ireneo, vescovo e martire. Santa Vincenza Gerosa.

29 giugno (mercoledì) – Colore liturgico rosso.
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Il Signore mi ha liberato da ogni paura. – Pietro e Paolo sono due apostoli assai diversi, ma ugualmente importanti per la Chiesa nascente così come per aver posto le radici di cui si alimenta la fede cristiana.
Letture bibliche alla Messa di oggi  = Atti 12,1-11; Salmo 33,2-9; 2Timoteo 4,6-8.17-18; Matteo 16,13-19.
Santi di oggi  =  Santi Pietro e Paolo Apostoli. Solennità – San Raimondo Lullo.

30 giugno (giovedì) – Colore liturgico rosso.
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi. – Prima o poi a tutti capita di essere messi alla prova da Dio, ma non sempre siamo capaci di affidarci a lui contro ogni speranza.
Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Genesi 22,1-19; Salmo 114,1-6.8-9; Matteo 9,1-8.
Santi di oggi  =  Santi primi martiri della Chiesa di Roma; Sant’Ottone.
 
1 luglio (venerdì) – Colore liturgico bianco – Primo Venerdì.
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  L’amore del Signore è per sempre. – Questa festa ci ricorda che le cose più importanti si possono vedere solo col cuore e che ciò che conta non è solo la razionalità.
Letture bibliche alla Messa di oggi  =    Deuteronomio 7,6-11; Salmo 102,1-4.6-8.10; 1Giovanni 4,7-16; Matteo 11,25-30.
Santi di oggi  =  Sacratissimo Cuore di Gesù. Solennità – San Domiziano

2 luglio (sabato) – Colore liturgico bianco.
Pensiero dalle letture bibliche di oggi  Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore. – Maria, che medita nel suo cuore le parole e i gesti di Gesù, è dimora dello Spirito Santo, è sede della sapienza, è immagine e modello della Chiesa che ascolta e testimonia il messaggio del Signore.
Letture bibliche alla Messa di oggi  =    Isaia  61,10-11; Cantico. 1Samuele 2,1.4-8; Luca 2,41-51.
Santi di oggi  =  Cuore Immacolato della B. V.Maria. – San Bernardino Realino.

5. Curiosità calabresi del passato
La santa Comunione.
Virginella,Virginella,
Quandu vai a cumunicari
Pensa a Dio ch’haj di pigghiari:
Hai di pigghiari nu grandi amuri
Chi ti senti arricriari.
Ostia mia consacrata,
Chi di pani si’ criata,
Si’ criata veramenti,
Com’a Dio onnipotenti,
Urgi l’occhi a mio Signuri
Subba la cruci duvi sta
‘Ncurunatu di spini,
‘Ncatinatu di catini.
La piaga di lu pettu
L’ha fatta ‘u mio difettu.
Haju setti piccati mortali,
Non mi sacciu cumpessari
No’ cu monaci, e no’ cu’ previti,
No’ cu’ Papa e cardinali,
Mi cumpessu cu’ mio Dio,
Vui sapiti la mia cuscenza,
Datimi lumi e penitenza. (Tropea)
(Giuseppe Chiapparo, in Etnografia di Tropea – Scritti demologici e storici, M.G.E. 2009, p. 151).

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