La bisaccia del pellegrino

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

Agosto 2011, quarta settimana: 21-27 agosto

1. Vangelo della domenica 21 agosto – XXI Domenica T.O. – Anno A –  «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente»

2. Aspetti della vita  –   GMG 2011 Madrid – Una fede giovane a 360 gradi.

3. Un incontro con S. Alfonso – Difensore degli innocenti.

4. Vivere la settimana con la liturgia = 22-27 agosto 2011.

5. Curiosità calabresi del passato = Proverbi tropeani sulla famiglia.

1. Vangelo della domenica – ( Mt 16,13-20)
Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Nell’umile testimonianza di Pietro è posto il fondamento della nostra fede. Egli è chiamato a rappresentare nella Chiesa e nel mondo l’autorità di Dio Padre e l’insegnamento di Gesù Maestro. La sua professione di fede: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente», è frutto di una rivelazione particolare del Padre celeste. Da allora Pietro non sarà più Simone figlio di Giona, ma “Pietra”, cioè roccia di fondazione (Vangelo). Il contrario di quanto la I Lettura narra di Sebna, al quale Dio toglierà la carica di maggiordomo del palazzo nel regno di Giuda, rovesciandolo dal trono. Un contrasto evidente che verrà sciolto dalla II Lettura. Mentre Paolo contempla la profondità del mistero di Dio, ricorda che nessuno può presumere di dare consigli alla sapienza divina o inoltrarsi nelle sue vie inaccessibili. L’insegnamento per noi è evidente. Come Dio, al posto dell’infedele Sebna, dona le chiavi del palazzo regale a Eliakim, uomo giusto e buon padre per il suo popolo, così Gesù consegna le chiavi del regno dei cieli a Pietro, docile alle ispirazioni del Padre. Allo stesso modo ogni credente è chiamato ad abbandonarsi filialmente e fedelmente a Dio.  (Sergio Gaspari, in “La Domenica”).

Quando Gesù chiese ai suoi discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”, le loro risposte rispecchiarono le diverse teorie e speculazioni riguardo Gesù diffuse nella loro cultura.
Se la stessa domanda fosse posta da Gesù oggi, le risposte sembrerebbero forse più colte, ma sarebbero molto simili. Invece di evocare Elia, Giovanni Battista o Geremia, si evocherebbero forse le speculazioni dell’ultimo convegno sulla cristologia, oppure ancora i risultati di un recente sondaggio. Possiamo immaginare che Gesù ascolterebbe gentilmente, forse sorridendo. Poi però giunge la vera e propria domanda: “Voi chi dite che io sia?”. Non possiamo più rifugiarci dietro ad opinioni di altri, siano essi teologi o conduttori di dibattiti televisivi. Gesù vuole la nostra risposta personale. Dobbiamo prendere posizione personalmente nei suoi confronti.
È quello che succede con l’atto di fede. Gesù lancia una sfida a ogni uomo e a ogni donna direttamente e personalmente: “Tu, chi dici che io sia”.
La nostra risposta possa essere quella di Pietro: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”. La nostra risposta possa essere quella della Chiesa, che fu fondata da Cristo su Pietro come su una pietra, affinché il “credo” diventasse un “crediamo”: Crediamo in Dio, Padre onnipotente…, in un solo Signore Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio…, per opera dello Spirito Santo… incarnato nel seno della Vergine Maria.  (La Chiesa.it).

2. Aspetti della vita
GMG 2011 Madrid – Una fede giovane a 360 gradi
A Madrid, tanti giovani – circa 1.500.000 provenienti da 190 Paesi – si sono riuniti in nome della fede per celebrare la XXVI Giornata Mondiale dei Giovani.. L’atmosfera di gioia si è espressa anche in un fitto programma di eventi culturali e musicali, dove sono stati gli stessi giovani ad aver la possibilità di mettere in scena la loro arte. All’insieme di suoni, immagini, mostre e pellicole per le vie della capitale spagnola non sono mancati gli appuntamenti con i giovani artisti italiani che si sono esibiti con film, arti sceniche, esposizioni, conferenze e testimonianze.
Catechesi, pranzi condivisi, incontri, celebrazioni, momenti di formazione, amicizia… oltre a tutto questo, la GMG di Madrid ha offerto anche un ampio spazio dedicato alla cultura e all’arte. Ogni nazione partecipante alle giornate dal 15 al 21 agosto ha avuto la possibilità di manifestare la propria creatività in un insieme di suoni, immagini, mostre, pellicole: si è trattato di un grande Festival della Gioventù.
Il cardinale Bagnasco: “Di fronte ai segnali preoccupanti che arrivano dalla società, la passione di questi giovani è l’impronta che Dio è con noi e che Lui è il nostro destino”.
La croce della Giornata Mondiale della Gioventù è arrivata a Madrid ed è stata affidata alle mani e al cuore dei giovani di “Casa Italia”, che l’hanno accolta e portata nella chiesa di San Giovanni della Croce: “Quante altre mani hanno toccato questa Croce, – dice Letizia di Perugia – quanti giovani vi si sono aggrappati con le loro speranze e le loro preghiere; è una croce consumata, vissuta, dalla quale Gesù continua a rendersi presente per noi, che siamo la sua Chiesa, riunita sotto la croce. Nella preghiera ai piedi della croce trovi la ragione e la forza che ci unisce, ben al di là di quella che può essere una simpatia che nasce dal condividere qualche giorno insieme”.
E infine l’incontro col Papa che nel suo Messaggio per la GMG di Madrid aveva proposto ai giovani Cristo come la Via, la Verità e la Vita, incoraggiando a radicare le proprie vite in Cristo, fondati in Lui e saldi nella fede ed aveva chiesto: “A Madrid avrò la gioia di incontrare numerosi giovani là convenuti per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù. Vi chiedo di unirvi spiritualmente con la preghiera a questo importante evento ecclesiale. Ringrazio per la vostra preghiera”.

3. Un incontro con S. Alfonso
Difensore degli innocenti
S. Alfonso, quando l’esigeva la gloria di Dio e il bene delle anime, opponeva ferma resistenza alle ingiustizie dei potenti, sia che si trattasse dei ministri del Regno (per es. Tanucci) sia che si trattasse dei tirannelli di provincia: egli andava sino in fondo, regolandosi come san Carlo Borromeo, suo esemplare ideale, che a fronte alta, senza batter ciglio, andava incontro agli stessi briganti. E conseguì col suo dignitoso coraggio non poche vittorie a dispetto dei subdoli giurisdizionalisti, che tramavano dietro le quinte.
Un pacifico uomo di Arienzo venne tradotto in carcere in base ad una falsa delazione. Il Governatore, un po’ credulo e un po’ interessato, si accingeva ad istruire frettolosamente il processo. S. Alfonso, detestando quella montatura, inviò il suo segretario al municipio per difendere l’innocenza dell’infelice. Il capo del comune si offese di tal passo e licenziò sgarbatamente don Verzella come un intruso in affari civili.
Sant’Alfonso non si chiuse nel silenzio, imbronciato. Bussò ad un’altra porta. Bruciando le tappe, espose la trama ordita al Conte di Cerreto, Filippo Caraffa, baiulo del Duca di Maddaloni.
L’intervento arrivò con le poste o per direttissima, come si dice nel linguaggio moderno.
Il Conte con grande deferenza notificava al santo pastore: “In vista dei comandi di V. S. Ill.ma per il gentiluomo, subito ho scritto a codesto Governatore ordinandogli che a vista l’avesse scarcerato, e che l’informo da esso preso per istigazione, subito l’avesse dato alle fiamme: che si fosse astenuto prender danaro o altra regalia dal povero disgraziato; nè mai più avesse ardito alterare in simili informi le disposizioni dei testimoni.
Ecco dunque servita V. S. Ill.ma, cui prego di altri suoi comandi, mentre raccomandandomi alle sue orazioni, le bacio le mani”.
S. Alfonso esultò nel veder sollevato l’oppresso e richiamato al sentimento del dovere il Governatore e di aver incusso un bel po’ di tremarella ai lividi e vili calunniatori.   (Oreste Gregorio in Monsignore si diverte, pp. 55-56)

4. Vivere la settimana con la liturgia =  (22-27 agosto)  XXI Settimana del Tempo Ordinario Liturgia delle Ore: I Settimana

22 agosto (lunedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Sia benedetto il nome del Signore, da ora e per sempre. – Al “no” dei progenitori alla volontà di Dio corrisponde il “sì” di Maria e Giuseppe, “primi” ministri del mistero dell’Incarnazione. Poiché servire Dio è “regnare”, Maria siede Regina nel cielo.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Isaia 9,1-6; Salmo 112,1-8; Luca 1,26-38.
  • – Santi di oggi  =  Beata Maria Vergine Regina.; San Filippo Benizi.

 23 agosto (martedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Signore, tu mi scruti e mi conosci. – Gesù non vuol dire che le piccole cose sono trascurabili, ma che non debbono essere un pretesto per distrarre l’attenzione e l’impegno da ciò che è più grave e importante. Il moscerino non è un cammello!
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Tessalonicesi 2,1-8; Salmo 138,1-6; Matteo 23,23-26..
  • – Santi di oggi  =  Santa Rosa da Lima; San Zaccheo.

 24 agosto (mercoledì) – Colore liturgico rosso.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  I tuoi santi, Signore, dicono la gloria del tuo regno. – Natanaele domanda a Gesù: «Come mi conosci?». È una domanda di sorpresa. Eppure Dio in Cristo ci conosce più e meglio di quanto noi conosciamo noi stessi e non finirà mai di sorprenderci con le sue meraviglie.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Apocalisse 21,9b-14; Salmo 144,10-13ab.17-18; Giovanni 1,45-51.
  • – Santi di oggi  =  San Bartolomeo, apostolo. Santa Giovanna Antida Thouret.

 25 agosto (giovedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Saziaci, Signore, con il tuo amore. – Ci sono tre cose strettamente collegate ed ugualmente importanti: il Signore verrà, tu ne ignori il momento, devi vegliare. A noi tocca una sola parte, ma decisiva, quella di vegliare.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  1Tessalonicesi 3,7-13; Salmo 89,3-4.12-14.17; Matteo 24,42-51.
  • – Santi di oggi  =  San Ludovico; San Giuseppe Calasanzio.

 26 agosto (venerdì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Gioite, giusti, nel Signore. – Vegliare non significa semplicemente non dormire. Anche le vergini sagge, infatti, si addormentano, ma avevano con sé l’olio, che garantisce la perseveranza nell’attesa.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  1Tessalonicesi 4,1-8; Salmo 96,1-2b.5-6.10-12; Matteo 25,1-13.
  • – Santi di oggi  =  San Zefirino; B. Maria B. Quattrocchi.

 27 agosto (sabato) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Il Signore viene a giudicare i popoli con rettitudine. – Anche se l’attesa del rientro del padrone dura a lungo, – come si legge nella parabola evangelica – il servo non deve trascorrere il tempo nell’ozio, qualunque sia l’impegno che gli è stato assegnato.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  1Tessalonicesi 4,9-11; Salmo 97,1.7-9; Matteo 25,14-30.
  • – Santi di oggi  =  Santa Monica, San Rufo.

 5. Curiosità calabresi del passato
Alcuni proverbi tropeani sulla famiglia

  • Tra mamma e figghi non ci vo’ cunzigghi
  • Fra soru e frati no’ v’intricati
  • ‘A nora, cacciala fora!
  • Cu i parenti amaru cu si menti
  • I parenti sugnu i denti.
  • I parenti su’ nt’a cascia (I veri parenti sono i soldi).
  • Cu avi robba, a’ parenti (chi è ricco, ha parenti).
  • A casa avi quattru cantuneri: dui o maritu, dui a mugghieri.
  • Casa stritta, fimmina mastra.
  • A fimmina i bona rrazza, a cinquant’anni porta mbrazza.
  • A fimmina senza statu è comu u pani senza levàtu.
  • Patri e patruni hannu sempri ragiuni. 

(dal sito web tropeamagazine.it)

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