La bisaccia del pellegrino 7-12

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

Febbraio 2012, seconda settimana: 12-18 febbraio

1. Vangelo della domenica 12 febbraio – Un lebbroso lo supplicava in ginocchio.
2. Aspetti della vita  – «Curare tutto l’uomo».
3. Un incontro con S. Alfonso – Dribblava chi cercava una “sua reliquia”.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  13-18 febbraio 2012.
5. Curiosità calabresi del passato  =  Il culto di San Biagio.

1. Vangelo della domenica –  (Mc 1,40-45)
Un lebbroso lo supplicava in ginocchio.
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

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Il profeta Isaia proclamava che il Messia sarebbe venuto per annunciare la buona novella ai poveri. Gesù, commentando questo testo nella sinagoga di Nazaret, dice solennemente: “Questa parola della Scrittura… si adempie oggi” (Lc 4,18-19).
Ma Gesù è venuto per guarire le malattie dei poveri, spesso in modo straordinario o prodigioso? Certo Gesù dà spesso prova della sua misericordia di fronte alle sofferenze umane. Ma, in ogni caso, questi sono segni del potere che il Figlio dell’uomo ha ricevuto da colui che lo ha mandato per liberare da una schiavitù più profonda, da una lebbra più cronica, per liberare dal peccato.
Chi può perdonare i peccati, se non Dio? “Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati disse al paralitico, prendi il tuo letto e va’ a casa tua” (Mt 9,6).
Cos’ha Gesù, che cosa irradia il Maestro per provocare nel lebbroso questa supplica colma di fiducia: “Se vuoi, puoi guarirmi”? Gesù si avvicina al lebbroso: “Lo toccò”; il lebbroso manifesta la sua fiducia, la sua gioia, la sua testimonianza, non può tacere.
E noi? Noi siamo la Chiesa di Gesù che prolunga la sua presenza e la sua opera nel mondo. In tutti i settori dove è in gioco il dolore di un qualsiasi uomo, dove la sua dignità di figlio di Dio è in pericolo, dove c’è emarginazione, qualunque essa sia, là si gioca la nostra credibilità in quanto Chiesa che porta la salvezza di Gesù. (La Chiesa.it). 

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Il Risorto, presente in mezzo a noi, è colui che ripete al nostro cuore: «Guarisci!». È questo il messaggio delle letture odierne.
La lebbra era una malattia che rendeva l’uomo impuro, perché corrotto nella sua integrità; per la legge mosaica, un lebbroso doveva essere allontanato dalla società a motivo del contagio (I Lettura). Gesù non ha timore di avvicinarsi al lebbroso: lo tocca senza paura e partecipa alla sua condizione sapendo di poterla superare.
L’intento di Gesù (Vangelo) non è quello di restituire salute o di eliminare il male nelle sue conseguenze esteriori, ma piuttosto è quello di portare la vittoria alla radice del male, che conduce alla morte vera e totale, alla perdizione e alla disperazione.
Al guarito Cristo impone il silenzio, forse per timore di ritorsioni delle autorità, o, meglio ancora, per non diffondere le attese di un nuovo guaritore. Il Signore ci chiede di guardare più in là e di sentire anche per noi, oggi, la parola della salvezza che ci libera dalla nostra lebbra interiore. Infatti, l’unico vero evento di salvezza non riguarda la semplice guarigione dalla malattia, ma la risurrezione che libererà ciascuno di noi dall’angoscia della morte. (Elide Siviero in “La Domenica”).

 2. Aspetti della vita –  Gli ammalati li avremo sempre con noi.
«Curare tutto l’uomo»
Giorno 11 febbraio è stata celebrata la XX Giornata del Malato… Finita la celebrazione, non finisce l’impegno verso i nostri fratelli ammalati. E l’impegno deve essere di tutta la società.
«Curare tutto l’uomo» è il tema per la pastorale sanitaria scelto quest’anno dai Vescovi italiani; la necessità della cura rivela la radicale vulnerabilità della condizione umana, ma anche la capacità dell’uomo di aprirsi alla solidarietà e alla fiducia.
Siamo invitati a riscoprire aspetti della libertà che vanno oltre l’enfasi sull’autonomia e, specie per gli operatori sanitari, a vivere come momento di relazione e di accoglienza, in cui l’altro non è solo oggetto di una prestazione tecnica, ma persona da amare con la sua inviolabile dignità.
Curare l’uomo, nella sua totalità di corpo e spirito, significa rispondere al suo bisogno di salute e insieme alla sua domanda di senso e di salvezza.
Il versetto di Luca: «Alzati e va’, la tua fede ti ha salvato» (17,19), che Benedetto XVI ci ha affidato nella XX Giornata Mondiale del Malato, lega l’esperienza della malattia alla fede che salva.
Per i malati e per quanti ne hanno cura l’incontro con Cristo, operante nella Parola e nei Sacramenti, accende nei cuori la speranza che non delude e la fiamma viva della carità  (Don Andrea Manto).

Una preghiera per restare vigili
Liberaci, o Signore, dalla terribile malattia della lebbra dell’anima, ossia dall’egoismo, dalla indifferenza verso i bisogni dei fratelli, dalla bramosia dei beni terreni e da quella dei piaceri che allontanano dalla vera gioia, che soltanto tu puoi donarci: in tal modo possiamo soccorrere tanti fratelli, che, ancora oggi, sono afflitti dalla lebbra del corpo e da altre malattie, guaribili soltanto dall’amore generoso verso di loro, che trova in te la sorgente della salute.
(D. Mariano Grosso osb).

3. Un incontro con S. Alfonso
Dribblava chi gli cercava una “sua reliquia”.
Con termine calcistico oggi diremmo che S. Alfonso sapeva dribblare i cercatori di “sue reliquie”; non si faceva giocare facilmente; da psicologo perspicace intuiva dove andavano a parare certe mosse e riusciva a stroncare i piani architettati con astuzia, appena nati.
I padri Gesuiti, che a onore della loro intelligenza furono i primi ad apprezzarlo, lo veneravano assai, per cui s’industriavano di avere qualcosa che gli fosse appartenuta.
Come fare per strappare una reliquia a quel benedetto uomo, che si teneva guardingo, agli antipodi del culto della persona? Ricorsero ad uno stratagemma invitandolo a pranzo nella casa professa di Napoli con una ragione che sembrava urgente.
Il p. De Matteis, che fu superiore generale a Napoli nel 1761-1766, e gli voleva un gran bene, preparò il colpo, sicuro del successo. Aveva messo gli occhi sulla fascia, che il Santo portava ai lombi per stringere la talare. Cominciò a dirgli con aria indifferente ch’era troppo sdrucita e che non conveniva alla sua carica, tanto più che il filo usato per rammendarla si era sbiancato e faceva una figura curiosa… E concluse la parlata amichevole: “Ecco qui una fascia meno logora: facciamo il cambio“.
Sant’Alfonso per non contristare il caro offerente accettò la fascia nuova ringraziandolo allegramente… ma si ritenne anche la vecchia, mentre i reverendi padri delusi si guardavano in faccia, ammiccandosi: “Ce l’ha fatta!”
(da Oreste Gregorio, Monsignore si diverte, p. 132-133)

 4. Vivere la settimana con la liturgia = VI Settimana Tempo Ordinnario
(6-11 febbraio) Liturgia delle Ore: II Settimana. 

13  febbraio  (lunedì) – Colore liturgico verde

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Venga a me la tua misericordia e avrò vita. – Chiedere un segno dal cielo soltanto per mettere alla prova Gesù, è comportarsi come dei farisei. Il segno vivo disceso per noi dal cielo sta nell’Eucaristia.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Giacomo 1,1-11; Salmo 118,67-68.71-72.75-76; Marco 8,11-13.
  • – Santi di oggi  =  San Martiniano; San Benigno; Beata Eustochio (Lucrezia) Bellini. 

14  febbraio  (martedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo. – Come operai nella messe e come agnelli in mezzo ai lupi, i compatroni d’Europa evangelizzarono i popoli della Pannonia e della Moravia, traducendo per loro in slavo la Bibbia e la Liturgia.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Atti 13,46-49; Salmo 116,1-2; Luca 10,1-9.
  • – Santi di oggi  =  Santi Cirillo monaco e Metodio vescovo, Patroni d’Europa. –  San Valentino.

15 febbraio  (mercoledì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  – Signore, chi abiterà sulla tua santa montagna? – La progressiva guarigione del cieco di Betsaida viene scandita dalle mani di Gesù che lo toccano ed entrano in contatto con lui. Soltanto chi è toccato dal Signore può guardare con occhi nuovi ogni cosa.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Giacomo 1,19-27; Salmo 14,2-5; Marco 8,22-26.
  • – Santi di oggi  =  Santi Faustino e Giovita; San Claudio De la Colombière.

16 febbraio  (giovedì)  –  Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi =  Il Signore ascolta il grido del povero. – Facendo tacere Pietro che ha scoperto il “segreto messianico”, Gesù parla di sé secondo Dio, descrivendosi come Figlio dell’uomo che dovrà essere ucciso e, alla fine, risorgere.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Giacomo 2,1-9; Salmo 33,2-7; Marco 8,27-33.
  • – Santi di oggi  = Santa Giuliana; Beato Giuseppe Allamano; Beato Nicola Paglia.

17 febbraio  (venerdì) – Colore liturgico verde.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = La tua legge, Signore, è fonte di gioia. – Rinnegare se stessi e prendere la propria croce, in controtendenza rispetto ad una generazione adultera e peccatrice: ecco l’esigente proposta di Gesù a chi vuole davvero seguirlo.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Giacomo 2,14-24.26; Sal 111,1-6; Mc 8,34 – 9,1.
  • – Santi di oggi  =  Santi sette Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria (m.f.); San Flaviano.

18 febbraio  (sabato) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Tu, o Signore, ci proteggerai per sempre. – Le vesti splendenti e bianchisssime, la voce dalla nube con la presenza di Elia che, secondo Ezechia, sarebbe tornato prima del giorno del Signore: tutto preannuncia la risurrezione del Figlio dell’uomo.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Giacomo 3,1-10; Sal 11,2-8; Mc 9,2-13.
  • – Santi di oggi  = Sant’Elladio; Beato Giovanni da Fiesole; Beata Geltrude Comensoli.

5. Curiosità calabresi del passato.
Il culto di San Biagio
Il patrocinio di S. Biagio, in Calabria, non si ferma alla benedizione della gola perché il Santo figura ancora tra i santi invocati dalle ragazze che vogliono trovare marito.
Sempre ricca e creativa la pietà popolare riesce ad esprimere sentimenti e valori della più pura spontaneità talora disinvolta, altre volte interessata, ma sempre profondamente sentita nella quotidianità della vita.
Esempi di questa diffusa religiosità si trovano nei testi popolari, da cui emerge non solo il senso del soprannaturale e del divino, ma anche la totale dipendenza da esso ed il conseguente bisogno di un rapporto amicale con esso, da cui scaturisce un senso di forza e di spirituale sicurezza.
È significativa, a questo riguardo, la seguente preghiera serale, raccolta a Rossano, in cui S. Biagio insieme alla Madonna e ad altri santi formano una specie di corona protettiva capace di dare serenità al devoto, che si accinge a mettersi a letto:

A ru lettu vaju ami curcare
E quattro angeli a trovare:
ruvi `n capizzu, ruvi `m perizzu
e nostru Signure mmenzu.
A ru latu a `Mmaculata,
a bbannu San Giuvanni,
`mperi i peri San Michele,
`mmenz’a casa santu Vrasu,
arreti a porta l’angelu forte,
`mmenza a via a Vergine Maria
ccu tutta ssa compagnia.
Buonanotte, Maronna mia.

(Vado a letto a coricarmi; ci trovo quattro angeli: due al capezzale, due ai piedi e nostro Signore in mezzo. Al lato l’Immacolata, a fianco S. Giovanni, vicino ai piedi S. Michele, in mezzo alla casa S. Biagio, dietro la porta l’angelo forte, in mezzo alla via la Vergine Maria con tutta questa compagnia. Buonanotte, Madonna mia).

(Luigi Renzo in Calabria di ieri e di oggi, Ferrari Editore 2007, pp.111).

 

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