La Calabria ha un nuovo Santo

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La Calabria ha un nuovo Santo: S. Angelo da Acri.

Domenica prossima 15 ottobre Papa Francesco presiederà il solenne rito della canonizzazione. Saranno proclamati santi 34 beati: “Cinque sono bambini e gli altri adulti. Andrea de Soveral, Ambrogio Francesco Ferro, sacerdoti diocesani, Matteo Moreira, laico, e 27 Compagni martiri (trucidati il 16 luglio del 1645 dagli olandesi), Faustino Míguez, sacerdote scolopio, fondatore dell’Istituto Calasanziano delle Figlie della Divina Pastora, e Angelo da Acri, sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. “Questi beati non sono solo ammirati dal popolo di Dio per lo splendore delle loro virtù”, ma anche come “intercessori di miracoli e grazie”. – Nel “paradiso della Calaria” splenderà dunque S. Angelo da Acri, cappuccino, in lista d’attesa da lungo tempo.

Finalmente dichiarato Santo. – Il miracolo riconosciuto fatto al giovane Salvatore Palumbo ha sbloccato il processo di canonizzazione del Beato Angelo d’Acri. Il riconoscimento del miracolo è avvenuto nel dicembre 2016, il miracolo invece nel marzo 2010. La lunga attesa è finita.
♦ “Il 18 dicembre 1825, papa Leone XII beatificava il Venerabile Servo di Dio Angelo d’Acri da tutti conosciuto come l’Apostolo delle Calabrie per la sua instancabile predicazione durante i 38 anni della sua vita sacerdotale.
♦ Seguendo il buon pastore non esitò a mettersi per strada alla ricerca del peccatore, del povero e degli ultimi, non risparmiando nulla di se stesso, ma riconsegnando al Signore quanto ricevuto perché la Vita potesse raggiungere tutti.
♦ La figura dell’austero frate predicatore e confessore, elementi tipici dell’essere frati cappuccini, sarà proclamato “Santo” da papa Francesco il prossimo 15 ottobre 2017, testimonianza sicura della venerazione che lo ha da sempre accompagnato.
♦ Chi ha visitato ad Acri la basilica che conserva le sue spoglie mortali non può non essere stato colpito dai numerosi fedeli che giorno dopo giorno lo raggiungono, lo pregano, gli chiedono consiglio e a lui si affidano.
Dal giorno della sua morte il Santo beato Angelo ha così continuato nel suo ministero di predicatore dell’annuncio di Cristo Signore, Via, Verità e Vita, e di forte e compassionevole richiamo per i peccatori.
Qualcuno si chiederà sorpreso: come mai solo adesso?
Possiamo realmente ritenere che il religioso cappuccino non solo è stato continuamente invocato e così è stato presente nella mente e nel cuore delle persone a lui devote, ma che anche dopo morte non ha mai cessato di rendersi presente a fedeli, intercedendo per chi era nel bisogno e a lui si rivolgeva.
(fonte: cf cappuccini palermo.it)

Il miracolo – Tutto ha inizio nel marzo del 2010.
♦  Acri è in piena campagna elettorale per le elezioni comunali. Poco fuori il centro abitato, in località Montagnola, un giovane, Salvatore Palumbo, a bordo di un Quad, perde il controllo del mezzo, finisce fuori strada e va a sbattere contro un palo della linea telefonica. Salvatore è figlio di una famiglia molto conosciuta e stimata in città, impegnata nel settore della ristorazione e del trasporto pubblico su autobus.
♦  Ai soccorsi, giunti sul posto dopo pochi minuti, le condizioni del giovane appaiono subito gravi. Ha perso conoscenza ed ha molte ferite. Occorre il trasporto all’Annunziata di Cosenza in sala rianimazione. Lo stato di salute non migliora, anzi i medici sono tutt’altro che ottimisti.
♦  Dopo qualche giorno gli stessi medici comunicano ai familiari che la situazione è disperata, quasi irreversibile. “Solo un miracolo può salvare il giovane Salvatore”, ammettono, tra la disperazione dei parenti che, molto religiosi, iniziano a raccogliersi in preghiera.
Quindi la decisione di rivolgersi ai Frati cappuccini, allora guidati da Padre Giovanni Loria. I familiari del giovane chiedono di ricevere una reliquia, una richiesta avanzata spesso ai monaci, non solo dagli acresi, che soddisfano senza problemi.
Chiedono ed ottengono il cingolo, ovvero il cordone del saio, del Beato Angelo. Viene sistemato accanto ai macchinari che tengono in vita Salvatore.
♦ Il tempo passa inesorabilmente, lo stato comatoso permane ed una mattina i medici confidano ai genitori che non possono fare più nulla.
Ed, invece, avviene la svolta. Il giorno dopo Salvatore comincia a dare segnali di ripresa, si muove, bisbiglia e le immagini che i macchinari proiettano sullo schermo, non sono più piatte. Salvatore migliora giorno dopo giorno, esce dallo stato di irreversibilità. I medici, non sanno dare spiegazioni scientifiche e gridano al miracolo.
(fonte: cf acrinrete.info)

Breve biografia
Sant’ Angelo d’Acri (Lucantonio Falcone),
sacerdote cappuccino
Acri, Cosenza, 19 ottobre 1669 – 30 ottobre 1739

♦ Lucantonio Falcone nacque ad Acri (Cosenza) il 19 ottobre 1669.
La sua famiglia, molto religiosa, non contrastò il suo ingresso tra i Cappuccini, avvenuto a diciannove anni; tuttavia, pochi mesi dopo, il giovane lasciò il convento, in preda ai dubbi. Ottenne di essere riammesso, ma uscì nuovamente: se la prima volta fu perché pensava di doversi sposare, la seconda fu perché non si riteneva degno della vocazione.
♦ Infine rientrò per una terza e definitiva volta: con la professione religiosa, cambiò nome in fra Angelo e divenne sacerdote nel 1700.
Secondo i suoi biografi, fu angelo di nome e di fatto: la sua predicazione, improntata al linguaggio semplice dei popolani del Regno di Napoli, era convincente al pari delle guarigioni miracolose attribuite alla sua intercessione. Oggetto di vessazioni diaboliche, reagiva con le armi della penitenza, ma anche di un formidabile umorismo.
Morì ad Acri il 30 ottobre 1739 e fu beatificato il 18 dicembre 1825.
♦ La sua canonizzazione è stata fissata a domenica 15 ottobre 2017.
I suoi resti mortali sono venerati ad Acri, nella basilica a lui dedicata.
La sua festa ricorrerà il 30 ottobre
(fonte: santiebeati.it)

Nel “paradiso della Calabria” splenderà un nuovo santo: S. Angelo da Acri, cappuccino, da tutti conosciuto come l’Apostolo delle Calabrie per la sua instancabile predicazione durante i 38 anni della sua vita sacerdotale. Il miracolo riconosciuto fatto al giovane Salvatore Palumbo ha sbloccato il processo di canonizzazione del Beato Angelo d’Acri. Il riconoscimento è avvenuto nel dicembre 2016, il miracolo invece nel marzo 2010. La sua canonizzazione è stata fissata a domenica 15 ottobre 2017.
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