La comunità ideale

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La comunità ideale

Vivere in una comunità è bello, soprattutto nella comunità familiare. Nessuna comunità nasce perfetta, e neanche la comunità familiare. Una comunità, anche la famiglia, si perfeziona vivendo, camminando e lavorando insieme. Ognuno porta con sé il proprio carattere, ed è nel vivere insieme che ogni carattere si aggiusta, si adatta al bene comune. Cedere alla tentazione di rigettare qualcuno fuori dalla comunità porterà all’isolamento e all’egoismo. Rimanendo insieme, mettendo in comune i doni ricevuti, correggendosi l’un l’altro fraternamente… tutto ciò apre l’infinito e porta un po’ di paradiso, quel paradiso dove nessuno vive per se stesso, ma per Dio e per gli altri. 

♦ Nella bottega di un falegname durante l’assenza del padrone,
tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio. Lo scopo: come migliorare i rapporti vicendevoli e quali elementi buttare fuori per una comunità ideale.
La seduta fu lunga e animata, talvolta anche veemente.
♦ Uno prese la parola: “Espellere sorella Sega, perché morde sempre.
Un altro intervenne: “Cacciare sorella Pialla; ha un carattere tagliente.”
“Escludere il fratel Martello che sa solo picchiare.”
“E i chiodi? Troppo pungenti. Che se ne vadano! E anche Lima e Raspa. A vivere con loro è un attrito continuo. E cacciamo anche la cartavetrata, la cui unica ragion d’essere sembra quella di graffiare il prossimo.”
“E cosa ci stanno a fare il Righello e il Cacciavite? gente senza personalità che ci è più di peso che di aiuto…”
♦ Alla fine della seduta tutti avevano espulso tutti.

♦ La riunione fu interrotta dall’arrivo del falegname. Tutti gli arnesi tacquero quando lo videro avvicinarsi al bancone di lavoro.
L’uomo prese un asse, lo segnò con il Righello e un Chiodo, poi lo segò con la Sega mordace. Lo piallò con la Pialla che spela tutto quello che tocca. Sorella Ascia che ferisce crudelmente, sorella Raspa dalla lingua scabra, sorella Cartavetrata che raschia e graffia, entrarono in azione subito dopo.
Il falegname prese poi i fratelli Chiodi dal carattere pungente e il martello che picchia e batte. Si servì di tutti i suoi attrezzi di brutto carattere per fabbricare una culla.
Una bellissima culla per accogliere un bambino che stava per nascere.
Per accogliere la Vita.

(fonte: padre Andrea Panont in zenit.org, 29 agosto 2017)

♥♥ La preghiera di Gesù: “Che tutti siano una sola cosa: come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola” (Giovanni 17, 21).

Nessuna comunità nasce perfetta, e neanche la comunità familiare. Una comunità, anche la famiglia, si perfeziona vivendo, camminando e lavorando insieme. Ognuno porta con sé il proprio carattere, ed è nel vivere insieme che ogni carattere si aggiusta, si adatta al bene comune.
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