La Conferenza dei sindaci di fine mese

“L’iniziativa arriva fuori tempo massimo”

“E’ la solita storia, si cerca di mettere il lucchetto alla stalla dopo che i buoi sono scappati”

Ex Direttore Sanitario P.O. Tropea, ex Sindaco di Zungri
Dr. Tino Mazzitelli – foto Libertino

Il Comitato di rappresentanza ha annunciato con grande enfasi la riunione della Conferenza dei sindaci entro la fine del mese con all’OdG la questione sanitaria della provincia di VV che, come è noto, ha superato i livelli di guardia in quanto a degrado. L’iniziativa arriva fuori tempo massimo e per molti aspetti rappresenta una macabra messa in scena al fine di tirarsi fuori da responsabilità connesse allo sfacelo della sanità il cui iter è stato avviato in tutti questi anni in cui la maggior parte di lor signori, pur essendo al potere, erano in sonno.
E’ la solita storia, si cerca di mettere il lucchetto alla stalla dopo che i buoi sono scappati. Non v’è dubbio che l’intervento dei sindaci in questo particolare momento sia tardivo e strumentale e si configura come una sterile passerella escogitata per acquietare la loro coscienza e giustificare la loro apatia di fronte ai cittadini. Purtroppo in materia di sanità i sindaci sono del tutto ignoranti e, da sempre interessati ai problemi della rete idrica e fognante dei loro paesi, non hanno avuto il tempo di documentarsi ed apprendere che in conformità alla vigente legislazione sanitaria la Conferenza dei sindaci è punto di riferimento centrale per l’organizzazione sanitaria aziendale, sia nella fase di progettazione che in quella di erogazione dei servizi. Se non ritenuto idoneo, possono addirittura inficiare l’Atto aziendale redatto dal direttore generale a dal suo management dichiarandolo nullo e privandolo di ogni valore esecutivo.
Non hanno quindi un ruolo subalterno o di semplice e mera rappresentanza,ma una funzione esponenziale attraverso cui strategicamente imporre e favorire scelte programmatiche condivise e quindi più vicine ai bisogni dei cittadini utenti. Debbono per questo sapere che l’ASP 8 di VV, come tutte le altre aziende provinciali dislocate sul territorio nazionale, è un’azienda di servizi alla persona che, come previsto dalla vigente normativa in materia di sanità, ha il compito di tutelare la salute dei cittadini. Tale assunto, però, non sempre trova oggettivo riscontro nella realtà per la propensione da parte di chi detiene le leve del potere alla costruzione di sistemi di servizi autoreferenziali, volti a tutelare maggiormente gli interessi e i bisogni della casta che quelli degli utenti.
L’Asp 8 di VV non è più una struttura di servizi alla persona e pertanto non più in grado di erogare prestazioni adeguate e far fronte alla sempre più crescente domanda da parte dei cittadini. I tempi di esaudimento delle richieste sono ormai biblici e la gente non ne può più.
Un moderno sistema di servizi alla persona, difatti, deve consentire una presa a carico del cittadino utente durante tutto il percorso della malattia e per riuscirvi deve mantenere un sufficiente livello di decentramento territoriale e, al tempo stesso, realizzare le risorse in un rapporto equilibrato tra “centro” a cui competono le prestazioni altamente specialistiche ed una “periferia” che deve farsi carico delle prestazioni di base. Gli Atti aziendali redatti in questi anni, tutti di stampo ragionieristico in quanto a tagli lineari, confermano che sia i sindaci della provincia di VV che anche l’attuale Giunta regionale continuano indisturbati l’opera di destabilizzazione della sanità regionale, vibonese in particolare, senza indicare una sera riconversione dei vari ospedali che allo stato somiglia più ad una loro demolizione che a una rimodulazione efficace ed efficiente.
In tutto questo contesto il Governatore Oliverio e il Commissario Scura, al pari dei polli di Renzo, litigano e si azzuffano su chi avere il sopravvento e le leve del comando. E’ una volgare sceneggiata posta in essere solo come gioco delle parti per coprire le magagne di cui entrambi sono ugualmente responsabili
Nel corso degli anni soprattutto gli ospedali periferici hanno subito la disattivazione di ricoveri in Ortopedia, Chirurgia, Urologia, Medicina, la chiusura delle sale operatorie, la soppressione delle unità operative di Dermatologia,Otorino,Gastroenterologia e di Cardiologia. A seguito di ciò il livello dei servizi erogati è largamente insufficiente tanto da costringere i cittadini ad un crescente ricorso a strutture a carattere privatistico con notevole, conseguente aggravio di spese per l’azienda e per gli utenti. La sanità ospedaliera vibonese, quindi, si baserà essenzialmente sulla rete di emergenza-urgenza governata dalle postazioni di emergenza territoriali e dipartimentali. Detta più semplicemente, sarà un via vai di ambulanze che dalle periferie trasporteranno il malato nei vari ospedali della Regione.
Anche se tardi, è ancora possibile raccogliere i cocci e fermare l’opera di demolizione sanitaria. E’ necessario che i sindaci spingano alla mobilitazione tutti i cittadini delle aree che amministrano, le associazioni, le forze politiche e sociali prospettando una rimodulazione del famigerato Piano di Rientro regionale attraverso una rivisitazione delle strutture sanitarie dislocate nel comprensorio vibonese secondo la logica degli Ospedali Riuniti che prevede un decentramento sanitario al fine di non ingolfare ancora di più l’ospedale di Vibo non più capace di recepire la grande domanda di sanità proveniente dall’intera provincia. Agli ospedali periferici per la loro capacità strutturale di poter far fronte a qualsiasi problematica di ricettività e di accoglienza potrebbero essere dislocate tutti i reparti e le unità operative afferenti all’aria medica attualmente ubicate con grande sofferenza presso il P.O. Di Vibo.
Dato che la partita si gioca sul piano politico e socio-culturale in nome della salute dei cittadini è dovere dei sindaci proporre ai vertici nazionali e regionali la promozione di iniziative ad ampio raggio valutando contestualmente la possibilità di innescare un confronto ed una riflessione seria con quanti hanno a cuore le sorti della sanità vibonese e con quanti responsabilmente ambiscono ad un suo risanamento e vogliono passare dalla fase delle passarelle e delle enunciazioni strumentali a quella delle realizzazioni concrete.
Una politica di questo tipo non si può fare con chiunque, essa deve essere il prodotto di uno straordinario lavoro di squadra formata da competenze alte e dotata di autonomia intellettuale e politica che utilizzi le competenze per coadiuvare chi e quanti hanno il dovere di compiere le scelte più opportune che prevedano un serio e concreto programma di sviluppo per un territorio notevolmente mortificato da una classe politica cinica e imbelle.
Al di fuori di tutto ciò non resta che attuare una riconversione di tutte le strutture sanitarie dislocate sul territorio in strutture alberghiere, vista la grande vocazione turistica di tutta l’aria su cui esse insistono, perchè se qualche ingenuo o sprovveduto pensa ad una realizzazione del nuovo ospedale in tempi brevi è fuori dalla grazia di Dio.

Ex Direttore Sanitario P.O. Tropea, ex Sindaco di Zungri
Dr. Tino Mazzitelli

Condividi l'articolo