La conversione e il suo contrario

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La conversione e il suo contrario.

Chi si converte al bene e cambia vita desta viva ammirazione; e chi si converte al male mentre da tutti è ritenuto saggio desta ancora più meraviglia, anzi scandalo!
– La conversione è una cosa seria e richiede impegno perché sia costante e perseverante. Altrimenti la ricaduta può portare in una condizione ben peggiore in cui si era prima.
– La conversione è una grazia da chiedere ed anche la perseveranza nel bene è una grazia da chiedere ogni giorno, come ammonisce Sa Paolo: “Chi crede di stare in piedi, badi a non cadere!” (1 Corinzi 10, 12).
– La storia che segue mostra le meraviglie di chi si converte e nello stesso tempo la fragilità di chi crede di stare in piedi basandosi sui propri meriti.

Da anni il monaco Onorio aveva lasciato i piaceri della vita e viveva in austera penitenza nel deserto.
♦ La sua fama di santità volava per tutto l’Egitto, compresa la città d’Alessandria, forse anche più di quella della locale giovane e corrotta principessa.
Questa, mal sopportando che il Monaco fosse più di lei sulle bocche di tutti, lanciò una sfida, soprattutto a se stessa: «Andrò nel deserto a sedurre questo monaco santo».
Sgargiante nei suoi gioielli, seduttrice nelle vesti orientali, raggiunse la grotta.
L’eremita zelante alzò la voce contro di lei:
Bisogna far penitenza, per non perire. Bisogna cambiare il cuore per essere felici. Le gioie di questa terra sono effimere, come i fiori del prato. Lascia i tuoi peccati, lascia l’amore che passa, per la gioia del Signore, che non passa...
♦ Con questi e simili discorsi Onorio cercava la conversione della giovane e splendida principessa.
Questa lo fissava negli occhi, muoveva le flessuose membra sotto i veli seducenti; alla fine le parole del monaco le ferirono il cuore, si convertì e propose: «Lascio Alessandria, gli amanti e l’amore; e scelgo il deserto e il vero Signore!».
♥ Onorio invece, mentre predicava, fu sconvolto da quella conturbante bellezza e disse: «Lascio la grotta e la noia; voglio provare le gioie del mondo!».
Il monaco Onorio scese a godere nella vivace Alessandria e mori dissoluto.
La bella peccatrice invece rimase nel deserto: morì tra gli stenti, ma accanto a Gesù, suo unico amore ritrovato.

Dal profeta Ezechiele:
♦ Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticato (Ez, 18,21-22)
♦♦ Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte le azioni abominevoli che l’empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà. (Ez, 18,24).

Chi si converte al bene e cambia vita desta viva ammirazione; e chi si converte al male mentre da tutti è ritenuto saggio e saggio desta ancora più meraviglia, anzi scandalo!

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