“La corrente Angela Napoli”

Intervista a Carmine Adilardi

Commenti sull’operato dell’amministrazione Repice

Il partecipato convegno del 17 gennaio, Carmine Adilardi, Angela Napoli - foto Libertino
Il partecipato convegno del 17 gennaio, Carmine Adilardi, Angela Napoli - foto Libertino

La corrente Angela Napoli rappresentata da Carmine Adilardi, nelle ultime elezioni amministrative aveva proposto la candidatura di Angela Napoli a sindaco di Tropea.
L’on. Napoli aveva anche accettato la sfida, ma il PDL, partito a cui è legata la stessa Napoli, pose un veto sulla questione: “il nostro candidato a sindaco è Gaetano Vallone”.
Successivamente abbiamo visto che la lista capeggiata da Gaetano Vallone, diventa una lista civica. Dunque fuori la Napoli, ma fuori anche il PDL. Perché a vincere le elezioni è stata la compagine, da subito dichiaratasi mista, di Adolfo Repice oggi sindaco della Città.
Commenta Adilardi: ‹‹Il Pdl facendo una lista civica candidando Vallone ha di fatto messo in libertà i voti dell’elettorato
di destra. L’On. Napoli, così come dimostrato dal partecipato convegno, avrebbe ottenuto ampi consensi anche da settori della sinistra. Avevamo visto bene ed oggi saremmo già avviati sulla strada del cambiamento››.
Secondo Carmine Adilardi, il “discorso Napoli Sindaco” è tutt’ora aperto: ‹‹Se dovesse essere accettato il ricorso presentato dall’opposizione noi
riproporremo nuovamente la candidatura della Napoli››.
Il suo gruppo ha sostenuto Repice alle elezioni comunali, è ancora così?
«Certo abbiamo sostenuto  Repice e saremo fermi nel sostenerlo anche se solo riuscirà nell’intento di restituire il Porto ai Tropeani. Il Porto è una risorsa economica della città ( ogni anno oltre un milione di euro ). Si potrebbe attuare un piano regolatore portuale includendo nell’area  il quartiere marina vescovado, che va bonificato e attrezzato,  ed il campo di calcio per dare alla marina una continuità con il porto e con il paese››.
Secondo lei la gente vede il cambiamento nella nuova Amministrazione?
«Ancora qui a Tropea la gente fatica a distaccarsi dall’idea del sindaco “sceriffo”. Purtroppo il paragone continua a farsi con i vecchi modelli, ma è
sbagliato. Il sindaco deve preoccuparsi di programmare la stagione turistica e cercare di far arrivare flussi turistici dall’Italia e dall’Europa,
organizzando in loco un’adeguata accoglienza. È finita l’era del turismo fai da te. Il cambiamento è iniziato da un po’ di tempo e noi non l’abbiamo
intercettato, stanno calando le presenze».

Cosa offre oggi Tropea ad un turista di passaggio?
«il turista di passaggio non esiste più. Il turista va “ trasportato “, ed in loco va rispettato e  “coccolato”, non spennato. Purtroppo mi sembra che la
città sia diventata un’enorme “cucina da campo” in grado di sfamare grandi quantità di persone, “sfollati “dalle città sempre più meridionali e accolti da
una “protezione civile privatizzata”››.

Come può migliorare la situazione?
Cambiando la mentalità, ripristinando la nostra storica cultura dell’accoglienza, dell’ospitalità. Si può cominciare dal nostro Istituto Alberghiero
formando camerieri, cuochi, portieri d’albergo, primi a venire a contatto con gli ospiti, e poi organizzando stage per ristoratori ed albergatori, promuovere
incontri degli stessi con personale ad alta specializzazione e nei siti che hanno fatto scuola.

Cosa pensa della  movida notturna tropeana?
‹‹Non si può dire tutti a letto a mezzanotte. Vanno a mio parere scelte delle zone del paese dove la movida possa andare avanti fino all’alba perché in
quella zona sono ubicati idonei locali e nelle vicinanze ci abitano quelli che della movida sono gli organizzatori ed i fruitori. Vanno tutelati in altre zone
gli ospiti che vengono a riposarsi e godersi il nostro splendido mare. Non è possibile che tutto il paese sia contemporaneamente per chi vuole vivere di
notte e chi invece vuole passare una vacanza facendo mare››.

E del traffico?
‹‹Tropea deve diventare un’isola pedonale bisogna finirla di passeggiare in macchina, naturalmente attrezzandosi allo scopo››.

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