La giornata di EquoSud

Cinquefrondi e Rinascita

Il mercatino delle autoproduzioni

Autoproduzioni "EQUOSUD" - foto Nesci
Autoproduzioni "EQUOSUD" - foto Nesci
Domenica 24 Ottobre alla Villa Comunale di Cinquefrondi (Rc), “EquoSud” insieme con il movimento “Rinascita” hanno presentato: “Na jornata Terra Terra”.
Si tratta di un mercatino dei piccoli produttori calabresi che, con l’aiuto degli promotori di questo progetto, sarà possibile accogliere in ciascun comune della Calabria, qualora ne condividessimo il messaggio.
Nel vibonese un’iniziativa del genere potrebbe sviluppare risorse territoriali e potenzialità inaspettate.
Cos’è EquoSud? È un consorzio di  piccoli produttori calabresi, nato nei pressi di Reggio Calabria, che liberamente si tengono al di fuori della filiera della grande distribuzione.
Ciò significa sottrarsi a tutti quei passaggi intermedi di produzione che di fatto servono solo ad aumentare i profitti delle multinazionali e a far lievitare i prezzi. Rifiutare le regole del mercato monopolistico per non colpire i consumatori con prezzi elevati e non strozzare i produttori.
Giustizia e sostenibilità sembrano essere termini inconciliabili con le logiche che oggi dominano il mercato, ma “Un’altra economia è possibile!” dicono i promotori di EquoSud. Loro ci propongono questo: «sostenibilità per i consumatori, che devono poter accedere a prodotti di qualità, evitando che questi vengano confinati nelle nicchie di lusso; sostenibilità per l’ambiente poiché evitando le sofisticazioni industriali si preserva la genuinità dei prodotti e l’integrità del territorio; infine la sostenibilità per il produttore, che significa ottenere dalla vendita il necessario per sopravvivere e creare lavoro».
“EquoSud” insieme con il movimento “Rinascita” hanno presentato: “Na jornata Terra Terra” - foto Nesci
“EquoSud” insieme con il movimento “Rinascita” hanno presentato: “Na jornata Terra Terra” - foto Nesci
Il progetto di EquoSud nasce in Calabria proprio perché propone l’emancipazione dei calabresi mediante l’abbandono di quei modelli dominanti che rispondono a volontà politiche ed economiche estranee ai nostri reali bisogni ed interessi.
La mattinata è trascorsa con l’esposizione dei prodotti dei piccoli produttori ed artigiani: prodotti alimentari e manufatti di vario genere.
Successivamente, si è svolto un incontro-dibattito con i cittadini. Hanno portato la loro testimonianza alcuni organizzatori della giornata e produttori. Ad iniziare il dibattito è il consigliere comunale Michele Conia del movimento “Rinascita per Cinquefrondi” che dice: «Con questa giornata intendiamo aiutare quei lavoratori, che operano nel campo delle più piccole imprese e produzioni artigianali, a trovare un luogo fisico dove poter offrire direttamente ai cittadini-consumatori i loro prodotti. Faremo in modo che questa giornata diventi un appuntamento mensile. Se vogliamo un’altra Calabria costruiamola assieme».
La Calabria è una terra infatti dove la disoccupazione dilaga. Fenomeno che per i nostri politici è diventato l’espediente più efficace per creare sottomissione, scambi clientelari e per perpetrare lo stato di bisogno. Abbandonare queste logiche si può: urge creare possibilità di lavoro al di fuori dei meccanismi di consenso di cui si serve l’attuale sistema politico ed economico.
Altro volto di Equo Sud è Mimmo Tramontana, che inizia il suo discorso così: «Dobbiamo smetterla di delegare e lasciar fare agli altri. Bisogna creare un nuovo stile di vita, creare momenti di aggregazione basate sullo scambio e la relazione, portare la gente in piazze come questa per consolidare i legami comunitari. Dunque EquoSud- spiega Tramontana-  porta avanti queste idee senza un leader ed opera concretamente per rispondere alle questioni sociali che investono i piccoli produttori».
Si ricorda infatti che EquoSud è anche una realtà anticapitalista, “che non mira all’accumulazione di profitti ma di idee, energie, esperienze, è una realtà di cooperazione sociale il cui capitale principale sono le persone”.
Simone Surace, è un ragazzo di San Giorgio Morgeto che lavora nella sua bottega artigianale, è un maestro nella lavorazione del vetro. Anche lui era presente al mercatino con le sue creazioni e al dibattito ci ha raccontato di quanto sia difficile per i piccoli produttori entrare nella filiera produttori-consumatori in cui -dice- “oggettivamente c’è qualche problema se un prodotto è venduto sottocosto, significa che c’è qualcuno che lucra sullo sfruttamento delle persone e questo è inaccettabile”. Ribadisce poi il concetto che bisogna dare un significato alla produzione, perché dietro il prodotto c’è la storia di una persona che va tutelata.
È intervenuto anche un altro dei promotori di EquoSud, Peppe Pugliese dell’Osservatorio Migranti Africalabria che cerca a tutt’oggi di rendere più equa solidale anche la vita degli africani che lavorano a Rosarno. Pugliese spiega che il problema dello sfruttamento del lavoro è un argomento tornato preponderante dopo i “fatti di Rosarno” e dice: «Non possiamo accettare che le speculazioni di un mercato globalizzato siano anteposte alla dignità della persona. Se poi vogliamo portare avanti l’economia che EquoSud ci propone, non possiamo fare a meno di combattere anche contro quel modello di sviluppo che oggi vede nelle grandi opere il proprio emblema. Pensiamo al ponte sullo stretto o ai termovalorizzatori, lecentrali a carbone che intendono costruire».
Era presente anche Ludovico Scopelliti, apicoltore,  il quale ha ricevuto da tutti i presenti la solidarietà per l’incendio della sua azienda a Villa San Giuseppe dove produceva il miele. Le dinamiche dell`incidente non sono ancora chiare, ma tutti hanno tenuto a manifestargli vicinanza.
Ha espresso la sua soddisfazione anche il consigliere di Cinquefrondi,Giuseppe Longo, sicuro che bisogna abbattere le diffidenze culturali per condividere il progetto di EquoSud. Longo, non ha risparmiato una velata polemica a quei politici che non hanno presenziato all’iniziativa di Rinascita.
È seguito poi il pranzo sociale a prezzi popolari  e realizzato con i prodotti gustosi e genuini del mercatino.
Questa “jornata Terra Terra” è stata davvero rivoluzionaria, perché ha proposto un’altra economia, un’altra Calabria. Fare rete, organizzarsi concretamente, significa che “nessuno è solo” e che possiamo scoprire nuovi orizzonti, un tempo rinnovato che saremo noi a scegliere come spendere.

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