La lampada del cieco

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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La lampada del cieco

Tutti possono fare un poco di bene, anche se non sapranno a chi lo hanno fatto. Pensiamo, per esempio, ai tanti cartelli stradali che segnalano un pericolo: ce ne sono di quelli ufficiali, messi dalle autorità costituite e di quelli “privati” messi da qualcuno a beneficio di altri che non conoscerà mai. La piccola storia di oggi lo conferma.

C’era una volta, molti anni fa, in una città di oriente, un uomo cieco che ogni notte camminava per le strade nell’oscurità, portando una lampada ad olio accesa.
La città era molto oscura nelle notti senza luna, come quella in cui il cieco incontrò un amico.
L’amico lo guarda e lo riconosce: è Guno, il cieco del villaggio.
Allora, gli dice:
– Che ci fai Guno, tu cieco, con una lampada in mano, se non vi vedi?
E il cieco gli risponde:
– Io non porto la lampada per vedere la mia strada: non ne ho bisogno, perché conosco a memoria le strade della città anche nella grande oscurità. Porto la lampada in modo che gli altri trovino la loro strada, quando incontreranno me.

Puoi sempre tentare di fare il bene, senza pensare a chi.  Accendi la tua fantasia.
(storia raccolta sul web in spagnolo e tradotta).

La lampada al cieco non serve; ma egli la può portare perché altri vedano. Fuori metafora: quello che fai, a volte, non serve a te... ma servirà a qualcuno che ne ha bisogno.
La lampada al cieco non serve; ma egli la può portare perché altri vedano. Fuori metafora: quello che fai di bene, a volte, non serve a te… ma servirà a qualcuno che ne ha bisogno.
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