La pantera era là

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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La pantera era là
(una storia di missione).

Raoul Follereau (1903–1977) oggi è ricordato e celebrato come l’apostolo moderno dei lebbrosi. Infatti durante un safari in Africa, mentre sparava alle bestie feroci, scoprì il mondo dei lebbrosi e ne divenne l’apostolo, fondando l’Associazione internazionale “Amici di Raoul Follereau”, che dal 1961 aiuta e difende i diritti dei malati di lebbra in tutto il mondo. Fu brillante giornalista, filantropo e poeta francese.  Nei suoi scritti si trovano storie come questa.

Un giorno incontrai un vecchio missionario. Gli chiesi:
– Allora, si tira avanti? È contento?
– Credo di sì! – m’ha risposto. E con voce gioiosa:
– Pensi! Già ho un cristiano!
Poiché restai un po’ interdetto che dopo tanti anni avesse ancora un solo cristiano, continuò:
– Certamente, può darsi che gli amanti di statistiche, che stanno lontano da qui, non avranno troppa stima di me, ma lei può giudicare da se stesso.
Questo missionario viveva a cento chilometri da Fort Archambault. Qui era tutta una boscaglia. Per raggiungerla, la nostra povera camionetta ne aveva visto di tutti i colori. L’altare era fatto con quattro bidoni. Il Cristo che vi era sopra era di carta. La lampada eucaristica era ricavata da un uovo di struzzo. Il confessionale aveva l’aria di una dispensa. La “canonica”, vicina alla chiesa, era un povero capanno, rotondo, quasi senza aperture e assolutamente inabitabile.
– Lei dorme là dentro?- chiesi al missionario.
La mia domanda parve confonderlo:
– Sì… No… cioè: quando c’è caldo, tiro fuori il mio lettuccio. Solo che l’altro giorno…
– L’altro giorno?
– Sono stato svegliato dalle grida dei miei “futuri” parrocchiani: “La pantera! La pantera!”. Ho guardato. C’era realmente una pantera, che gironzolava attorno al mio letto, annusando. Lei capisce, quando non si è del tutto svegli, ciò può dare una certa impressione…
– Stento a crederla. Allora che ha fatto?
– Che vuole che facessi? Non avevo fucile. L’ho tenuta sott’occhio un momento, mentre mi girava attorno, la bestiaccia.
– E poi?
Ci fu un silenzio. Il missionario parve quasi confuso:
– E poi… Ero stanco, molto stanco. Tutto il giorno avevo galoppato nella boscaglia!… A forza d’osservarla girare attorno a me, ho finito per addormentarmi.
E, siccome, stupefatto e sorpreso, non trovavo più parole, ripeté:
– Mi capisce, non è vero? Ero stanco!
Capirlo? Sì, si trattava di capirlo! Ma come avrei voluto abbracciarlo!
(fonte. R. Follereau, La sola Verità è Amarsi, Nigrizia).

Dice il Signore: – Non abbiate paura: io sono sempre con voi!

Raoul Follereau (1903–1977) oggi è ricordato e celebrato come l'apostolo moderno dei lebbrosi. Infatti durante un safari in Africa, mentre sparava alle bestie feroci, scoprì il mondo dei lebbrosi e ne divenne l'apostolo, divenendo l'ispiratore dell'Associazione italiana amici di Raoul Follereau che dal 1961 aiuta e difende i diritti dei malati di lebbra in tutto il mondo. Fu brillante giornalista, filantropo e poeta francese. Nei suoi scritti si trovano storie come questa.
Raoul Follereau (1903–1977) oggi è ricordato e celebrato come l’apostolo moderno dei lebbrosi. Infatti durante un safari in Africa, mentre sparava alle bestie feroci, scoprì il mondo dei lebbrosi e ne divenne l’apostolo, divenendo l’ispiratore dell’Associazione italiana amici di Raoul Follereau che dal 1961 aiuta e difende i diritti dei malati di lebbra in tutto il mondo. Fu brillante giornalista, filantropo e poeta francese. Nei suoi scritti si trovano storie come questa.
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