La penna d’aquila

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La penna d’aquila.

Ogni popolo ha la sua letteratura di storie coraggio che si sono tramandate di generazione in generazione. Si va volentieri con la mente ai racconti della ricerca del Santo Graal, della spada del Re Artù e alle mille leggende coraggiose dei popoli che ancora qualcuno si ostina a chiamare primitivi o selvaggi. I giovani, soprattutto, erano invitati a conquistarsi un posto di riguardo nel consesso degli adulti superando la prova di coraggio. Qualcosa del genere si vede ancora anche nelle fictions televisive di ambienti di malavita. Ma ciò che veramente rende grande un giovane non è la sua forza, non è la sua astuzia, ma il suo cuore, come racconta questa significativa storia de “La conquista della penna d’aquila”. 

♦ In un villaggio indiano, il consiglio dei saggi ha deciso che la “prova di forza e coraggio” che i giovani indiani dovranno superare l’indomani, consiste nel raggiungere in canoa la riva opposta del lago dove, in un posto segreto, è nascosta una penna d’aquila dorata: chi la troverà, avrà vinto .
♦ Il mattino dopo, tutti sono indaffarati nei preparativi. Quand’ecco arrivare Falco Stanco, un vecchio indiano che abita dall’altra parte del lago. Egli si avvicina ai ragazzi e dice loro: “Devo tornare dalla mia tribù. Se dovessi fare il giro del lago a piedi non arriverei che a notte inoltrata. Qualcuno di voi mi potrebbe portare sulla sua canoa?”.
Tutti, chi prima, chi poi, si scusano dicendo che per via della gara, hanno fretta di arrivare per primi.
Ma uno di loro, Penna Bianca, non sa dirgli di no.
Viene dato il segnale di partenza e tutti balzano sulle loro canoe. E’ iniziata la grande prova.
♦ Un po’ più di fatica fa Penna Bianca che deve remare per due; la sua canoa è più pesante, ora che con lui c’è anche Falco Stanco. Gli altri commentano la sua poca furbizia. Proprio lui che è tra i ragazzi più abili e coraggiosi.
♦ Anche Penna Bianca, vedendosi indietro, teme che arriverà troppo tardi. Ma poi guarda Falco Stanco che sorride felice e sente interiormente una voce che lo rassicura: “Hai fatto bene, Penna Bianca, hai fatto bene!”.
Uno dopo l’altro tutti arrivano e corrono a cercare nei posti più impensati la “penna d’aquila dorata”.
Arriva anche Penna Bianca. Teme che ormai i suoi compagni abbiano scovato il prezioso trofeo. Ma nessuno ancora l’ha trovato.
Saluta Falco Stanco e corre anche lui alla caccia.
Ma il vecchio indiano lo trattiene: “Ieri sera, Bisonte Nero, il grande capo, mi ha detto: ‘A quello dei piccoli indiani che ti porterà sull’altra sponda, consegnerai questa!’”
E tira fuori, da sotto il suo poncho, fra lo stupore di tutti, una… meravigliosa penna d’aquila; la penna d’aquila dorata!”
“Sì – continua Falco Stanco, mettendo una mano sulla spalla di Penna Bianca – hai vinto la prova perché ciò che più vale nella vita è la forza dell’amore e tu hai dimostrato di averla quando mi hai preso sulla tua canoa”.

♥♥ Se fai attenzione, ti accorgerai che chi ti sta accanto ha per te la “chiave di casa”; non puoi ignorarlo.

(fonte: padre Andrea Panont ocd in zenit.org 5/9/2017)

Ciò che veramente rende grande un uomo non è la sua forza, non è la sua astuzia, ma il suo cuore che aprirsi al suo prossimo: ciò che più vale nella vita è la forza dell’amore. Chi ci sta a fianco può essere la meravigliosa possibilità di fargli del bene.
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