La pentola del diavolo

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

 

La pentola del diavolo.

246a-pentoloneIn questi ultimi tempi si parla più spesso di eresia… arrivando ad accusare anche il Papa. Infatti Papa Francesco sull’aereo che lo portava da Cuba negli USA, durante la conferenza stampa con i giornalisti, ha rivendicato la ortodossia di certe sue affermazioni che non avevano altra fonte se non il Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa, aggiungendo con umorismo: “Io sono cattolico, eh! E se volete, recito anche il Credo”. – Eppure l’eresia è in giro da sempre, perché è figlia del fanatismo e dell’ipocrisia. – Ecco una storia ammonitrice.

Di tanto in tanto, il diavolo, sempre intento a nuove scoperte per rovinare la Chiesa di Cristo, mette in mezzo al mondo un enorme pentolone.
Dice quindi, con voce angelica che gli è propria, ai suoi, cioè un po’ a tutti:
– Voglio fare un bel fuoco e una buona minestra per ristorare tutti e rinvigorire il popolo di Dio. Gettate qui dentro ciò che vi piace, anche gli scarti, purché siano religiosi: ci penso io a rigenerarli.
Poco per volta, quasi per incanto, chissà come, incomincia una lunga processione di fedeli.

  • Per primi vengono i pensatori e gettano nella pentola il succo acerbo di qualche loro scoperta.
  • Seguono i semplici e vi mettono dentro un sacco di superstizioni e il sale scipito di qualche loro presunta rivelazione.
  • Intervengono quindi gli autorevoli rappresentanti della religione, ma, purtroppo, anche loro vi lasciano qualche frutto avariato dai loro interessi, non sempre divini.
  • Vengono anche i politici e vi buttano il concentrato delle loro rivendicazioni, non sempre giuste.
  • Vengono poi numerosi i benpensanti, quelli ipocriti, e vi spargono dentro il vecchio pope delle loro reazioni, non sempre giustificate.
  • Vengono infine gli zelanti, quelli fanatici, e vi spruzzano dentro il sangue freddo dei loro nemici, che stimano nemici del Dio dell’amore.
  • Quando al diavolo sembra che l’enorme pentola sia piena, prende dall’inferno un tizzone ardente, dà fuoco e fa bollire a lungo tutto il religioso intruglio.
  • I teologi, con l’intento di fare un po’ di luce, soffiano anch’essi sul fuoco.

Conclusione?
Ne esce un fumo così denso, ma così denso, da accecare tutti, da far piangere molti, da disperdere il popolo riunito per il presunto banchetto fraterno.
Allora il diavolo, soddisfatto, annusa con gusto il fumo saporoso ed esclama contento:
– Mi piace: sa di divino! Non c’è ritrovato migliore contro l’assembramento ecclesiale. È proprio il fumo della “eresia”.
(fonte: Da un’idea-apologo del pubblicista spagnolo A. Claravana).

L'eresia è sempre in giro, perché è figlia figlia del fanatismo e dell'ipocrisia. Ma Cristo veglia sulla sua Chiesa.
L’eresia è sempre in giro, perché è figlia figlia del fanatismo e dell’ipocrisia. Ma Cristo veglia sulla sua Chiesa.

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