La politica non sia autoreferenziale

Riceviamo e pubblichiamo

Per uno sviluppo della comunità è necessario un confronto dei politici con i cittadini

La parola ai cittadini

Per prima cosa vogliamo ringraziare la redazione dal giornale online Tropeaedintorni, che gentilmente pubblica queste note; in secondo luogo, diciamo grazie ai candidati al nuovo consiglio comunale che con il gesto di presentarsi si rendono disponibili a esercitare un “grande servizio di carità” verso il prossimo (così è infatti considerato l’impegno politico da parte della dottrina sociale cattolica); sono quindi necessarie persone che non si improvvisino in tale servizio ma abbiano un rapporto continuo e non occasionale, con la realtà in cui vivono.
Vorremmo porre, quindi, all’attenzione degli elettori e dei candidati alcune semplici riflessioni (non vogliamo ovviamente intrometterci nelle scelte elettorali, che sono personali, ma nemmeno restare indifferenti “a guardare dal balcone”, come dice Papa Francesco). In questo senso, molto utili sono le indicazioni contenute nella lettera dei parroci pubblicata su questo giornale il 20 settembre scorso, che fanno, a loro volta, riferimento alle parole di Papa Francesco. A partire da questo, ci permettiamo di suggerire a tutti alcuni spunti di riflessione, per un dialogo con chiunque desideri collaborare al bene del nostro paese:
-I politici, anche a livello locale, non devono considerarsi autoreferenziali; tale affermazione sembra ovvia ma spesso è però disattesa; ogni politico deve dare conto ai cittadini, sia a quelli che lo ha scelto sia a quelli che non sono stati i suoi elettori. Non è sufficiente proporre dei buoni programmi, che oggi, in fase pre-elettorale, vediamo sbandierati alla grande; è necessario invece, che durante tutto il corso del mandato, sia dato puntualmente conto di quello che via via si sta facendo per realizzare le promesse fatte; gli amministratori precedenti del nostro comune si domandino se hanno dato un buon esempio riguardo alla loro modalità di gestione della cosa pubblica.
-Negli ultimi anni la nostra comunità locale ha goduto di un importante sviluppo economico grazie ai flussi turistici che hanno prodotto un indubbio aumento del benessere per ampie fasce di popolazione; tuttavia permangono aree di povertà tra persone che non riescono a beneficare di questo miglioramento economico. E queste persone vanno aiutate a superare le difficoltà. Lo sviluppo è un fatto molto positivo per il nostro territorio, ma non mancano, come tutti sappiamo, delle profonde criticità, come il degrado ambientale, che rendono inadeguata la vivibilità nel nostro paese; tale deficienze non sono facili da risanare, ma tutti, politici e cittadini, abbiamo l’obbligo di affrontarle con determinazione. Gli “ultimi treni” o i “salvatori della patria” servono a ben poco; ciò di cui c’è più bisogno e di cui non si può fare a meno sono persone che siano quotidianamente impegnate nel servizio alla comunità locale; questa è la fondamentale attività di un eletto in Consiglio comunale. Quanto di negativo ci troviamo ad osservare è dovuto solo all’incuria ed all’incompetenza di chi ci ha amministrato. La responsabilità del degrado generale è però conseguenza anche di quei cittadini che vogliono occupare spazi che non sono di loro competenza o che vogliono avere comportamenti che prescindano dalle regole condivise. Opportuna in tale contesto è una recente osservazione del Papa: «La vita sociale non è costituita dalla somma delle individualità, ma dalla crescita di un popolo… qualcuno pensa, sbagliando, che i soldi si fanno con i soldi. I soldi, quelli veri, si fanno con il lavoro. E’ il lavoro che conferisce la dignità all’uomo, non il denaro. La disoccupazione che interessa diversi Paesi europei è la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro, perché mette al centro un idolo, che si chiama denaro» (Dalla intervista di Papa Francesco al Il Sole 24ore del 7 settembre 2018). Questo brano ci sembra calzare a pennello con la nostra realtà, in cui per tanti l’impegno è legato al fare soldi facilmente e nel minore tempo possibile. E’ necessario invece uno sviluppo ordinato secondo regole condivise, che rispetti l’ambiente e le persone, che sia libero da poteri estranei o nemici del bene comune. C’è bisogno di cittadini che rispettino le regole e di amministratori che, oltre a rispettarle loro stessi, sappiano farle rispettare. Possiamo sicuramente affermare che non tutto, per una buona conduzione della vita di una comunità, dipende dalla politica: la politica, infatti, è efficace se la comunità è viva e responsabile del suo destino. Viceversa, la comunità può esprimere meglio la sua vitalità se la politica funziona. Se questo circolo virtuoso non si verifica, alla lunga tutti ne subiremo le conseguenze negative.
– I turisti che vengono a trascorrere un periodo di vacanza nel nostro territorio non possono e non devono essere guardati solo come un “polli da spennare”. Il giusto desiderio di crescita economica non deve mai fare dimenticare il dovere dell’ospitalità e dell’accoglienza nei confronti dell’altro; per chi vuole dedicarsi ad attività legate al turismo è fondamentale avere uno spirito di ospitalità; ciò favorisce l’apprezzamento da parte dei nostri ospiti dei luoghi che vengono a visitare; e non dimentichiamo che il senso dell’ospitalità è inscritto nella nostra cultura millenaria. L’incontro con l’altro è sempre una grande occasione di crescita reciproca.
-Riprendendo l’invito dei nostri parroci, ribadiamo che il confronto civile e rispettoso è necessario in questo momento di riflessione sui vari programmi elettorali, ma sarà fondamentale anche quando i giochi saranno fatti, per un lavoro condiviso tra gli eletti e la cittadinanza in vista del bene comune. L’altro, anche se avversario politico, non è un nemico da combattere, ma qualcuno a cui si può dare e da cui si può ricevere sempre qualcosa di buono; a urne chiuse, il contributo di ogni eletto sarà utile per raggiungere il fine comune del benessere generale del nostro paese.
-Fondamentale è l’attenzione alla sussidiarietà orizzontale; è decisivo, cioè, che nella gestione dei vari servizi vengano coinvolte attivamente le realtà del volontariato, del terzo settore e del privato sociale, che già operano nella gestione dei servizi alla persona e di quelli di pubblica utilità (ad esempio il Centro per disabili e le altre realtà culturali e di intrattenimento). Si tratta di realizzare un reale partenariato tra pubblico e privato che, oltre a garantire più efficienza, può consentire un effettivo risparmio per le casse dell’amministrazione comunale.
-Da ultimo, ci sembra doveroso affermare che una buona politica nella guida del nostro paese non riguarda solo noi che ci abitiamo, ma anche i tanti tropeani che negli anni si sono trasferiti in altre regioni e città, che periodicamente, avendo conservato un appoggio logistico nel nostro comune, tornano per trascorrere in mezzo a noi periodi, brevi o lunghi, di vacanza; sono concittadini che sentono che il benessere del nostro paese li riguarda; per questo anch’essi devono essere tenuti in considerazione, perché possono dare sicuramente un contributo positivo per la crescita culturale e sociale di Tropea.
Ci sembra quindi dire in conclusione che è necessario nel nostro paese una crescita della classe politica che possa contribuire, con tutte le forze positive che sono presenti nel territorio, a dare un futuro di vivibilità a noi, ai nostri figli e anche a chi verrà dopo.

A cura di Comunione e liberazione
Tropea, 14 ottobre 2018

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