La Pro loco sfrattata dopo 30 anni

Mario Lorenzo, Presidente della Pro Loco di Tropea - foto Libertino
Si è aperto un nuovo capitolo, con una svolta imprevista, nella vertenza che vede contrapposti , da una parte, la Banca Popolare del Mezzogiorno ed il Comune, dall’altra, il presidente della locale Pro Loco Mario Lorenzo ed il commissario prefettizio Giovanni Cirillo, che attualmente guida palazzo S. Anna. Oggetto della controversia la prestigiosa sede dell’Antico Sedile nella centralissima piazza Ercole, cuore del centro storico, il cui piano terra è stato finora adibito a sede degli uffici della Pro Loco , grazie alla concessione dei locali, da parte del Comune, in comodato d’uso che data da diversi decenni. La richiesta della Banca Popolare del Mezzogiorno di utilizzare parte del locale per l’installazione di uno sportello Bancomat, accolta dall’allora sindaco Antonio Euticchio dietro pagamento annuo d 7mila euro, ha incontrato la fiera opposizione del presidente della Pro Loco che ha giustificato la sua presa di posizione con dettagliate motivazioni. Tra queste l’impatto ambientale dello sportello Bancomat in un edificio del ’700 di grande pregio storico-architettonico e i rischi per la sicurezza degli addetti agli uffici e dei numerosi utenti che giornalmente affollano la sede dell’associazione durante le operazioni di carico e scarico che vengono effettuate con agenti armati. Per due volte i tecnici inviati dalla banca negli uffici della Pro Loco per installare lo sportello Bancomat sono stati allontanati da Lorenzo, nonostante la comunicazione scritta ricevuta dal commissario che preannunciava l’arrivo dei tecnici autorizzandone l‘operazione. Lorenzo, forte dell’ordinanza sindacale di comodato d’uso concesso all’associazione, ha ritenuto di essere autorizzato ad impedire l’installazione del Bancomat, anzi con una lettera inviata al commissario lo invitava “a fare una scelta di campo: o noi o la Banca”. C’è da dire che quest’ultima, ritenendosi danneggiata per la mancata installazione dello sportello bancomat, ha avviato un’azione legale contro il Comune che, a sua volta, tramite un avvocato ha diffidato per due volte il presidente della Pro Loco formulando contestualmente riserva di rivalsa. Ieri mattina l’inaspettato epilogo. Il responsabile dell’UTC, Francesco Grande, con una lettera comunica a Mario Lorenzo che “vista la delibera del commissario del 4/11/2009 con la quale si dà atto d’indirizzo all’ufficio tecnico e si stabilisce di richiedere la restituzione dei locali dell’Antico Sedile in quanto l’Ente deve utilizzarli per la propria attività, se ne richiede la restituzione e il rilascio entro sette giorni”. Lapidario il commento di Mario Lorenzo: “Se ci sfrattano, la Pro Loco chiude i battenti!”. Più volte infatti ha evidenziato le scarse risorse finanziarie e il fatto che quest’anno soltanto grazie al volontariato degli operatori e alla sensibilità dell’assessore provinciale al turismo Callipo, che ha concesso un contributo straordinario di 3mila euro, gli uffici sono rimasti aperti. La notizia dello “sfratto” ha suscitato un’ondata di commenti negativi da parte di cittadini e commercianti che riconoscono il ruolo fondamentale dell’ufficio per la promozione del territorio, considerano la prestigiosa sede dell’Antico Sedile un tutt’uno con l’associazione e mal sopportano l’idea che dopo 30 anni la Pro Loco debba lasciare i locali per favorire gl’interessi della banca.

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