La Provincia inventa 5 Circondari*

La decisione presa per «decentrare i servizi e gli uffici»

Avranno presidente, vice e consiglieri. Con rimborsi

*Riportiamo il testo integrale dell’articolo a firma di Sergio Rizzo comparso sul Corriere della Sera di oggi che riguarda in particolar modo anche Tropea.

La suddivisione in Circondari della Provincia di Vibo Valentia

Il 6 marzo la Provincia di Vibo Valentia compie 18 anni. E apprestandosi a conquistare la maggiore età, si è riprodotta con successo: per partenogenesi, come le alghe dello splendido mare calabrese. Da un solo ente sono così nate altre cinque piccole Province, chiamate Circondari. Ciascuna con presidente, vicepresidente, e relativo consiglio circondariale.

Sull’abolizione delle Province, promessa in campagna elettorale, è stata messa una pietra sopra. Come pure sui consorzi di bonifica, i tribunali delle acque, i commissariati per gli usi civici, i bacini imbriferi montani… Che però, dopo aver tagliato i tagli, almeno non si creassero nuovi enti, era davvero il minimo. Evidentemente non in quel pezzo di Calabria che nel 1992 è stato sottratto per legge alla Provincia di Catanzaro e reso autonomo. Il 30 dicembre 2009, mentre si preparavano i botti di Capodanno, il consiglio provinciale di Vibo Valentia ha pensato bene di approvare un regolamento che suddivide il territorio della Provincia in cinque Circondari. Che cosa sono? Enti intermedi fra le Province e i Comuni che erano stati istituiti nel 1859 dal ministro dell’Interno del Regno di Sardegna Urbano Rattazzi, per essere poi soppressi nel 1927. Nel 2000 il testo unico degli enti locali li ha tuttavia formalmente riesumati e in giro per l’Italia ne è spuntato di nuovo qualcuno. Per esempio nei dintorni di Torino, Bologna, Siena, Livorno, Forlì-Cesena, Firenze e Reggio Calabria. Ma cinque Circondari nuovi di zecca tutti insieme, in una Provincia che conta in tutto 270 mila abitanti, e poi in questo momento, a pochi mesi dalle elezioni regionali, non possono passare inosservati.

E poi, a che cosa servono? «Con il Circondario», dice il regolamento, «la Provincia attua il decentramento dei servizi e degli uffici, compatibilmente con le concrete esigenze di gestione, mediante l’istituzione di propri uffici decentrati e funzionali ». Insomma, un decentramento del decentramento. Che comporterà l’apertura di altre strutture provinciali nei «capoluoghi di Circondario ». Perché ognuno di questi nuovi enti intermedi avrà anche un capoluogo, coincidente con il comune più popoloso, a meno che i sindaci della zona non decidano diversamente. Il capoluogo del Circondario di Tropea non potrà che essere Tropea, 6.836 abitanti. Quello di Serra San Bruno, Serra San Bruno: 7.068 residenti, un record. Quello di Nicotera, Nicotera: 6.778 persone. Quello dell’Alto Mesima, Acquaro: che di anime ne ha appena 3.046. Mentre la scelta del capoluogo del Circondario di Filadelfia cadrà senza alcun dubbio su Filadelfia. Comune di 6.283 abitanti dove c’è un sindaco democratico ex popolare, Francesco De Nisi, che è contemporaneamente anche il presidente della giunta provinciale.

E in quanto principale esponente della maggioranza si becca la stroncatura senza appello di Giovanni Macrì, consigliere provinciale del Pdl: «Sa con quale motivazione questi nuovi enti inutili sono stati creati? Per far sentire la Provincia più vicina al cittadino in un territorio dove le strade sono disastrate, dicono. Le pare un motivo serio? I Circondari non servono assolutamente a nulla. È una ragione di poltrone e basta». Opinioni, naturalmente. Anche se qualche strapuntino, va detto, ci sarà. Ogni Circondario ha un presidente e un vicepresidente che durano in carica due anni e possono essere scelti fra i rappresentanti dei Comuni o i consiglieri provinciali. C’è poi un «consiglio circondariale » composto dagli stessi consiglieri della Provincia eletti in quel territorio nonché dai sindaci dei Comuni che ne fanno parte, oppure dai loro delegati. Non basta: c’è anche un «collegio dei presidenti dei Circondari », presieduto dal presidente della Provincia e di cui dovrebbe far parte anche il sindaco di Vibo Valentia, Francesco Sammarco. Ma è tutto gratis. Ai consiglieri, al presidente e al suo vice «non spetta alcuna indennità per l’esercizio delle proprie funzioni, né alcun gettone di presenza». Certo, se però nella loro autonomia i Comuni lo decidono, nessuno gli potrà impedire «la corresponsione, ai propri rappresentanti, di indennità di missione e/o rimborso delle spese sostenute e di quelle di viaggio». Sia chiaro, sempre «con oneri a proprio carico ». Ci mancherebbe…

Sergio Rizzo,
www.corriere.it
Il Corriere della Sera

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2 thoughts on “La Provincia inventa 5 Circondari*”

  1. Non tiro via neanche una virgola di ciò che ha scritto il mio conterraneo nonchè paesano fort59, nonchè Natino. Amo la mia terra ma a volte me ne vergogno di appartenergli proprio per questi motivi assolutamente vigliacchi, che alcuni politici ancora attuano. Non sono bastate le vergogne che ancora si portano sulle spalle,la povera gente che oltre tutto viene presa in giro da quattro politicanti da strapazzo che nulla sanno di politica ma tanto nelle malefatte e nel clientalismo che purtroppo ancora prosegue la sua strada. Mi chiedo però dove sono quei politici onesti, e ne ho conosciuti tanti, che non fanno ribbellare la gente per tutti questi, da me definiti, malaffari. Ripensandoci dico che “IO” non mi vergognerò mai di dire che sono un calabrese con le “C” maiuscola, altri non credo che possana urlarlo. In che mani siete capitati cari conterranei. Viva San Leo Luca prottettore dei Vibonesi. Insignificanti. Paolo Andiloro

  2. Sarei proprio curioso di sapere chi è l’ideatore di una simile scempiagine,come si può partorire un idea del genere quando l’Italia intera reclama a gran voce l’abolizione delle Province.
    Per colpa di questo luminare,noi Calabresi saremo ancora una volta messi alla berlina ed infamati come fannulloni,incapaci di gestirci e sfruttatori della cosa pubblica.
    Ma è mai possibile che gli onesti elettori calabresi,non riescono a scrollarsi di dosso questi fannulloni nullafacenti incapaci di guadagnarsi da vivere se non con idee “innovative” degne solo di loro?
    Comodo allargare a dismisura le maglie dei costi della politica a spese del già tartassato ed ignaro calabrese.
    Ma qualcuno si è preso l’incarico di spiegare a tutti,che questa bella idea,costerà un mucchio di soldi,che faranno felici solo gli amici degli amici?
    Qualcuno ha provato a spiegare alla gente comune, che la Provincia di Vibo è tra le più povere d’Italia e che non ha nemmeno i soldi per fare quelle piccole opere pubbliche necessarie a far si che il territorio non venga annoverato (come invece accade)tra quelli dei paesi del quarto e quinto mondo?
    Politicanti da quattro soldi,VERGOGNATEVI!

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