La querelle “Porto di Tropea”

La replica di Massimo L’Andolina.

“La Politica è completamente assente da un problema che non è solo della città di Tropea ma investe Provincia e Regione”.

Massimo L'Andolina Vice-Sindaco Ass. Re al Turismo Tropea
Massimo L’Andolina Vice-Sindaco Ass. Re al Turismo Tropea

Quello che l’avvocato D’Agostino giorni fa ha pubblicato sul “Quotidiano” circa la querelle “Porto di Tropea” e cioè che in merito esistono due versioni contrastanti , mi trova perfettamente d’accordo. Come mi trova d’accordo l’osservazione che la Politica sia completamente assente da un problema che non è solo della città di Tropea ma investe Provincia e Regione.
Peccato però che la riflessione dell’Avvocato,intelligente nella prima parte anche se,a mio avviso incompleta,si perda poi in consuete “paisanerie” che la mortificano e la modificano sconfinando,l’Autore in una sorta di “risentimento” verso l’intera cittadinanza di Tropea colpevole di “silenzio e vittima del proprio egoismo…”.Bha…
Assente è il PD. Prima forza di opposizione in Regione.
Il PD Provinciale e Regionale aveva sostenuto Repice alla passate elezioni. Salutato quasi come “homo novus”,sponsorizzato dal sindaco PD di Torino,ha pensato bene il Repice di saltare sul carro di Scopelliti appena quest’ultimo fu eletto Governatore della Calabria,lasciando evidentemente ancora oggi “senza parole” il PD calabrese…
Ma evidentemente questo vergognoso trasformismo che testimonia solo,diciamo così,la voglia di stare vicino al Potere,non ha impressionato l’Avvocato D’Agostino,che continua a considerare il Repice Il “Sol dell’avvenir”; ma lo fa riflettere sul fatto che “la Politica è assente”,dimenticando che egli,l’Avvocato sia iscritto al PD…
Anche il PDL, o meglio alcuni settori del PDL sono rimasti fulminati dall’Uomo di Torino e la ragione sfugge alla umana comprensione; sta di fatto che esponenti di rilevo di quel Partito hanno sentito il bisogno di “esprimere solidarietà al dr Repice” all’indomani della ormai famosa sentenza del Consiglio di Stato, “colpevole” dico io di aver voluto ripristinare e rispettare la volontà popolare.
Così è.
Torniamo al Porto. E puntualizziamo una buona volta per tutte come sono andate le cose.
30.04.2010 Assemblea straordinaria della Società Porto di Tropea.
Parla Repice: “Mi complimento con la Società porto di Tropea e per la qualità dei servizi offerti e per i risultati economici raggiunti “ E’ vero o non è vero? E’ vero. Cinque mesi dopo questa dichiarazione d’amore,per motivi sconosciuti alla maggioranza dei cittadini il Repice dichiara guerra alla Società Porto di Tropea e l’intenzione di rompere il contratto che legava il Comune a quella Società. Che motivo c’era di rompere un contratto quando lo stesso sarebbe naturalmente scaduto il 31 dicembre successivo?
28.09.2010 La Giunta Repice con delibera n.42 internalizza il Porto. Il porto cioè viene “gestito” dal Comune. E non provvisoriamente come oggi vuole fare intendere l’ex Sindaco;in quella delibera non c’è traccia di provvisorietà,cosa che comunque non avrebbe cancellato la mostruosità amministrativa deliberata dalla Giunta Repice. Mostruosità che sta alla base di tutti i guai che ne sarebbero derivati.
La Società Porto di Tropea fa ricorso al TAR.
IL TAR con sentenza del 24.1.2011, annulla la internalizzazione perché palesemente illegittima. Dichiara,sulla base di dati economici forniti dalla Amministrazione Repice, legittimo lo scioglimento della società Comune di Tropea-Società Porto di Tropea perché quella società era contraria all’interesse pubblico; quei dati economici però vengono ritenuti dalla Amministrazione Vallone con dati alla mano,non veritieri.
Infine il TAR indica la strada del Bando Europeo.
La Società Porto di Tropea si appella al Consiglio di Stato. Il Porto rimane senza gestione.
Tavolo tecnico presso la Prefettura di Vibo Valentia. Sono presenti:Comune,Capitaneria di Porto,Regione,Demanio,Prefettura. Non ne viene nessuna indicazione certa ma si decide di chiedere al Procuratore della Repubblica la possibilità della nomina di un curatore. Ma non se ne fa nulla.
La Giunta Comunale opta per la transazione con la Società Porto di Tropea. Dello stesso avviso gli avvocati del Comune Giovanni Spataro e Oreste Morcavallo,quest’ultimo nominato a suo tempo dal Repice…
Perché la transazione? Per due motivi essenziali: 1-Perché era la via più sicura per mettere al riparo il Comune da eventuali danni che sarebbero stati chiesti dalla Società Porto di Tropea nel caso in cui Il Consiglio di Stato avesse ribaltato la sentenza del TAR; 2- Attraverso la transazione si poteva tutelare l’interesse pubblico con maggiori entrate e con un peso specifico del Comune più rappresentativo: Presidenza del Porto e Presidenza del Collegio dei revisori.
E tutto questo vuol dire operare per l’interesse pubblico.
Aprile 2012. Chiesto tavolo tecnico alla Regione. Nessuna risposta fino al 5.07.2012 quando,a transazione approvata, con una nota giunta dall’Assessorato all’Urbanistica la Regione Calabria si dichiara favorevole al tavolo tecnico.
Nel frattempo il Comune di Tropea aveva indetto una gara per la gestione di servizi al Porto;si badi bene,attività di servizi e non diportistica. Si aggiudica la gara la Società Mercatore di Cetraro, non legata al Comune da nessun contratto per la gestione diportistica del Porto né di concessione demaniale ma solo da un capitolato d’appalto per attività di servizio. Di conseguenza come si poteva prolungare alla Società Mercatore un contratto sulla gestione del Porto se questo contratto non è mai esistito?

Con Delibera n.119 dello 02 07.2012 La Giunta Comunale approva la transazione con la Società Porto di Tropea.
Sommariamente essa prevede il riconoscimento al Comune di Tropea

1- 32% di azioni e quindi di utili dei quali il 12% concesso al Comune in forma gratuita;
2- 50 mila euro l’anno per la realizzazione di opere pubbliche;
3- 100 mila euro di contributo per le spese legali impiegate in questa avventura giudiziaria scatenata dalla Amministrazione Repice

Esposto del gruppo Passione Tropea presso la Regione Calabria.

Quest’ultima con una procedura inconsueta e per molti versi strana,senza chiedere parere al Sindaco circa quell’esposto,ma accusando lo stesso e la sua Maggioranza quasi quasi di falso spedisce il tutto al Prefetto e al Procuratore della Repubblica.
Nota: tutti i passi fatti dalla Amministrazione Vallone sono stati comunicati tempestivamente alle Autorità Superiori. Prefetto e Procuratore della Repubblica.
13 e 19 settembre 2012. Tavolo tecnico presso la Regione Calabria.
Si determina di non procedere al rinnovo della concessione demaniale provvisoria rilasciata alla Società Porto di Tropea nelle more della definizione del contenzioso presso il Consiglio di Stato né al rilascio di ulteriori concessioni demaniali senza il ricorso al bando Europeo. Si è determinato inoltre che il Comune di Tropea possa procedere ai sensi dell’art. 39 comma 2 del codice della Navigazione alla auto attribuzione della concessione demaniale mediante pagamento del canone concessorio di cui all’art 6 del Decreto del Ministero della Marina Mercantile del 19.07.1989 pari a undecimo del canone previsto e comunque per la destinazione ad uso pubblico della struttura portuale.
L’Avvocato D’Agostino saprà quale sia la differenza tra “internalizzazione” e “autogestione ad uso pubblico “,dovrebbe spiegarlo al consigliere Repice visto che lo steso si è precipitato sui giornali a mistificare ancora una volta quando afferma che “che”Vallone vuole internalizzazre il Porto dopo che ha criticato tanto l’internalizzazione fatta da noi”…”
Con nota del 26.09.2012 il Sindaco Vallone ha chiesto alla Regione Calabria la possibilità di procedere al cottimo fiduciario ai sensi dell’art.125 del codice degli appalti per il rilascio della concessione demaniale per il tempo strettamente necessario all’espletamento del bando europeo che rimane comunque sub judice alle decisioni del Consiglio di Stato. Mi spiace,ma la proposta del Repice apparsa sui quotidiani in data 29.09.2012 giunge in ritardo ed è superflua perché avanzata già dal Sindaco.

Quello del bando Europeo è un suggerimento che ci viene dettato da organismi superiori. Non va nell’interesse pubblico così come noi lo avevamo inteso. E’ una cosa diversa. Ma sicuramente Il Comune di Tropea non ne ricaverà i benefici che avrebbe ricavato con la transazione.
In un paese normale, “Politici” alla Zelig (W.Allen) non avrebbero nessun credito; nel nostro Paese,dove invece il trasformismo quasi quasi è diventato una qualità e da molti evidentemente incoraggiato,capita che un “politico” che scivola su questioni importanti: LSU,parchimetri, porto; si consenta il lusso di affermare che “deve fare rispettare il Diritto”…Ma questo mi pare sia una prerogativa della Magistratura… e se dovessimo prendere lezioni di Legalità sicuramente non andremmo a bussare alla porta di “Passione Tropea”.

Ci vorrebbe per davvero una bella inchiesta giornalistica che parta da quel famoso elogio del 30.04.2010,alla guerra dichiarata alla Società porto di Tropea, passando per la consulenza chiesta alla società Azimut, ai 67 mila euro chiesti dallo studio Nardi per un’altra consulenza,alla maledetta internalizzazione madre di tutti guai del porto a firma Repice e della sua maggioranza.
Non bastano fiumi di parole,mistificazioni,mezze verità,bugie,interviste,fotografie, per modificare la verità.
E soprattutto non basta tutto questo per offuscare l’intelligenza dei tropeani e dei suoi amministratori,che ancora una volta vengono insultati con splendida protervia.
L’ex maggioranza Repice, ha scritto in merito a questa vicenda la pagina più triste e più brutta della storia recente di Tropea. Forse qualcun altro è entrato a gamba tesa in questa storia mandando per aria quello che con fatica si era riusciti a costruire nell’interesse esclusivo di Tropea. Noi e il Sindaco Vallone siamo e saremo qui a difesa di questa Città. E se qualcuno dovesse dimettersi… dai, Avvocato D’Agostino,guardi accanto a lei; di questi Signori la Politica purtroppo ne è piena ma sono sicuro, ne farebbe volentieri a meno.

Massimo L’Andolina
Vice-Sindaco Tropea

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