La “questione porto”, avrà gli onori della cronaca ancora per molti anni

Riceviamo e pubblichiamo

Alleghiamo una nota chiarificatrice inviataci dai consiglieri Francesco Arena e Roberto Scalfari, del gruppo misto

I Consiglieri, Francesco Arena e Roberto Scalfari che fanno parte del gruppo misto - foto Libertino
I Consiglieri, Francesco Arena e Roberto Scalfari che fanno parte del gruppo misto – foto Libertino

In merito a quanto apparso sulla stampa, e più precisamente sulla Gazzetta del Sud, sul Quotidiano della Calabria e su Calabria Ora del 18.07.2013, ove si riferisce dello svolgimento della seduta del Consiglio Comunale di Tropea del 17.07.2013, avente all’ordine del giorno: Porto di Tropea, esame ed approvazione dello Statuto, dello schema di convenzione, del regolamento di gestione provvisoria e piano tariffario, ci preme precisare quanto segue:

I sottoscritti Consiglieri, Francesco Arena e Roberto Scalfari che fanno parte del gruppo misto, nella seduta del 17.07 hanno proposto, e ciò è passato purtroppo inosservato ai più, un emendamento volto alla modifica all’art. 18 dello Statuto della Porto di Tropea Spa, così come presentato in Consiglio Comunale.

Nello specifico, i sottoscritti, hanno chiesto che venisse modificata la composizione del Consiglio di Amministrazione, passando da una composizione a 5 membri di cui 1, il Presidente, nominato dal Comune di Tropea, ad una composizione a 3, di cui 1 il Presidente, sempre espressione del Comune di Tropea, e 2 indicati dai soci privati; tale proposta, oltre che ispirata da criteri di economicità, avrebbe, a parere dei sottoscritti, riequilibrato le forze espresse nell’ambito del Consiglio di Amministrazione della Società, proporzionandole, più equamente, alle attribuzioni azionarie, che come ricordiamo, passano dal 20 al 30% per il Comune di Tropea, secondo quanto previsto dalla proposta della Società Porto Spa.

Gli stessi Arena e Scalfari, hanno, inoltre, proposto nell’ipotesi di un Consiglio di Amministrazione composto comunque da 5 membri, la possibilità per il Comune di Tropea di essere rappresentato da almeno 2 membri, preferibilmente il Presidente ed il Vice Presidente, lasciando la nomina di ben 3 membri all’espressione degli altri soci, che ricordiamo, sono privati.

Nella prima ipotesi, il Comune di Tropea si sarebbe avvalso di 1 membro su 3, nella seconda, di 2 su 5, a garanzia, quindi, di una maggiore forza rappresentativa della parte pubblica, che ricordiamo ancora, titolerà il 30% delle azioni.

La proposta, messa ai voti, è stata favorevolmente accolta e poi votata dal Gruppo Passione Tropea, ed acriticamente, immotivatamente, bocciata perché dichiarata inutile, dalla maggioranza.

La tentazione di commentare quanto successo nell’occasione, è forte, specie se rapportata al ricordo di come tutta la “questione porto” sia stata posta fin dall’inizio e di quanto “sigillata” sia apparsa, specie in fase conclusiva.

Ed infatti, la proposta avanzata dalla Società è stata, a questo punto, solo meramente dichiarata dal Sindaco per essere ratificata, sic et simpliciter, nell’assise Comunale.

E da ciò verosimilmente il rigetto del nostro emendamento.

Lo svolgimento della trattativa connotata di massima riservatezza e discrezionalità per scelta del Sindaco Prof. Gaetano Vallone ha nei fatti eluso ogni possibile coinvolgimento democratico sulla discussione del tema dei consiglieri e dei cittadini in particolare.

Non possiamo non ricordare i molti appelli lanciati al Primo Cittadino, dai sottoscritti e non solo, che si erano anche fatti promotori di una petizione popolare al fine di sollecitare un pubblico dibattito con i cittadini.

Dibattito che avrebbe potuto dare la possibilità, a vantaggio di tutti, di chiarire dubbi e spiegare opportunità proprio sulla vicenda e che per anni ha di fatto paralizzato l’attività amministrativa e politica di Tropea.

Vero è che, definendosi la questione, si definiscono una serie di contenziosi, che in termini pratici significa minori costi per la collettività.

Altrettanto vero è che, piaccia o no, i veri artefici dell’accordo ad oggi risultano comunque essere Adolfo Repice e la sua maggioranza, per aver rimesso in discussione la questione, e Gaetano Vallone ed i suoi, per averne tratto, auspichiamo, comunque un maggior vantaggio per la Città rispetto a prima, portandola a definizione.

Sono state, in ultimo, proprio queste considerazioni e:
– la sia pure apparente soluzione della questione da dubbi di legittimità, considerato peraltro il grado di coinvolgimento degli Organi (Prefettura e Procura della Repubblica) preposti anche al controllo dell’operato e degli atti della pubblica amministrazione;
– la permanenza, a nostro modo di vedere il bene pubblico, di dubbi di opportunità;
– l’assoluta e mai celata determinazione del Sindaco e della sua maggioranza, ampiamente comprovata da quanto accaduto in Consiglio Comunale, ad addivenire ad un accordo transattivo con la società rispetto alle altre possibili ipotesi individuate dalla ormai nota sentenza del Consiglio di Stato (bando europeo, società in house, dismissioni quote societarie … ), ci hanno portato, con relativa serenità, ad assumere la decisione di astenerci sul punto, apprezzandone comunque l’esito, solo in quanto tale, per il bene della Città e del suo bellissimo Porto.

Auguri Tropea!

Roberto Scalfari

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