La ragazza della libreria

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La ragazza della libreria.

La timidezza può giocare cattivi scherzi agli innamorati. Quando manca il coraggio di proporsi si finisce spesso col restare fuori. Nel nostro rapporto con Dio ci sono in giro troppi timidi che perdono le mille occasioni quotidiane per incontrarsi con Lui. Una timidezza che è piuttosto impaccio di non avere il coraggio di pregare o di invocarlo. Non è l’umiltà di chi non osa alzare lo sguardo al volto dell’Altissimo. Nella fede e nella preghiera ci vuole anche un pizzico di audacia. Ecco una storia significativa.

Una volta, un giovane era in viaggio all’estero.
♦ Decise di acquistare un libro in una libreria, perché l’impiegata era molto gentile con lui e gli toccava il cuore ogni volta che passava di là.
Così un giorno comprò un libro, solo per poter parlare con lei. La trovò ancora più affascinante. L’attrazione era reciproca. Ma la timidezza impediva loro di rivelare i propri sentimenti.
Mentre esaminava altri libri, non vide che la ragazza metteva un biglietto all’interno del pacchetto.
♦ Il giorno dopo tornò a comprare ancora un libro. Naturalmente, la sua intenzione era un’altra. Voleva invitarla a fare uno spuntino al ristorante, ma gli mancò il coraggio. Chiese alla ragazza di incartare il libro e se ne andò.
♦La scena si è ripetuta altre volte, dopo di che si rimise in viaggio.

Vedendo che il ragazzo non veniva più, la giovane chiamò la casa di lui.
– Buongiorno, signora. Potrei parlare con suo figlio?
– Purtroppo non è possibile. E’ partito ieri.
 Poi la madre aprì i pacchetti che il figlio aveva portato dalla libreria. In ognuno di essi c’era una biglietto scritto con qualcosa del genere: “Mi piaci. Ti invito a fare uno spuntino insieme“.
Era ormai tardi!

 E noi, quante occasioni perdiamo di incontrarci con Dio! Egli ci invita in mille modi. Alla vista della città amata, Gerusalemme, Gesù pianse e disse: “Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali: e voi non avete voluto!” (Luca 13,34).

  Signore, temo di camminare troppo assorto nelle cose del mondo, tanto da non sentire le tue chiamate e di non accoglierti quando mi visiti.

Da “innamorati timidi o tiepidi”quante occasioni perdiamo di incontrarci con Dio! Egli ci invita in mille modi e noi cerchiamo da altra parte. – Alla vista della città amata, Gerusalemme, Gesù pianse e disse: “Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali: e voi non avete voluto!” (Luca 13,34).

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