La rivolta dei “santi”

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

077a-5Evangelio

La rivolta dei “santi” o il più grave scandalo.

Quando il pensiero dei tuoi peccati ti rattrista, medita questa limpida novella, tratta dallo stupendo libro: Il Quinto Evangelio, romanzo scritto da Mario Pomilio e pubblicato, in prima edizione, nel febbraio 1975 per l’editore Rusconi di Milano. Parte integrante dell’opera è il testo teatrale. Nel 1974 Pomilio vinse la I edizione del Premio Flaiano con il dramma il Quinto evangelista, quando era ancora inedito; poi il Premio Napoli, 1975; il Prix pour le meilleur livre étranger di Parigi, 1978 e il Premio Pax di Varsavia, 1979.

Dovete sapere che i santi del cielo, indignati a vedere gli uomini infedeli e dissoluti, un dì tennero consiglio per vedere in quale maniera convertirli.
E lì, dopo molte dispute, uno propose che, siccome non era bastato che il Figlio di Dio fosse morto, ormai i santi dovevano muovere alla conquista della terra e ridurre con la forza gli uomini a virtù e verità.
Piacque il consiglio.
I santi, formata una grande legione, si mossero e in breve conquistarono l’intera terra. Affidarono il governo ai pochi giusti, che vi trovarono. Raccolsero invece i cattivi e i tardi a convertirsi in una grande valle, dove, eretti dei gran roghi, si accinsero a sterminarli, affinché cessassero d’infettare il mondo.
Era a tal fine ogni cosa apparecchiata, quando scorsero un uomo, che procedeva in mezzo agli altri, portando sulle spalle una croce e su quella domandando di venire appeso.
Grave scandalo apparve ai santi che un comun peccatore domandasse la stessa morte del nostro Salvatore.
Per cui, fattolo legare e accompagnatolo presso san Pietro, costui conobbe che si trattava proprio di Cristo Gesù. Pietro mostrò la sua meraviglia che il Figlio di Dio si trovasse confuso tra i peccatori. Gli rispose Gesù che, se ben si rammentava, il Figlio dell’uomo non era venuto a salvare i giusti, ma i peccatori. E aggiunse che era deciso a morire nuovamente per loro, visto che al mondo non c’era nessuno che liberasse i peccatori dall’ira dei santi.
Confusi, ristettero i santi e, lasciata ogni altra cosa, presero Gesù e lo riportarono in cielo, dove lo tengono ancora legato, perché non torni in terra a dare scandalo.
(M. Pomilio, Il Quinto Evangelio, Rusconi ed. 1975).

  • Alcune citazioni illuminanti di San Giovanni Paolo II.
    Al di fuori della misericordia di Dio non c’è nessun’altra fonte di speranza per gli esseri umani.
  • Il fatto che Cristo si è fatto uomo ci fa riflettere, da una parte, sulla drammaticità della storia umana, nella quale gli uomini, feriti dal peccato, sono perennemente alla ricerca di verità, di perdono, di misericordia, di redenzione, e, dall’altra, sulla bontà di Dio, che è venuto incontro all’uomo per comunicargli direttamente la Verità che salva e per renderlo partecipe della sua amicizia e della sua vita.
  • La misericordia è la dimensione indispensabile dell’amore, è come il suo secondo nome.
  • In Cristo, Dio ha assunto davvero un «cuore di carne». Egli non ha soltanto un cuore divino, ricco di misericordia e di perdono, ma anche un cuore umano, capace di tutte le vibrazioni dell’affetto.
un uomo, che procedeva in mezzo agli altri, portando sulle spalle una croce e su quella domandando di venire appeso. Grave scandalo apparve ai santi che un comun peccatore domandasse la stessa morte del nostro Salvatore.
… Un uomo, che procedeva in mezzo agli altri, portando sulle spalle una croce e su quella domandando di venire appeso… Grave scandalo apparve ai santi che un comun peccatore domandasse la stessa morte del nostro Salvatore.
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