La scena politica di Parghelia

La maggioranza e l’opposizione spesso e volentieri, lasciato a desiderare

Il mio paese, sta attraversando un momento di grande confusione

Veduta aerea di Parghelia - foto Libertino

Credo che la classe politica -quella della maggioranza ed anche dell’opposizione-, che attualmente domina la scena a Parghelia, ha finora, spesso e volentieri, lasciato a desiderare, sia pure con qualche lodevole eccezione.Scriveva Norberto Bobbio, in un famoso saggio sulla democrazia del 1995, quanto segue :”[…] sono convinto che l’atteggiamento del buon democratico sia quello di non illudersi sul meglio e di non rassegnarsi al peggio”. Ed io, che ritengo di essere un  un buon democratico ma dimezzato, perché ho inseguito delle illusioni ,  ora devo cercare di…rimediare e di  recuperare, non rassegnandomi al peggio.
É questa la ragione che mi spinge ad occuparmi ancora, da molto lontano, della vita politica del mio paese, il quale, secondo me, sta attraversando un momento di grande confusione amministrativa, nonostante le chiare linee programmatiche espresse dalle due liste in competizione per la conquista del Comune alle elezioni dello scorso anno.
Quanto è accaduto e sta accadendo sullo scenario politico del paese, richiama alla mia mente un quadro di Bruegel il Vecchio che raffigura la torre di Babele: un grande edificio conico, mozzato alla cima, brulicante di figure piccolissime in confronto all’imponenza della costruzione, che però la sommergono assiepate dalla base al vertice in tutti i camminamenti dell’immensa torre; piccoli uomini e donne che cercano di farsi largo, si scontrano, si agitano,gesticolano, parlano anzi gridano, come si vede dalle bocche e dalla tensione dei volti; ma non comunicano tra di loro: i loro occhi sono smarriti e ciascuno dà l’impressione d’essere isolato in mezzo a quella folla, incapace di comprendere e di farsi capire.
Mi è rimasto impresso nella memoria quel quadro e mi torna in mente ora : tale è infatti l’attuale condizione della politica a Parghelia, una torre di Babele, dove ciascuno parla il suo linguaggio che gli altri non comprendono e neppure ascoltano.Tra l’altro lo mormora e a volte “lo dice la gente” come si esprimeva, in un film degli anni cinquanta, l’attrice Tina Pica. E intanto il distacco della gente dalla politica aumenta, anche perché  i cittadini non vengono informati, né coinvolti, in una qualsivoglia maniera, nell’amministrazione della cosa pubblica: difatti tutto si svolge – come nella migliore tradizione italiana – nei bunker dei gruppi politici e ogni decisione viene assunta dalle relative nomenklature in assoluto silenzio e riservatezza.
Eppure i programmi politico-amministrativi, che la lista civica e il Partito democratico hanno presentato nel novembre scorso all’elettorato pargheliese, erano di diverso tenore.
E a tale proposito ne richiamo alcuni punti, che considero importanti ed essenziali.
La lista civica, nel paragrafo dal titolo…rivoluzionario “partecipazione popolare al governo del Comune”, proponeva “un nuovo modo di amministrare che parta dal coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte amministrative”. E più avanti veniva sottolineata la necessità di “eliminare il distacco tra cittadini e politica,avviando un’autentica collaborazione nei processi di formazione dell’interesse generale”( sic!).
Nel programma amministrativo del Partito democratico si annunciava, più sobriamente, che “obiettivo primario della campagna del PD è la ripresa di un nuovo rapporto di fiducia tra ‘amministrazione e i cittadini, condizione essenziale per raccogliere i loro suggerimenti e [….] le critiche, in maniera da affrontare i numerosi problemi del paese in un clima di collaborazione”. A questo fine sarebbero stati utilizzati ” tutti quegli strumenti” previsti dalla normativa “in grado di esaltare la partecipazione popolare, nella convinzione che riavvicinare i cittadini alla vita dell’Ente locale rappresenti la difesa più efficace contro la decadenza della vita pubblica”.
Come si può facilmente notare, i due programmi, sul tema della partecipazione politica dei cittadini alla vita  amministrativa, coincidono e convergono, nel senso che sostanzialmente dicono le stesse cose.
Ed allora, premesso che sarebbe insensato intendere alla lettera il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i cittadini a tutte le decisioni che li riguardano, chiedo di conoscere  quali modi e strumenti siano stati usati e quali si intenda adoperare in un prossimo futuro per la realizzazione concreta di tali “annunci” contenuti nei due programmi di politica amministrativa.
Qualcuno risponda alle perplessità e alle domande che tutti i cittadini – in modo riservato e silenzioso, come è nel costume dei calabresi – si pongono. Qualche esponente della maggioranza che governa il Comune, ed anche dell’opposizione, del Partito democratico – il mio partito – in particolare (se ancora c’è a Parghelia, visto a che a livello regionale le cose non vanno bene), dia una risposta, anche in maniera forte, purché non offensiva. Solo così si potrebbe dare l’avvio ad un dibattito pubblico,  democratico e trasparente, e, chissà, ad una vera partecipazione della gente alla politica locale

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