La sola vera paura dell’uomo, il peccato

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La sola vera paura dell’uomo: il peccato.

Ci vorrebbe un termometro “ben raffinato” per misurare la sensibilità dell’uomo di oggi circa il peccato. Non c’è più il senso del peccato e non da adesso. Già lo diceva Pio XII e il Beato Paolo VI, prossimo santo, lo sottolineava a chiare lettere. Ultimamente Padre Cantalamessa notava: “Il nostro mondo largamente post-cristiano ha smarrito del tutto” il “vero senso del peccato”. Varie sono le cause del fenomeno, ma all’origine di tutto c’è il rifiuto di Dio. Diceva Benedetto XVI: «La perdita del senso del peccato ha origine nell’eclissi di Dio dall’orizzonte del mondo. E Papa Francesco in maniera semplice e chiara: «Se manca Dio si perde il senso del peccato». – L’esperienza ci fa toccare con mano che la sola vera paura dell’uomo resta il peccato, che inquina la sua e la vita degli altri. I Santi lo hanno compreso bene, cominciando a vederlo chiaramente sin da giovani: “La morte, ma non il peccato!”, esclamava san Domenico Savio (1842-1847), morto ad appena 15 anni. – Quando l’uomo non ha paura del suo peccato, sta costruendo il suo inferno. – Il seguente profilo della personalità di San Giovanni Crisostomo (350-407) ci può offrire interessanti spunti.

San Giovanni Crisostomo visse nel IV secolo, ad Antiochia, in Siria. Diventò sacerdote e anni dopo, quando morì il vescovo di Costantinopoli, fu nominato suo successore. Costantinopoli era la capitale dell’impero romano d’Oriente. Oggi la città ha cambiato nome e si chiama Istanbul.
♦ Il vescovo Giovanni Crisostomo, appena entrato in possesso della diocesi, si rese conto che il suo compito era grande. Il vescovo precedente era stato malato per diversi anni e le erbacce erano cresciute in molte persone.
♦ Uno dei gravi problemi era la corruzione politica. Le persone che ricoprivano cariche pubbliche usavano il potere per il proprio interesse, anche all’interno del palazzo reale, il cui re si chiamava Arcadio, e la regina, Eudoxia. Il re era un uomo profondamente corrotto.
Da buon oratore, il vescovo cominciò a denunciare questi peccati con veemenza, usando il grande dono che aveva, l’oratoria. “Crisostomo” significa bocca d’oro. Ed egli diceva come Gesù: “Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti! “(Mt 23,13).
♦ Presto il re Arcadio ne restò colpito e cominciò a odiare il vescovo Giovanni Crisostomo e talmente che una volta riunì il suo consiglio e pose ai consiglieri la seguente domanda: “Voglio distruggere questo vescovo. Cosa dovrei fare? ”
Un consigliere suggerìo: “Confischiamo tutti i tuoi beni”.
Ma un altro non fu d’accordo: “Egli non ha nulla. Tutto ciò che aveva lo ha dato ai poveri! ”
Un altro consigliere quindi suggerì l’esilio: “Mandiamolo lontano dalla Patria”.
Ma un altro non fu d’accordo: “Questo non gli farà alcun male, perché tutto il mondo è la sua patria”.
Arcadio cominciò ad infastidirsi e disse: “Allora lo condanno ai ceppi di ferro!”
“Li bacerà, i ferri!” disse un altro consigliere che non era d’accordo.
“Allora – disse l’imperatore – resta solo la morte. Lo farò uccidere.
Un altro consigliere obiettò: “Ma è proprio quello che vuole! Essere un martire di Cristo!”.

♥ A quel punto un consigliere si alzò e disse: “Se Vostra Maestà vuole danneggiare questo vescovo, l’unico modo è di farlo peccare; perché questa è l’unica paura che ha nella vita”.
“Ma come?” – chiese il re.
Il consiglio continuò a discutere molto, ma la domanda del re rimase senza risposta. Non esiste modo di far peccare un santo!
♥ Alcuni mesi dopo, Arcadio mandò in esilio il vescovo Giovanni Crisostomo. Tuttavia anche da lì, il vescovo continuava a governare la sua diocesi ed evangelizzava i suoi fedeli diocesani.
A causa della pressione popolare, pochi mesi dopo, il vescovo Giovanni Crisostomo fu richiamato a Costantinopoli.
Ma la sua libertà non durò a lungo.
Un anno dopo fu di nuovo esiliato, questa volta in una località distante e segreta.
♥ A causa dei maltrattamenti ricevuti, poco dopo Crisostomo morì.

♥ Quando un cristiano testimonia la sua fede, anche i nemici di Dio lo riconoscono e, involontariamente, collaborano.
♥ Che bello se potessero dire anche di noi: l’unica paura che egli o ella ha nella sua vita, è peccare. Questo perché Dio è l’amore più grande e irrinunciabile della nostra vita.

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

Il nostro mondo largamente post-cristiano ha smarrito del tutto il vero senso del peccato. Eppure la sola vera paura dell’uomo resta il peccato, che inquina la sua e la vita degli altri. Del vescovo San Giovanni Crisostomo (350-407), a lungo perseguitato, i suoi nemici dicevano: “Per danneggiarlo, l’unico modo è di farlo peccare, perché questa è l’unica paura che ha nella vita”. – Quando l’uomo non ha paura del suo peccato, sta costruendo il suo inferno.

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