La suora che voleva andare alla missione

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La suora che voleva andare alla missione.

Andare in missione non può ridursi al solo desiderio romantico o umanitario di conoscere altri popoli, magari bisognosi di aiuto… sarebbe una specie di turismo spirituale. La missione richiede di condividere concretamente la vita delle persone presso le quali si va, con le sue gioie e i suoi dolori.
E il solo desiderio non basta. Occorre la preparazione: un buon addestramento nelle situazioni pratiche della vita e la formazione di un cuore grande e misericordioso che sappia rivelare il volto di Dio amoroso di Dio. Bisogna andare a scuola da Gesù.

Una volta un vescovo chiese alla madre superiora di un convento di suore di destinare una suora ad annunziare il Vangelo.
♦ La Superiora riunì il consiglio e, dopo un attento discernimento e preghiera, decise di assegnare la giovane suor Clara a questa missione.
Suor Clara accettò; non solo accettò, ma era entusiasta della missione. E voleva partire subito ad annunziare il Vangelo.
Ma la Superiora le disse: “No, sorella. Per prima cosa ti devi preparare”.
Suor Clara seguì un corso di pastorale per un mese. “Posso andare ora?”, chiese alla Superiora.
Questa disse: “Non ancora, figlia mia. Tu hai molte risposte e poche domande”.
E la mandò a lavorare in giardino. Sr. Clara lavorò dall’alba al tramonto. Fece i calli alle mani. Imparò a potare e fare innesti. Ma il suo sogno era di evangelizzare.
Quindi la Superiora la mandò a lavorare nel laboratorio del villaggio. Lì imparò a trattare il legno, l’argilla e il ferro.
La Superiora chiamò ancora suor Clara e disse: “C’è un circo in città. Ti chiedo di prenderci parte”.
E Suor Clara vi andò. Aiutò ad organizzare il circo, partecipò a coreografie, faceva le marionette e divertiva i bambini.
Tornata al convento, si verificò una pestilenza in città e la suora fu chiamata ad assistere i
malati. E preparò diversi funerali per le persone morte.
E la Superiora le disse: “Ora puoi andare a predicare il Vangelo”.

♥ Gesù, prima di annunciare il Vangelo, ha vissuto la nostra vita per trent’anni, dandoci l’esempio. Dobbiamo evangelizzare anche noi, ma facendolo come come Gesù, cioè con la vita e con le parole. Allora saremo lievito mescolato all’impasto.
Quando annunceremo la Parola di Dio, le nostre parole saranno piene di esperienza personale, perché stiamo già vivendo quella Parola nella nostra vita quotidiana.

♥ Santa Teresa di Calcutta, assistendo una moribonda nella sua morte, le chiese: “Tra poco vedrai il volto di Dio. Come te lo immagini che sarà?” – E la moribonda: “Avrà il tuo volto, Madre Teresa, perché tu sei buona!”.

La missione richiede di condividere concretamente la vita delle persone presso le quali si va, con le sue gioie e i suoi dolori. Il solo desiderio non basta. Occorre la preparazione: un buon addestramento nelle situazioni pratiche della vita e la formazione di un cuore grande e misericordioso che sappia rivelare il volto di Dio amoroso di Dio. Bisogna andare a scuola da Gesù.

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