La vera religione non maledice

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La vera religione non maledice.

Ogni fondamentalismo religioso genera tristezza. – Ho incrociato gli scritti di Fratel Carlo Carretto in un periodo di riformulazione della mia vita sacerdotale: passare dalle certezze ereditate da una tradizione forse appena vissuta a quelle certezze che solo la fede nel Dio-Amore rivelatoci da Gesù può dare. Ricordo di aver letto con vera passione le Lettere dal deserto, spinto dalla testimonianza di chi, come Fratel Carlo Carretto, pur essendo già qualcuno in mezzo noi (Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica), ha voluto cominciare tutto da capo, senza paura. Fu così che scoprii l’importanza dell’amore: più che avere l’amore alla verità, occorre avere avere la verità dell’amore, come testimonia questa bella storia.

Abdaraman, il caro ragazzino mussulmano, mi accompagna anche stasera all’eremitaggio.
Ha sempre conversato amichevolmente con me, ma stasera è muto, è triste…
– Ma parla, Abdaraman, – insisto – apri il cuore al tuo amico fratel Carlo.
Abdaraman allora scoppia in pianto. Gli chiedo:
– Amico, che cosa ti fa piangere?
– Fratel Carlo, piango perché tu non ti fai mussulmano!
– Oh! – esclamo io – e perché dovrei farmi mussulmano? …
♦ Abdaraman mi grida:
– Se tu non ti fai mussulmano, vai all’inferno, come tutti i cristiani!
– Oh questa è bella, Abdaraman! Chi t’ha detto che andrò all’inferno, se non mi farò mussulmano?
– Me l’ha detto il “Taleb” (maestro della scuola coranica) che tutti i cristiani vanno all’inferno; e io non voglio che tu vada all’inferno.
Siamo giunti vicino all’eremitaggio e Abdaraman si ferma: non entrerebbe in quel luogo cattolico per tutto l’oro del mondo.
Gli dico:
– No, Abdaraman; Dio è buono e ci salverà tutti e due; e salverà tuo padre e tutti andremo in paradiso…
Sta tranquillo; va a casa a recitare la tua preghiera, mentre io reciterò la mia…
Le nostre preghiere vanno nello stesso cielo, perché Dio è uno solo. E il mio Dio è il tuo Dio. E’ lui che ci ha creati, ci nutre, ci ama…
Se osserveremo i comandamenti, tu ed io andremo nello stesso paradiso… Non piangere più!…
Entro triste nel mio eremitaggio… Ma stasera mi sarà difficile pregare.

♦ Povero, piccolo Abdaraman! Anche tu vittima del fanatismo, dello zelo intempestivo dei cosiddetti “uomini di Dio”, che manderebbero all’inferno metà del genere umano, solo perché “non sono dei loro”.
(fonte: C. Carretto, Lettere dal Deserto).

Piccolo Abdamaran, le nostre preghiere vanno nello stesso cielo, perché Dio è uno solo. E il mio Dio è il tuo Dio. E’ lui che ci ha creati, ci nutre, ci ama… Se osserveremo i comandamenti, tu ed io andremo nello stesso paradiso… (Fratel Carlo Carretto).
Condividi l'articolo