LaborArt, protagonista delle Feste di Natale 2015

“Basta un poco di zucchero” per imprimere una svolta…”

M. Grazia, donna con il sole in tasca e con una valigia piena di passione

Un protagonista delle Feste di Natale 2015 è stata senz’altro Laborart, l’associazione guidata dalla spumeggiante ed instancabile Maria Grazie Teramo, donna con il sole in tasca e con una valigia piena di passione, entusiasmo, determinazione, tenacia ed altissima professionalità.

Le fondatrici di LaboArt: Maria Macrì, Annalisa Epifanio, Maria Grazia Teramo - foto Libertino
Le fondatrici di LaboArt: Maria Macrì, Annalisa Epifanio, Maria Grazia Teramo – foto Libertino
Ho sempre nutrito profonda e sincera ammirazione per la mia amica e per tutto il suo staff ma quello che oggi è riuscita a fare, superando le difficoltà di una società dove la cultura ha pochi spazi e poche risorse, mi ha emozionato così tanto che avverto il bisogno di parteciparlo a tutti.
La nostra concittadina è riuscita a far rivivere un luogo pubblico, è riuscita egregiamente a dare un’anima ad uno spazio trascurato che offendeva la memoria del grande Maestro Albino Lorenzo cui è intitolato.
LaboArtTropeaCol suo entusiasmo è riuscita a portare il sole dentro la tetra biblioteca comunale e la sua passione e la sua determinazione l’hanno arredata e riscaldata facendone un spazio piacevole da vivere dove anche i più piccini hanno avuto l’occasione di trascorrere momenti unici ed indimenticabili assieme alle loro famiglie.
Un luogo dove ha dominato l’arte e la cultura, la sola cura ai tanti mali che affliggono il mondo e che potrà emancipare realtà difficili come la nostra.
Ho parlato di questo con diversi amici e la conclusione cui siamo giunti è stata questa: “basta un poco di zucchero” per imprimere una svolta ad una realtà che sembra immodificabile; si può fare! Passione, entusiasmo, determinazione, tenacia e competenza, se messe con convinzione al servizio di una comunità e di un progetto, possono fare tanto e trasformare – per come insegna la nostra novella Mary Poppins – uno spazio triste, cupo e deprimente in un luogo di confronto, ascolto, partecipazione, allegria e apprendimento.
Grazie Maria Grazia, sono certo che il Maestro Albino ora sarà felice nel vedere il suo nome associato ad un luogo dove Arte e Cultura hanno finalmente trionfato.

Giovanni Macrì

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