Lacrime e dolore degli innocenti

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio
053a-dolore innocente

Lacrime e dolore
degli innocenti.

“Nessuna lacrima va sprecata” – Sono passati 60 anni dalla morte di Don Carlo Gnocchi (1902–1956) sacerdote, educatore e scrittore italiano e Beato dal 25 ottobre 2009. Fu cappellano militare degli alpini durante la Seconda guerra mondiale e, a seguito della tragica esperienza della guerra, si adoperò ad alleviare le piaghe di sofferenza che ne seguirono. Il 28 febbraio 1956 spirò con un crocifisso fra le mani, donatogli dalla madre anni prima . La metastasi del tumore che l’aveva colpito aveva raggiunto le ossa e l’apparato respiratorio.

Questo febbraio 2016 presenta due ricorrenze che riguardano il beato don Carlo Gnocchi. La prima è il sessantesimo anniversario della morte, avvenuta il 28 febbraio 1956. La seconda è il sessantesimo della pubblicazione della sua Pedagogia del dolore innocente. Questo opuscolo, scritto negli ultimi tempi della malattia, fu pubblicato il 29 febbraio e distribuito il giorno dei suoi funerali il 10 marzo.
♦ Di don Gnocchi ci rimane un testamento pubblico (in Dio è tutto qui. Lettere di una vita, Milano, 2005), ma questo documento rappresenta il vero e proprio testamento spirituale. Egli infatti stava scontando nella sua carne il dolore personale per il male incurabile che lo aveva colpito.
Morendo fece dono delle sue cornee a due giovani ciechi, ospiti della sua fondazione. La donazione, allora non ancora normata, suscitò nell’opinione pubblica il dibattito in materia, con la promulgazione a breve del D.L. n. 235 del 3 aprile 1957.
A guerra finita, don Gnocchi aveva sentito come suo dovere di accorrere in aiuto di quella parte dell’infanzia che era stata colpita più duramente. Egli rivolse dapprima la sua opera assistenziale agli orfani degli alpini; successivamente dedicò le sue cure ai mutilatini ed ai piccoli invalidi di guerra e civili, fondando per essi una vastissima rete di collegi in molte città d’Italia (Inverigo, Parma, Pessano con Bornago, Torino, Roma, Salerno, Milano, Firenze, Genova,…); e, infine, aprì le porte di modernissimi Centri di rieducazione ai bambini affetti di poliomielite.
A questa infanzia derelitta e minorata, cui egli aveva votata tutta la sua giovane esistenza, don Gnocchi dedicò una fra le sue più significative opere di educatore: Pedagogia del dolore innocente.
La sua opera assistenziale va sotto il nome di Fondazione Don Gnocchi pro Juventute, attualmente denominata Fondazione don Carlo Gnocchi Onlus, è stata premiata nel 2003 con medaglia d’oro al merito della sanità pubblica.
La misericordia viene riconosciuta. Bisogna cercare di incontrarla!

A questa infanzia derelitta e minorata, cui egli aveva votata tutta la sua giovane esistenza, don Gnocchi dedicò una fra le sue più significative opere di educatore: Pedagogia del dolore innocente.
Alla infanzia derelitta e minorata, cui aveva votata tutta la sua giovane esistenza, don Gnocchi dedicò anche una fra le sue più significative opere di educatore: Pedagogia del dolore innocente.
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