L’analfabeta con il dono della sapienza

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

L’analfabeta con il dono della sapienza.

L’antico adagio “Contadino: scarpe grosse e cervello fine” si ripete continuamente e si applica alle varie situazioni della vita: il sapere, o meglio “la sapienza” non esclusiva di nessuno. Ciascuno di noi può incontrare chi ne sa più di lui, persino tra la gente abbandonata e analfabeta.
In campo religioso e di fede, poi, sembra una costante, perché Dio ama rivelarsi ai piccoli, agli umili e ai semplici, mentre si nasconde ai sapienti, agli intelligenti e ai superbi. Quante volte, personalmente, io sacerdote, con gioia ho reso grazie a Dio per aver incontrato persone così, accettando con gratitudine il loro dono col quale rendevano bella la comunità dei fratelli.

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C’era una volta un uomo che apparteneva ad una comunità rurale lontana dalla città. Aveva il dono di saper spiegare la Parola di Dio.
♦ Un giorno un sacerdote forestiero andò a celebrare la Messa in quella comunità. Al momento dell’omelia, diede la parola ai presenti. E quel signore fece un commento profondo e bello sul Vangelo.
Al momento del ringraziamento, il sacerdote gli diede un testo da leggere. L’uomo disse: “Padre, non so leggere, sono analfabeta!
♦ Il sacerdote cadde dalle nuvole. Come poteva una persona capire così tanto la Parola di Dio ed essere analfabeta!
♦ Ci sono migliaia di cristiani come questo uomo, e sono analfabeti, non perché non hanno voluto studiare, ma perché non ne hanno avuto l’opportunità.
♦ Ma lo Spirito Santo distribuisce largamente i suoi doni, anche a persone che non hanno mai frequentato la scuola.
“Il Signore mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo”(2 Cor 12,9).

♦ Nelle litanie Maria Santissima viene chiamata Sede della Sapienza, perché la Parola Incarnata, nata in lei, è la Sapienza Infinita. Può aiutarci ad essere aperti a questo dono dello Spirito Santo.
♦ Coraggio, quindi: non occorre una laurea per raggiungere Dio; anzi è Dio stesso che si comunica col suo Mistero, quando trova il cuore umile e disposto come vuole Lui. Perché è col cuore che si «impara» Dio.

Dio ama rivelarsi ai piccoli, agli umili e ai semplici, mentre si nasconde ai sapienti, agli intelligenti e ai superbi. Coraggio, quindi: non occorre una laurea per raggiungere Dio; anzi è Dio stesso che si comunica col suo Mistero, quando trova il cuore umile e disposto come vuole Lui. Perchè è col cuore che si «impara» Dio.
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