L’attacco di Macrì sul caso depurazione

Il consigliere provinciale punta il dito sui responsabili

«Non deve succedere più, intervengano per tempo»

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Gli sversamenti di luglio
A poco più di una settimana di distanza dall’intervento del capogruppo dell’opposizione Roberto Scalfari, anche il consigliere provinciale Giovanni Macrì torna ad occuparsi dell’impianto di depurazione di “Marina del Convento” e degli sversamenti di liquami nell’arenile ad esso attiguo attaccando il primo cittadino: «Il sindaco Repice – ha esordito Macrì – o è amante del rischio o è un irresponsabile».

La vicenda in questione ha inizio nell’ultima settimana di luglio, quando, a seguito di alcune segnalazioni, il gruppo di opposizione “Uniti per la Rinascita” chiede alla maggioranza di occuparsi del problema. In pratica, nei giorni 23 e 24 luglio, a pochi metri dalla spiaggia tra il lido “Cavaliere” e l’hotel “Rocca Nettuno” si è verificato uno scarico di liquido scuro e maleodorante da alcune tubature dell’impianto.

Il deflusso si è ripetuto anche l’8, il 12 e il 20 agosto. Così, il 3 settembre scorso, il consigliere Scalfari è intervenuto in via ufficiale per chiedere lumi sulla situazione. Dopo circa venti giorni, il sindaco Adolfo Repiceha inviato al gruppo UplR e al Prefetto Luisa Latella una relazione del 15 settembre a firma del responsabile dell’area Gestione Territorio Francesco Grande, nella quale viene più volte evidenziata la natura del liquido fuoriuscito dagli impianti, classificato come “acqua depurata”. Grande, nello specifico, dichiara innanzitutto che l’amministrazione era a conoscenza della problematica e fornisce agli interessati spiegazioni sulle cause che stanno all’origine degli sversamenti. Infine il responsabile dell’UTC precisa che, trattandosi di acque depurate, non si è reso necessario nessun intervento, anche se sono state interessate e diffidate sia l’Ato 4 di Vibo Valentia che la ditta Dpr, gestore degli impianti di depurazione per la cattiva gestione e manutenzione della stazione di sollevamento di spinta a mare.[nggallery id=54]

In riscontro a tali affermazioni, però, Scalfari ha risposto il 24 settembre con una nuova missiva, indirizzata al sindaco, al responsabile dell’UTC e al Prefetto, nella quale afferma, in base alla documentazione in suo possesso, che «lo specchio d’acqua in prossimità dell’impianto è stato interessato dallo sversamento di reflui fognari». In effetti le analisi, effettuate dal laboratorio tra il 30 agosto e l’1 settembre presso il corso d’acqua superficiale in prossimità dello sbocco a mare, parlano di quantità superiori alla norma di streptococchi fecali, coliformi totali, tensioattivi anionici ed escherichia coli.

Per queste ragioni, nella conferenza di ieri, il consigliere provinciale Macrì rincara la dose, puntando il dito sui responsabili dell’Ato 4, i quali avrebbero «affermato il falso e devono ora farsi carico della problematica», e parimenti sugli amministratori comunali, poiché a suo dire «gli sversamenti sono dovuti anche a lavori eseguiti dal Comune», quindi li esorta ad «intervenire per tempo per evitare che una simile situazione possa ripetersi». «Ci sono voluti due mesi – aggiunge Macrì – e non sono state prese le misure necessarie a salvaguardare la salute dei bagnanti. Come padre avrei avuto il diritto di sapere dove far fare il bagno a mio figlio».

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Francesco Barritta
Francesco Barritta

Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.