Ripresi i lavori di ripristino nella Chiesa di San Michele Arcangelo (Purgatorio) in Tropea

Il priore Marchese ed i membri della confraternita sono al lavoro da giorni

Dopo il dissequestro si auspica la riapertura per la novena del S. Natale

La Chiesa di San Michele Arcangelo, risalente al XIX secolo, più conosciuta come Chiesa del Purgatorio a Tropea - foto Libertino
La Chiesa di San Michele Arcangelo, risalente al XIX secolo, più conosciuta come Chiesa del Purgatorio a Tropea – foto Libertino
“Potremmo riaprirla a fine mese!”. Questa è stata la risposta di Paolino Marchese, uno dei membri della cattedra della Confraternita delle Anime del Purgatorio, alla mia domanda. Nei suoi occhi c’era enorme soddisfazione e rinnovata speranza per il tanto atteso provvedimento di dissequestro della Chiesa di San Michele Arcangelo, più conosciuta come Chiesa del Purgatorio a Tropea.
L’edificio risalente al XIX secolo e che si affaccia su Largo San Michele, all’inizio di Corso Vittorio Emanuele venendo da Piazza Vittorio Veneto, era stato infatti posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria nel mese di luglio del 2013, in seguito al ritrovamento del cadavere di un uomo polacco nella sacrestia della Chiesa.
Nella sacresia distrutti o mal ridotti anche parte dei mobili quadri e paramenti sacri antichi - foto Carmelitano
Nella sacresia distrutti o mal ridotti anche parte dei mobili quadri e paramenti sacri antichi – foto Carmelitano

Le circostanze misteriose della morte di quell’uomo avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 luglio del 2013 hanno portato gli inquirenti a svolgere in modo meticoloso e per tutto questo arco di tempo le dovute indagini, anche se come riferiscono i giornali locali ancora si deve fare piena luce su una vicenda che sembra apparire come un vero e proprio giallo dell’allora estate tropeana.
Della vicenda si era interessato anche il Vescovo della Diocesi Mons. Luigi Renzo che aveva più volte sollecitato le autorità competenti per la risoluzione della questione. Finalmente, grazie anche all’intervento dell’Avvocato Scalfari che ha formalmente avanzato la richiesta di dissequestro, il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia ha autorizzato la rimozione dei sigilli.
Da quel giorno il Signor Marchese insieme al priore e ad altri membri della confraternita non si sta risparmiando per cercare di risistemare i locali per la riapertura della Chiesa e dei servizi di culto che essa offriva.
A dire la verità, la situazione è molto grave perché, come ci ha raccontato Paolino Marchese, “tutto il materiale è andato perso; distrutti o mal ridotti anche parte dei mobili, i paramenti sacri antichi e qualche quadro di olio su tela, nonché camici, casule, stole che bisogna ricomprare. Bisogna anche tinteggiare le pareti, risistemare l’impianto elettrico”. Per realizzare tutto ciò, servirà anche raccogliere dei fondi per sostenere le spese necessarie e per questo si sta pensando alla costituzione di un apposito comitato.
Della situazione è stato informato anche il parroco della Concattedrale don Ignazio Toraldo, sotto il cui territorio parrocchiale ricade la Chiesa e i frati minori che avevano la cura pastorale della confraternita.
Il desiderio dei tropeani è che la chiesa possa essere riaperta quanto prima, soprattutto in vista dell’inizio della novena del S. Natale, un appuntamento ormai consolidato per la comunità cristiana tropeana che da tempo si raduna, alle prime ore dell’alba, nella chiesa di San Michele per intonare i canti tradizionali e celebrare l’Eucarestia.

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Francesco Sicari
Francesco Sicari
Sacerdote della diocesi di Mileto – Nicotera – Tropea, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni