Le campane di Natale

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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 Le campane di Natale,
anche per te!

Il Giubileo della Misericordia sprona tutti, attraverso la voce di Papa Francesco, a fare gesti concreti di misericordia. Tutti siamo invitati a fare del bene… E’ vero che non sempre si può dare quello che ci vorrebbe, specialmente quando  si tratta di denaro o di altre cose materiali, ma sempre si può dare amore, perché esso è patrimonio personale e tutti ne possiamo ampiamente disporre. Molto toccante è la storia di oggi.

 ♦ C’era una volta, in una grande città, una chiesa davvero splendida e di fianco alla chiesa si levava un campanile simile a una torre; lassù nella torre vi erano delle campane che si diceva fossero le più belle e le più sonore del mondo, ma nessuno le aveva ancora sentite!
 ♦ Erano le campane speciali di Natale: potevano far udire i loro rintocchi solo la notte di Natale e, per di più, soltanto quando fosse stato deposto sull’altare il più grande e il più bel dono al Bambino Gesù. Purtroppo, da molti anni non si era avuta un’offerta così splendida da meritare il suono delle grandi campane. E ogni vigilia di Natale, la gente si affollava davanti all’altare portando doni, cercando di superarsi gli uni con gli altri, gareggiando nell’escogitare offerte sempre più straordinarie.
 ♦ Anche quell’anno, nonostante la chiesa fosse affollata e la funzione splendida, lassù nella torre di pietra si udiva soltanto fischiare il vento…
 ♦ In un villaggio abbastanza lontano dalla città viveva un ragazzo di nome Pietro insieme al fratellino Nicola. Essi avevano sentito parlare delle offerte della vigilia di Natale, e per tutto l’anno avevano fatto progetti per assistere alla grande e sfarzosa cerimonia, e per la Messa di mezzanotte.
Alla vigilia di Natale, all’alba, mentre cadevano i primi fiocchi di neve, Pietro e il fratellino si misero in cammino.
Al calar della sera, avevano già quasi raggiunto la porta della città quando, per terra davanti a loro, scorsero una povera donna che era caduta nella neve, troppo stanca e malata per cercare rifugio da qualche parte. Pietro si inginocchiò, cercando di alzarla, ma non vi riuscì.
  “Non ce la faccio, fratellino” – disse Pietro al fratellino – “È troppo pesante. Devi proseguire da solo. Guarda questa povera donna. Morirà di freddo se l’abbandoniamo. Sono andati tutti in chiesa, ma io starò qui e mi prenderò cura di lei fino alla fine della Messa. Allora tu potrai condurre qui qualcuno che l’aiuti. Fratellino, prendi questa monetina e deponila sull’altare: è la mia offerta per il Bambino Gesù. Su, ora, corri!”.
 ♦ E mentre il bambino si avviava verso la chiesa, Pietro strinse gli occhi per trattenere le lacrime di delusione che gli rigavano le guance. Poi passò un braccio dietro al capo della povera donna che si lamentava debolmente e cercò di sorriderle: “Coraggio, signora, tra poco arriverà qualcuno”.
 ♦ Nella grande chiesa, la funzione di quella vigilia di Natale fu più splendida che mai. L’organo suonò e i fedeli cantarono e, alla fine della funzione, poveri e ricchi avanzarono orgogliosamente verso l’altare per offrire i loro doni. A poco a poco, sull’altare, si accumularono oggetti splendidi d’oro, d’argento e d’avorio intarsiato; dolci elaborati nei modi più impensati; stoffe dipinte e broccati…. ma le campane non suonavano.
Qualcuno cominciò a dubitare che quelle strane campane non avessero mai suonato. “Forse si sono bloccate per sempre!” sosteneva qualche altro.
 ♦ La processione delle offerte era terminata e il coro stava per iniziare l’inno di chiusura, quando all’improvviso l’organista smise di suonare come paralizzato, perché d’un tratto, dalla cima della torre, si era levato il dolce suono delle campane che fluttuava nell’aria, riempiendola di festosa sonorità. Era il suono più angelico e piacevole che si fosse mai udito.
La folla restò eccitata e silenziosa. Poi, tutti insieme, si alzarono volgendo gli occhi all’altare per vedere quale meraviglioso dono aveva finalmente risvegliato le campane dal loro lungo silenzio. Ma non videro altro che la figura del fratellino Nicola che silenziosamente era scivolato lungo la navata per deporre sull’altare la monetina di Pietro.

Breve preghiera
Squarcia il cielo e scendi, o Signore: tu sei presente in ogni fratello che incontro; anche se sei coperto di sudiciume, anche se vieni da un paese straniero: tu sei il benvenuto nel mio cuore. Anche se sei solo. Anche se piangi, io ti riconoscerò e il mio cuore sarà nella gioia.

Dio non guarda all'oro e all'argento che puoi offrire, perché più importante di tutto è rimane sempre l'amore. Anche in famiglia metti sempre amore in quello che fai, e Dio suonerà per te le campane della felicità. - Buona Festa della Santa Famiglia!
Dio non guarda all’oro e all’argento che puoi offrire, perché più importante di tutto è rimane sempre l’amore. Anche in famiglia metti sempre amore in quello che fai, e Dio suonerà per te le campane della felicità. – Buon Natale a tutti; felicità e pace a tutte le famiglie!

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