Le risposte al presidente Pugliese

I primi a intervenire sono Arena e D’Agostino.

Il consigliere del “Gruppo Misto” richiama la maggioranza ai propri compiti.

Francescantonio Arena, consigliere comunale del "Gruppo misto" ex Passione Tropea - foto Libertino
Francescantonio Arena, consigliere comunale del “Gruppo misto” ex Passione Tropea – foto Libertino

L’intervento di Arena

Francescantonio Arena, consigliere comunale del “Gruppo misto” ex Passione Tropea, e Sandro D’Agostino, già delegato alla Cultura quando sindaco era Adolfo Repice, intervengono per primi a commentare le dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale. “Ho letto in ritardo – scrive Arena – e con stupore quanto scritto dal Presidente del Consiglio Comunale Avv. Massimo Pugliese; con stupore perché conoscendolo come persona riservata e razionale mi ha sorpreso il senso di quanto in quell’articolo Egli dà alla questione che tratta”. Arena, ripercorrendo le dichiarazioni di Pugliese, si rivolge al presidente del Consiglio con parole critiche: “Mi permetto – scrive -, caro Massimo, di ricordarti che tu e la compagine che autorevolmente rappresenti, avete l’onere di fornire a noi tutti risposte, ripeto, risposte e non più domande, quelle avete finito di fare nel momento in cui è divenuta esecutiva la ormai famosa sentenza del Consiglio di Stato. Fatti fuori gli infedeli dal tempio, adesso vi tocca. Vi tocca dare risposte ai vostri elettori, ai quali non importa se a votarvi sia stato il 50,01% degli aventi diritto al voto, risposte a quei cittadini che pur non avendovi votato rimangono dignitosamente Tropeani ed in quanto tali legittimati ad esigere risposte, non scuse, né alibi. Ai quali, specialmente in questo momento, non interessa da chi, ma per che cosa!”
Rivolgendosi invece a tutta l’amministrazione, Arena chiede: “Quali iniziative avete assunto circa la riorganizzazione degli uffici e del Personale? Cosa può aver determinato scarso senso di collaborazione e demotivazione nel Personale? Forse qualcosa a che fare con promesse disattese, con purghe e licenziamenti, promozioni ed improvvise destituzioni? Come è possibile e credibile auspicare benevolenza dagli Enti Regione e Provincia, quando per il tramite del vostro Capo Gruppo avete per mesi investito alcuni loro autorevoli esponenti con catilinarie di ogni specie?”. Infine il consigliere del gruppo misto si chiede “Come usciremo da questa situazione? Cosa usciremo e con quali mezzi dall’emergenza “edilizia scolastica”? Cosa faremo delle nostre spiagge? Caso faremo dei nostri impianti sportivi?
Cosa direte a quei cittadini che oramai rassegnati, stanno rispolverando la valigia. Cosa direte a quegli operatori turistici che strenuamente lottano per difendere il reddito dei propri dipendenti. Cosa sarà della nostra magnifica Cittadina se invece di inseguire ogni giorno un nemico non rincorrerete un sogno, un’ idea?
Il nostro Sindaco giorni fa ha detto di un metro e della necessità di testarlo prima su se stessi, bene, ma che fine ha fatto quel metro? Forse è unico ed è finito in mani sbagliate, forse di chi pensa che associato ad una forbice sia un formidabile strumento di persuasione”.

Sandro D'Agostino - foto Libertino
Sandro D’Agostino – foto Libertino

La proposta di D’Agostino


Per D’Agostino, “il Presidente del Consiglio si appella alle forze politiche ed ai cittadini per il bene di Tropea.
Il richiamo all’impegno di tutti mi consente di offrire il mio modesto contributo alla discussione. Lui cita la migliore democrazia cristiana (De Gasperi) ma parla come la peggiore. Parla e non dice niente. Si professa indipendente e “super partes” ma il Prefetto lo censura perché non convoca il consiglio comunale a richiesta della minoranza. Non fa proposte concrete: il “volemose bene” in cui si traduce il suo appello ha la mente e le gambe corte. Le premesse non depongono bene e qualsiasi consigliere rispedirebbe in malo modo l’appello al mittente. Se le sue buone intenzioni sono vere dovrà aprire la strada a proposte concrete”.
L’ex consigliere è convinto che servirebbero “due commissioni consiliari per due emergenze trascurate. Il Porto di Tropea su cui l’amministrazione non ha ancora dichiarato apertamente l’obiettivo che sta perseguendo. Gestione dei rifiuti e della depurazione. Visti i due problemi globalmente potremmo definirli come la pianificazione necessaria per poter seriamente parlare del turismo del prossimo decennio”.
Ma D’Agostino è anche convinto che “l’emergenza è soprattutto politica”, perché “i partiti a Tropea sono inesistenti, proliferano forme disorganizzate di proposte partecipative. Penso alle macerie del gruppo di Pubblicamente, ai ragazzi della protesta contro l’ospedale, al MGI che dovrà squarciare la rete di internet per calarsi nel contraddittorio del reale. Vi è poi una moltitudine di persone perbene che osserva in silenzio alla ricerca di una progetto serio da partecipare. Il mio messaggio è dalla protesta alla proposta”.
E quindi, venendo alla proposta, D’Agostino si appella alla maggioranza, che “in politica ha il compito di realizzare e assumersi responsabilità. La Presidenza del consiglio comunale è una istituzione autonoma. La scelta per il Presidente è fra l’irrilevanza o il protagonismo, fra essere ridicolizzato per il mero ossequio alle volontà di chi lo ha nominato o essere il propulsore di quello slancio che manca all’attuale amministrazione. Potrebbe non essere solo. Penso a chi fino ad oggi è stato costretto all’anonimato: i consiglieri Lo Scalzo e Scalfari. Potrebbe allargare il confronto con i consiglieri Padula ed Arena  e successivamente a quelle forme disarticolate di partecipazione che manifestano il bisogno di politica”.
La sua non vuole quindi essere “una proposta di omologazione, né è pensabile che io abbia i super-poteri per creare surrettiziamente un fronte di opposizione al governo cittadino, né ho in mente la liquidazione di Passione Tropea che rappresenta l’unica vera novità degli ultimi vent’anni di politica tropeana e a cui rivendico appartenenza. Io parlo di fatti, immagino prima dell’estate una giornata di proposta politica organizzata dalla Presidenza del Consiglio comunale che abbia la prospettiva di opporsi alla consolidazione di un sistema di scontro permanente. Se l’esperimento riesce, a settembre si dovrà lavorare per contrapporre all’attuale sistema monolitico di bassa politica quello delle idee e delle proposte in conflitto. Non si tratta di stare tutti insieme – e ripeto che non chiedo di fare uno sgambetto al governo cittadino – la proposta è di stare consapevolmente gli uni contro gli altri ma in nome di differenti progetti politici. Oggi lo scontro è totale e fra due blocchi contrapposti. La vera sconfitta è la città piombata in un degrado preoccupante”.
D’Agostino crede che la sua non sia “una proposta per pochi e non è buona per chi alla ricerca di un tornaconto personale.  Confido poco – conclude – nell’accoglimento della mia proposta. Da un lato c’è Vallone, che ti assegna un ruolo – anche la Presidenza del Consiglio comunale – che puoi esercitare più o meno bene, purché rispetti le sue regole. Dall’altro c’è la politica che richiede coraggio. E il coraggio se non lo hai è inutile pensare che qualcuno te lo possa prestare”.

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