Legambiente lancia l’allarme

“Rischiamo di finire come Napoli”

La situazione della raccolta rifiuti aggravata dalla mancanza di una discarica. Segna il passo la differenziata. Dal 30 giugno competenze alla Provincia

Per la provincia di Vibo Valentia, c’è il rischio di vivere la stessa emergenza rifiuti della Campania. E’ quanto è emerso a Tropea, nell’incontro pubblico promosso da Legambiente Calabria e Corepla, che ieri hanno dato inizio al programma calabrese di Goletta Verde 2008. Una settimana di appuntamenti volti all’”Informazione e alla sensibilizzazione ambientale in Calabria”. Già dal primo incontro, i dati forniti sulla gestione dei rifiuti nel territorio calabrese e, soprattutto, in quello provinciale, sono decisamente allarmanti. Consapevoli che la Calabria si trova tra le ultime regioni d’Italia nella gestire della differenziata, il vibonese lo è ancora di meno. Lo scorso anno, con dati alla mano, i rifiuti differenziati della provincia hanno raggiunto solo il 13 %. Una percentuale che ci pone anni luce lontano dalla soglia del 45%, imposto dalla normativa vigente in materia. Passando ai numeri assoluti, ci si accorge di quanto ancora bisogna lavorare. Perché nel 2007, sono stati raccolti e differenziati 312 tonnellate effettive. Le previsioni, però, sono decisamente migliori, anche se si parla solo in teoria. Ad aprile 2008, infatti, i dati in proiezione prevedono una raccolta di ben 480 tonnellate. Ovviamente, si è fatto i conti senza l’oste, dato che prima di qualunque previsione bisogna capire quali saranno le sorti della Proserpina, gestore unico per i 51 comuni vibonesi. “Verrebbe a mancare un tassello importante – spiegano da Legambiente – che può essere, certamente, sostituito ma, dato che siamo ormai in estate, si rischierebbe di vivere una stagione turistica decisamente disastrosa”. Basti pensare all’aumento della popolazione e quindi dei rifiuti da gestire.Passando, poi, alla raccolta indifferenziata, la situazione non è certo più rosea. Per scelte politiche, datate 2002, il territorio vibonese, viste le sue importanti ricchezze paesaggistiche, non è dotato di una discarica di servizio ma è risaputo appoggiarsi al sito lametino. Anche qui, come per la differenziata, sembra un cane che si morde la coda. Perchè la Regione che, all’epoca del Commissariamento ai rifiuti diede l’appalto alla ditta di Lamezia, pare non pagarne la gestione. E ovviamente, a torto o a ragione, c’è la serio minaccia di chiusura cancelli per i camion vibonesi. Quindi, da qualunque parte la guardiamo, si rischia di saltare da un momento all’altro. Se poi si pensa che il 30 giugno è ormai vicino, ci si pone dei forti interrogativi. In questa data finisce l’era Commissione straordinaria rifiuti in Calabria. E ci sarà il definitivo passaggio della gestione alle province. Significa, praticamente, che si avranno diciotto mesi di tempo per costituire e fare funzionare i tanto attesi ATO, con tutto quello che ne consegue. Quindi, calcolo economico della gestione, siti idonei per i rifiuti e bando per trovare la ditta a cui affidare un lavoro del valore economico di circa 60 milioni di euro.

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