L’esportazione della cipolla di Tropea nel dopoguerra (1945/1970)

Un libro fa riemergere dal passato le memorie di una Tropea che non c’è più

Cipolla (40)
Alla fine dell’ultima guerra, nell’aprile del 1945, le condizioni economiche della Calabria e dell’intero Paese erano drammatiche sotto ogni aspetto e, in particolare, la carenza di viveri continuava a determinare gravi turbamenti nell’ordine pubblico. Per fronteggiare tale situazione gli anglo-americani, nostri nuovi alleati, avevano dovuto sollecitare l’invio dall’America di forniture urgenti di grano, farina, carbone e di altri generi di prima necessità. L’esportazione negli S.U della cipolla rossa di Tropea che, negli anni Trenta del Novecento, aveva prodotto effetti positivi sull’intera economia del Circondario tropeano, era ancora ferma non solo per la guerra, ma anche per le limitazioni imposte dagli anglo-americani al nostro commercio estero. Soltanto nel 1946, la Commissione di Controllo Alleata (A.C.C.), che sovrintendeva al rispetto delle clausole dell’armistizio (8 settembre 1943), consente la ripresa degli scambi commerciali tra l’Italia e gli S.U., per cui può riprendere anche l’esportazione della cipolla rossa di Tropea che, anzi, acquista nuovo vigore, agevolata dal ricordo positivo rimasto ancora vivo tra i consumatori americani di questo prodotto. Nello stesso tempo, la richiesta di cipolla di Tropea da parte dei mercati europei e di quelli italiani aumenta notevolmente rispetto agli anni precedenti la guerra, determinando un incremento della produzione nelle zone tradizionali e l’estensione della coltivazione di cipolla rossa anche ad altre zone, come la fascia costiera tra Amantea, Campora S. Giovanni e Gizzeria e in alcune zone interne come Nicastro, Francavilla Angitola e Girifalco. Le produzioni di Tropea e Parghelia rimangono sempre tra le più ricercate; quelle di Briatico e Zambrone restano ai primi posti, specie per la cipolla “tardiva”, mentre le coltivazioni di Ricadi tra S. Domenica e Capo Vaticano per il clima più temperato, riescono ad anticipare i tempi (metà aprile) di maturazione della “primizia”, conquistando la supremazia nel mercato. Mentre si annunciano i primi investimenti nel settore turistico, il commercio della cipolla rossa torna ad essere, come nel periodo precedente la guerra, il motore principale dell’economia del circondario di Tropea e delle nuove zone di coltivazione.
In questo dopoguerra, il numero dei commercianti ed esportatori oltre ad aumentare in misura notevole si arricchisce di nuove figure come i “fornitori” che, provenienti dal mondo contadino, oltre alla coltivazione provvedono anche alla lavorazione della cipolla di Tropea, per poi venderla agli esportatori. Il nuovo quadro di “Operatori commerciali” nel settore della cipolla risulta composto: a Parghelia dalla ditta Francesco Vita; da Domenico Grillo; Benito Sambiase; a Pizzo Calabro da Antonio Caridà- Giuseppe Arena- Franco Cretella in società con Salvatore Veltri di Campora S. Giovanni e Mario Fattori proveniente da Bologna; a Tropea dai fratelli Pasquale e Giuseppe Filardi in società con Angiò; da Italo Pistolesi proveniente da Bagnara Calabra; Francesco Lorenzo; Saverio Pantano; Girolamo Furchì; dai fratelli Vincenzo e Gregorio Riso; Francesco Mamone, dai fratelli Antonio e Saso Pensabene; Carlo Laria e figlio Pino in società con Antonio Davola; Attilio Simonelli e Pasquale Libertino; a Ricadi dai fratelli Carmelo e Giuseppe Cormaci; Serafino Pantano e figli; Girolamo Pontoriero; Antonio Laria; Girolamo Giuliano; Domenico Artese; Francesco Caronte; Gennaro Petracca; Pasquale Adilardi e Carlo Tranfo; Agostino Spanò. A Zambrone e Briatico: da Pasquale Francica; Iconio Grillo; Carlo Muggeri in società con Alfonso Iannello; Luigi Mazzeo; Domenico Pontoriero; Alfonso Anile; Giuseppe Alibrandi e figli.

Il numero dei commercianti
ed esportatori, oltre ad aumentare
in misura notevole, si arricchisce
di nuove figure come i “fornitori”.

A questi operatori locali si devono aggiungere le ditte esportatrici coma la Saipa dei fratelli Vilardi di Reggio Calabria e la ditta Ciasky e Malavasi, che in occasione della campagna della cipolla di Tropea si trasferivano nella zona acquistando la cipolla “a carro completo”, secondo il gergo del tempo, per esportarla a loro nome. Un quadro ricco di presenze, che testimoniava l’importanza economica esercitata nel Circondario dalla cipolla rossa di Tropea.

Sommario

Presentazione
Il 12 agosto presentazione del il libro del concittadino Pino Vita
(di A. Sambiase)

Riassunto
“La treccia rossa”, la storia della cipolla di Tropea
(di S. Libertino)

Tematiche
1. Piazza Vittorio Veneto e la storia della cipolla rossa

2. Storia del commercio della cipolla rossa

3. L’esportazione della cipolla negli U.S. e la cesta di Bagnara

4. Cipolla tra storia e leggende: da dove è arrivato il seme?

5. L’esportazione della cipolla di Tropea nel dopoguerra (1945/1970)

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