Lettera aperta del Consigliere Comunale Dott. Antonio Bretti

Riceviamo e pubblichiamo

L’intervento in Consiglio Comunale del 15.05.2015 del Consigliere Bretti

Antonio Bretti - foto Libertino
Antonio Bretti – foto Libertino

Sig. Sindaco,

Dopo aver assistito alle esternazioni, dalla più critica alla più affettuosa, di Amministratori, amici e semplici Cittadini a proposito della vicenda della mia esclusione dall’Esecutivo del Comune di Tropea ed aver preso nota delle comunicazioni apparse sulla stampa, ritengo doveroso oggi, in questa sede, per come mi ero fin da subito ripromesso, svolgere un servizio di chiarezza e verità su quanto in realtà accaduto.
Intorno alla metà del mese di dicembre 2014, nella mia qualità di Assessore al Turismo, Eventi e Spettacoli, vengo informato da diversi Cittadini che, come ormai da tradizione, in data 01.01.2015, alle ore 11,00, si sarebbe iniziato il nuovo anno con un bagno augurale nello specchio d’acqua antistante il Santuario Madonna dell’Isola. Costoro, si trattava infatti di un discreto numero di Cittadini che operano e vivono liberamente in città, non hanno richiesto sostegno economico né logistico, hanno semplicemente evidenziato, con entusiasmo, la rilevanza di tale iniziativa, peraltro comune a molte città di mare.
A seguito di ciò, ed avendo ritenuto vi fosse l’opportunità di valorizzare positivamente e senza oneri l’immagine di Tropea, mi sono preoccupato di inviare in data 23.12.2014 una pec istituzionale, inserita in copia anche nella Sua cartella di posta, alla Rai, informandola dell’iniziativa. Più precisamente ho scritto quanto segue: “ con la presente si porta a conoscenza che, in data 01.01.2015, alle ore 11,00, come da tradizione ormai consolidata, un gruppo di cittadini, uniti a turisti presenti in città, effettueranno un bagno ben augurale per salutare l’inizio del nuovo anno nelle acque antistanti il Santuario Madonna dell’Isola. Considerando che questo tipo di manifestazioni trovano da sempre spazio nei vari servizi televisivi RAI, si richiede la vostra cortese e gradita presenza, sicuri che ciò possa essere veicolo pubblicitario per la promozione turistica di Tropea. ” … Per come detto, pertanto, si è potuto evincere che la manifestazione si è svolta anche negli anni precedenti, che chiunque avrebbe potuto partecipare sia esso residente o turista, che il luogo è notoriamente “pubblico” e che lo scopo è la promozione turistica di Tropea.
Per quanto mi riguarda, non vi è stato altro. Non solo, ma non avendo ricevuto risposta alcuna dalla Rai, ho pensato che la mia richiesta non avesse avuto alcun seguito. Invece alle ore 11,08 dell’ 01.01.2015 (dopo, cioè, l’orario di inizio previsto), avendo fatto tardi, come tutti, per la notte di San Silvestro, mi trovavo ancora a casa, quando ricevo la telefonata del Presidente del Consiglio Comunale Avv. Sandro D’agostino, che era insieme al Vice Sindaco Dott. Domenico Tropeano, il quale mi informava che in città c’era la Rai per riprendere i tuffi augurali e che quindi era necessaria la mia presenza in quanto Assessore al Turismo.
In tutta fretta, mi sono preparato, ho prelevato una bottiglia di spumante dalla mia dispensa e mi sono recato sul posto dove, in effetti, c’erano il Vice Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale, alcune persone pronte ad effettuare il tuffo, un drappello di curiosi e, ovviamente, la Tv nazionale con la sua inviata. Tra l’altro, prima del mio arrivo, la Rai, ad opera della giornalista Karen Sarlo, nella sua totale discrezionalità e libera determinazione, aveva già provveduto ad intervistare alcuni tra i bagnanti coinvolti. La manifestazione, comunque sia, ha avuto luogo ed è durata complessivamente circa dieci minuti. E’ altresì utile aggiungere che i due colleghi Amministratori, il Vice Sindaco ed il Presidente del Consiglio, subito dopo il mio arrivo mi hanno comunicato che si sarebbero allontanati, l’uno perché in partenza per Malta, l’altro in relazione ad altro impegno. Nessun cenno ad eventuali anomalie o questioni che avrebbero potuto consigliare una presa di distanze dall’iniziativa o un danno di immagine per la Città.
Fatto sta che, nella stessa giornata, la manifestazione, con accenti entusiastici ed oggettivamente promozionali, ha trovato risalto nel Tg1, Tg2 e Tg3, mentre il giorno successivo è stata positivamente riportata in Gazzetta del Sud. Non si ha notizia di altri reportages giornalistici.
Insomma, come da me auspicato ed in linea con la funzione di Assessore al Turismo, Eventi e Spettacoli la Città di Tropea aveva ottenuto una promozione diffusa e gratuita sull’intero territorio nazionale.
Questi i fatti. Gli esiti, rispetto ai fatti, sono assolutamente allucinanti. Ecco le sequenze:
a) Prima, convocato d’urgenza dal capogruppo, “su richiesta del Vice Sindaco”, per il giorno 04.01.2015, vengo pressato dalla S.V. e da tutta la maggioranza a presentare le mie dimissioni. Occorre premettere che, in seno a tale riunione, il Vice Sindaco segnalò preventivamente di essere stato sentito dai Carabinieri in merito alla vicenda dei tuffi. Da quanto esposto dal Vice Sindaco, la S.V. e tutto il gruppo ne ha concluso che le mie dimissioni costituivano un passaggio obbligato, per dare conto alle “Autorità”.
b) Quindi, dopo il mio rifiuto, poiché secondo me rassegnare le dimissioni sarebbe apparso come ammissione di una colpa inesistente, ricevevo il decreto N° 01 del 05.01.2015 con il quale sono stato da Lei rimosso dalla carica di Assessore, non tanto in relazione all’episodio del bagno augurale, quanto per questioni più strettamente politiche, dovute ad una mia asserita ostilità rispetto agli indirizzi politici dati, nonché al criterio della collegialità. Inoltre, nel decreto ha inteso evocare: “ Atteso che i fatti rilevati dagli organi di stampa in apertura del corrente anno vengono ritenuti lesivi della buona immagine dell’Ente a causa del comportamento assunto individualmente dall’Assessore Bretti Antonio; ” E’ utile però osservare che, fino a quella data, le notizie giornalistiche, sia televisive che su carta stampata, contenevano informazioni esclusivamente entusiastiche sull’avvenimento.
c) A seguire, in data 06 ed 08 gennaio 2015, la giornalista Viviana Mazzocca della Gazzetta del Sud, confermando peraltro la positività della manifestazione, dava conto della mia rimozione e ricostruiva la vicenda, scrivendo che il Presidente del Consiglio ed il Vice Sindaco, per come da loro stessi affermato in un secondo momento, avevano abbandonato la manifestazione al solo scopo di evitare coinvolgimenti in un contesto contaminato.
d) Ad ogni modo, quale conseguenza della presa di posizione della S.V. e dei due Rappresentanti Istituzionali di cui sopra, è aperta una incredibile e terribile gogna mediatica nei miei confronti, che è giunta addirittura, in una striscia del “ Corriere della Calabria online ” del 07.01.2015, testata autorevolissima e molto letta in Calabria, alla seguente titolazione: “ Tropea, revocato incarico ad Assessore vicino al clan La Rosa, “ con tanto di mia foto in primissima evidenza, articolo poi ripreso e riproposto da importanti testate nazionali quali “ il Mattino di Napoli ” ed “ il Messaggero di Roma ”.
e) In data 09.01.2015, viene divulgato un Suo comunicato, nel quale la motivazione della revoca viene ribaltata e raccordata, esclusivamente, all’episodio del 01.01 2015,… “in cui, il Prof. Bretti…, ritengo inconsapevolmente, si è trovato in una situazione contingente che avrebbe dovuto comunque evitare “….. rimane il mistero di come avrei potuto evitare una situazione di cui, come Lei stesso riferisce, non ero consapevole e che i colleghi Amministratori presenti si sono ben guardati dal segnalarmi”
A questo punto, come era ovvio, attesa la mia posizione di Rappresentante Istituzionale, non solo Comunale, ma anche Provinciale, ho ravvisato la necessità di recarmi da S.E. il Prefetto, per rendicontare di quanto accaduto e rendere la disponibilità a rassegnare le mie dimissioni da tutti gli incarichi pubblici, ove fosse emerso una sola briciola di responsabilità a mio carico. Ciò, tra l’altro, anche in relazione, caro Sindaco, alle Sue parole, che mi hanno procurato grande amarezza in rapporto alla mia ben nota sensibilità verso i temi della legalità e della correttezza Istituzionale, visto il Suo ripetuto dire: “ questo atto è stato da me fatto per dare conto alle Autorità” facendo quindi intendere vi fosse una precisa richiesta delle Autorità circa le mie dimissioni cosa invece seccamente smentita da tutte le “vere” Autorità con le quali immediatamente mi sono rapportato e mi riferisco, in particolare, a S.E. il Prefetto ed al Capitano dei Carabinieri.
E’ evidente che, al cospetto di quanto accaduto, non è più possibile tacere poichè:
Primo: Le persone che mi hanno informato della manifestazione, sono persone libere, che operano liberamente in città e che, nel caso di specie, si sono limitate a veicolare una libera, spontanea, ormai tradizionale e, a mio parere, simpatica manifestazione di costume, perfettamente coerente alla tradizione marinara e natatoria di Tropea. La circostanza che una delle stesse abbia avuto precedenti penali, non ha, non può, e assolutamente non deve assumere valore discriminante, in presenza di un evento perfettamente legittimo e di iniziativa popolare. Soprattutto, tale elemento discriminante non può provenire dall’Istituzione Pubblica che, al contrario, ha il compito di includere ed integrare, nel rispetto della legge.
Secondo: Sul piano politico-amministrativo non ho concorso in alcun modo ad organizzare la manifestazione, peraltro di matrice spontanea e quindi non richiedente alcuna organizzazione. Mi sono solo limitato, in data 23.12.2014, ad informare la Rai, poiché, come è stato, mi sembrava vi fossero le condizioni per ottenere un ottimo ritorno pubblicitario per la mia Città. Punto! Nessun altro intervento è a me riconducibile, né alcuna diversa sollecitazione è venuta dai predetti Cittadini. Magari è utile ribadire che quella mia pec alla Rai è stata alla S.V. resa disponibile immediatamente nella Sua cartella di posta giornaliera.
Terzo. Le prese di posizioni del Presidente del Consiglio Comunale e del Vice Sindaco, come ricostruite dalla Gazzetta e, comunque, riferitemi in occasione della mia convocazione d’urgenza, sono, nella migliore delle ipotesi, avventate. Sono stati loro a chiamarmi alle ore 11,08 per informarmi della presenza della Rai e sono stati loro a presidiare la situazione in attesa del mio arrivo. Ma v’è di più, quando ci siamo incontrati sul posto, non mi hanno palesato alcuna situazione di allarme, sospetto o semplice imbarazzo, mi hanno invece informato che si sarebbero allontanati, l’uno perché in partenza per Malta, l’altro per la coincidenza di altro impegno.
Quarto. E’, alla luce di quanto detto, intollerabile che i vertici dell’Amministrazione Civica, che sono tenuti, in termini di sobrietà e dignità, ad un comportamento consono al loro status, abbiano così radicalmente mutato il quadro, spiegando il loro anticipato allontanamento con la volontà di non essere coinvolti in una vicenda sospetta. Non è vero, e qualora lo fosse, sarebbe ancora più grave. Ed infatti, ammesso che avessero subodorato una situazione di ambiguità o pericolo per l’ordine pubblico o per l’immagine dell’Ente, occorrerebbe domandar loro: Perchè non hanno messo al corrente della situazione l’Assessore al Turismo, come loro presente? Perché hanno silenziato la loro coscienza anche nei confronti della Rai, che stava svolgendo un servizio pubblico e che, peraltro, sarebbe andata in onda in differita, con tutto il tempo cioè per decidere se cambiare o annullare il servizio? Perché, nella loro qualità di Amministratori pubblici, non hanno ritenuto di informare dei loro dubbi il Sindaco, quantomeno allo scopo di consentire uno smarcamento “politico” dall’iniziativa? Perché, in quanto Pubblici Ufficiali, non hanno informato i Carabinieri, ove avessero ravvisato anomalie, reati o situazioni illecite? Ma, su tutto, un cruccio arrovella la mia coscienza: Come è spiegabile, se fosse vero quanto hanno in un secondo momento asserito, che due colleghi, con cui si sono condivise azioni, dibattiti ed anche contrarietà, possano aver eluso il dovere, morale e personale, di avvertirmi delle insidie incombenti, esponendomi a ricatti e reazioni perfettamente prevedibili? Se così fosse, ma certamente non è, costoro sarebbero ignobilmente immeritevoli di considerazione e privi di qualunque senso di responsabilità, oltre che di umanità. Di più, gli unici meritevoli di ricevere il decreto di rimozione sarebbero costoro, per evidente inadeguatezza rispetto alla funzione istituzionale.
La verità è che, in tutta questa vicenda, nulla regge. A partire dalla storia raccontata, che non presenta, oggettivamente, alcun elemento di anomalia, per come tra l’altro ampiamente asserito dalle Autorità. A finire al meccanismo innescato dall’Amministrazione dalla S.V. guidata, intriso di ipocrisie e non velate ambiguità, dalle quali sono scaturite inevitabili illazioni focalizzate sulla mia persona, sul mio decoro, sulla mia dignità, sulla mia storia personale di uomo onesto ed insospettabile. Valga, per tutte, la titolazione della testata “ Corriere della Calabria online ”, in cui si scrive, e lo ribadisco: “ Tropea, revocato incarico ad Assessore ritenuto vicino al clan La Rosa ”….. Tutto questo è inaccettabile, frutto inevitabile dell’incredibile e, si consenta, ottusa posizione assunta dalla S.V., che ha dato credito ad informazioni ed illazioni del tutto inesatte ed il fatto è ancora più grave se si pensa che nessuno meglio di Lei poteva avere consapevolezza di quanta dedizione, sacrificio, onestà e passione avessi messo io nello svolgere il ruolo di Assessore.
E così, attraverso la menzogna ed il pregiudizio, si è consentito il sacrificio, mediatico, etico e civico di una persona perbene, a premio di una vergognosa e falsa rappresentazione di verginità della Compagine Amministrativa. Non solo, ma si è preteso di ascrivere alle notizie degli organi di informazione che invece, sino alla data del provvedimento di rimozione, avevano riportato solo notizie entusiastiche, la nascita della situazione di allarme, mentre è stata l’improvvida iniziativa Sua, di Codesta Amministrazione e, evidentemente, l’indebita propagazione di informazioni che avrebbero meritato riserbo, ad avere, colpevolmente e volutamente, generato il tutto.
E tuttavia, caro Sindaco, compito di un’Amministrazione seria, composta di uomini capaci e soprattutto perbene, sarebbe stato, in primis, consegnarsi alla verità, con spirito libero e senza pregiudizio e, a seguire, difendere un suo uomo, piuttosto che gettarlo, come è stato, nella peggiore delle gogne mediatiche e nelle ancora più insidiose illazioni.
In tutto questo, rimane il rammarico di non aver potuto completare il servizio che avevo immaginato e, soprattutto, la sgradevole sensazione di aver affidato la mia trasparenza e la mia abnegazione a persone come Lei e la Sua maggioranza, nessuno escluso, che hanno dimostrato di non meritarla, di non avere dedizione, né il minimo scrupolo, né per la verità, né per la libertà, né per Tropea….. e mi riferisco, tra i tanti, anche a temi che avevamo inserito quali prioritari nell’agenda politico-amministrativa della Città e che languono disattesi, quali in particolare:
1) Rotazione dei vari Dirigenti in settori di particolare importanza al fine di creare le oggettive condizioni di trasparenza e legalità soprattutto nella gestione degli appalti…..
2) Completamento delle verifiche che hanno permesso, fino alla data odierna, di quantificare un ammanco dai conti correnti comunali di oltre 800.000,00 euro ……..
3) Rilancio del Porto di Tropea con il completamento degli ascensori prevedendo inoltre una verifica nei rapporti con la Società che oggi lo gestisce e facendo una valutazione sulla stessa figura del Presidente anche alla luce di quanto a Lei ed al Presidente del Consiglio scritto dalla dott.ssa Massara (ex Segretario Comunale) ……..
4) Rilancio del Turismo non solo attraverso l’impegno della facile e comoda “tassa di soggiorno” ma promuovendo progetti seri , magari anche a “costo zero”, che possano dare respiro ad una economia ormai al collasso, come ad esempio il collegamento veloce Tropea – Lipari mediante aliscafi …….
5) Continuare in quello che è il “metodo” ormai tracciato con l’acquisto di un palco per manifestazioni da 120 mq per 11.500,00 euro a fronte di quello che precedentemente era un fitto di 700,00 euro a serata…. con l’istallazione per 90,00 euro, più relativo consumo ovviamente, di un contatore Enel da 30 KW a fronte di quello che precedentemente era il fitto di un gruppo elettrogeno di 600,00 euro a serata….. con l’acquisto delle “luminarie Natalizie” per 11.000,00 euro a fronte di quello che precedentemente era il fitto di 10.000,00 euro all’anno …….
6) Assicurare al Comune di Tropea la concessione di finanziamenti pubblici, come sono stati richiesti e concessi i 35.000,00 euro dall’Assessorato Regionale al Turismo come contributo per le manifestazioni estive, e i 100.000,00 euro per l’emergenza idrica dal Dipartimento Lavori Pubblici della stessa Regione Calabria e non, al contrario, impegnare i soldi del bilancio ed in particolare della “tassa di soggiorno” in operazioni inutili o con costi esorbitanti …….
7) Mantenere i rapporti già tracciati con le varie Istituzioni, in particolar modo quelli con gli uffici Regionali, per dare continuità ai servizi richiesti e ottenuti per l’Estate 2014 e mi riferisco, in particolare, al servizio di collegamento della Città a Lamezia Terme e soprattutto al servizio navetta Tropea Centro – Tropea Mare……..
Potrei continuare ma penso che già questi pochi spunti dovrebbero rappresentare un importante viatico verso la linea della produttività, della trasparenza, della legalità, dell’essere e dell’apparire, tanto cara, nelle parole, a Lei Sindaco e a tutta la Sua maggioranza.
Tornando alla revoca delle deleghe, quando di una iniziativa che ha portato Tropea al Tg1 delle 13.30 (notoriamente il notiziario televisivo a maggiore impatto sull’opinione pubblica nazionale) il 1° gennaio, con una enorme valenza promozionale della Città, Lei parla di danno di immagine ed emette il decreto di revoca, viene spontaneo chiedersi come mai è stato così …“ intransigente ”, per non usare altro termine, per un episodio dove oggettivamente non vi era nulla di anomalo o di illegale e non lo è stato, e non lo è ancora oggi, in presenza di situazioni altrettanto oggettive, in negativo però, che hanno coinvolto invece altri Amministratori, anche alla luce di quella bellissima frase da Lei scritta nel comunicato del 09.01.2015 in cui dice testualmente: “ I tempi che viviamo, di per sé difficili, pericolosi e carichi di insidie, impongono agli amministratori comunali non solo di essere ma anche di apparire nell’espletamento delle funzioni e, quindi, anche nelle pubbliche manifestazioni, coerenti con i principi di legalità. A questa coerenza si è ispirata la maggioranza fin dalla presentazione della lista e a quel programma non è dato da di derogare “ ….. Caro Sindaco, coerente ai principi di legalità Antonio Bretti lo è da sempre, la storia personale e familiare nei piccoli paesi è di dominio pubblico, i giornali li leggiamo tutti , tutti sappiamo, siamo coscienti e consapevoli della storia, del vissuto, delle azioni e dei comportamenti di ogni singolo individuo e se mi posso permettere, senza offesa, guardi meno all’apparire e di più all’essere in quanto la forma è importante, ma la sostanza lo è ancor di più.
Ritengo doveroso, da parte mia, notiziare che circa 1000 Cittadini Tropeani hanno scritto sulla rete manifestandomi solidarietà e vicinanza per quanto, per esclusiva responsabilità Sua e dell’Amministrazione Civica, mi era capitato, ravvisando una palese e grave ingiustizia.
Concludo, fermo restando che, come ufficializzato in data 26.01.2015 al Presidente del Consiglio Comunale, nulla al mondo potrebbe convincermi a spendere un solo minuto in più del mio tempo politico e personale unitamente a Lei e alla coalizione da Lei guidata, dicendo che la mia soddisfazione, pur nell’amarezza di quanto mi avete riservato e prodotto, è data dalla straordinaria e sincera manifestazione di affetto, vicinanza e solidarietà manifestata fin da subito nei miei confronti da tantissimi Cittadini che ben si sono resi conto, conoscendo persone e fatti, di quanto accaduto, e soprattutto del perchè è accaduto.
Chiedo che questo mio intervento, di cui consegno immediatamente copia firmata al Segretario, venga allegato e pubblicato come parte integrante della Delibera dell’odierno Consiglio Comunale, nonché trasmesso a S.E. il Prefetto di Vibo Valentia.
Tropea, 15.05.2015

Consigliere Comunale Dott. Antonio Bretti

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