Lettera aperta dell’ASCOT

Ancora vittine!

Qui il più vuoto NULLA!

Ascot
Ascot

La notte tra giovedì e venerdì scorso qualcuno ha dato alle fiamme altri due esercizi pubblici. Dopo portoni privati, una pizzeria ed altre attività commerciali, l’altra notte è toccato alla pasticceria Tre Stelle di via 4 novembre e alla Residenza Il Barone, in centro storico.
Questa è la risposta più eloquente ed inequivoca di questa razza dannata e maledetta di persone che infestano la nostra terra costituendone un cancro.
Solo pochi giorni fa, per l’ennesima volta, ad una nostra richiesta di aiuto, le istituzioni ci avevano risposto che i danneggiamenti e gli attentati ci sono dovunque e che la presenza delle Forze dell’Ordine sul nostro territorio è stata ampliata.
Puntuale quanto non inaspettata è arrivata la conferma di quanto fossero giustificate le nostre preoccupazioni.
Ancora una volta, però, ad una nostra richiesta di aiuto, la risposta è stata fredda, distaccata, asetticamente burocratica, al limite dell’ottusità.
Sappiamo benissimo che non è la sola maggiore presenza delle Forze dell’Ordine che possa contrastare questi fenomeni ma, l’asserita intensificazione del controllo non è assolutamente percepita dalla popolazione. Purtroppo questa terra non vive la condizione che vivono altre regioni, per poter agire con tanta superficialità.
Qui una situazione di assoluta emergenza, che peraltro dura da decenni, vede ormai la più totale assuefazione da parte di tutti: da parte della popolazione, ormai rassegnata a subire ogni giorno decine di atti intimidatori; da parte delle Forze di Polizia, che non fanno che citare i propri risultati (talvolta brillanti ma non sufficienti!); da parte degli organi di informazione, per i quali quegli episodi non sono di grande interesse se non in ambito strettamente locale; e soprattutto da parte delle istituzioni, responsabili soprattutto a livello centrale.
Se, solo per una notte, quello che accade in questa regione succedesse in una qualunque regione del centro-nord, ci sarebbe una straordinaria esplosione mediatica ed una ripercussione di pari livello sul mondo politico. Qui il più vuoto NULLA!
Non sta a noi indicare le soluzioni. Abbiamo molte idee (che, inascoltati, abbiamo anche provato a proporre ad alcuni interlocutori istituzionali) ma ci sono fin troppi professionisti della sicurezza e della politica che devono indicare la strada, perché le soluzioni attuali non sono tali; sono evidentemente vecchie e comunque inefficaci.
Un’ultima riflessione: la parte buona di questa regione e di questo paese è perfettamente consapevole, oltre che dei problemi, anche delle responsabilità che noi stessi calabresi abbiamo; sappiamo dunque che occorreranno ancora decenni perché la nostra intera regione possa avvicinarsi a livelli di civiltà che già da tempo appartengono ad altre aree del nostro Paese. Nel tempo necessario per questo lungo e molto difficile percorso, occorre che “qualcuno” forte, nuovo, giovane e coraggioso, permetta alla gente per bene di vivere al riparo da queste aggressioni quotidiane, selvagge e sempre più inaccettabili e che abbia la forza e il coraggio di scuotere finalmente uno Stato che appare sempre disattento e non curante della nostra lontana realtà. Occorre che qualcuno delle istituzioni, anche a livello centrale, trovi finalmente il coraggio di dire “siamo tutti bravi, ma quello che stiamo facendo ogni giorno NON è sufficiente!”.
Nelle occasioni pubbliche non si può sempre e soltanto celebrare se stessi ed i propri risultati, se la vita dei singoli, da decenni, non ne trae beneficio.
Perché soltanto se a bruciare è l’auto di un giudice o di un’altra autorità il problema è affrontato con decisione anche dalle forze politiche?
E comunque, sicuramente in questo momento così importante per l’economia cittadina, sarebbe importante percepire maggiormente la presenza almeno di quelle istituzioni locali che dovrebbe amministrare questa città.
Per concludere, il nostro più sentito abbraccio va a Pasquale Mazzitelli e a Roberto Mesiano, titolari delle attività commerciali andate in fiamme, le vittime più recenti ma anche a tutti i titolari di attività commerciali che negli ultimi anni hanno subito analoghi attentati.
Ancora una volta, con il coraggio delle idee e con un idealismo del quale, in questa situazione, andiamo fieri, continuiamo ad alzare la voce sperando che qualcuno, oltre a sentire, trovi anche la voglia di ascoltare ed il desiderio di sentirsi degno del proprio ruolo.
A proposito, buone vacanze!

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