Lo sguardo della Madre

In cattedrale la cerimonia di ringraziamento

Un invito continuo a diventare persone “nuove”

Lo sguardo materno della Madonna di Romania

Ieri, 27 febbraio alle ore 18,00, nella cattedrale di Tropea, sotto lo sguardo materno della Madonna di Romania, si è svolta la sentita celebrazione religiosa di ringraziamento per la protezione dimostrata da Lei nella tremenda esplosione del bar Casino Royal del 19 u.s.La cerimonia religiosa è stata presieduta da don Ignazio Toraldo a cui si sono affiancati altri cinque concelebranti. I fedeli si sono stretti attorno agli scampati al terribile evento, che è stato rievocato – in forma di esperienza personale – dalle parole semplici di Nicoletta (4a elementare) che alla fine del suo intervento ha ringraziato la “Mamma speciale” per la protezione.
Durante la celebrazione, nella chiesa, che si andava man mano riempiendo, risuonavano le voci argentine dei bambini, compagni di Nicoletta, alla quale hanno fatto sentire affetto e solidarietà.
Don Ignazio Toraldo ha rievocato alcuni interventi di protezione della Madonna: nel 1943 una grossa bomba, sganciata da un aereo di guerra americano, è rimasta inesplosa: la si può ancora osservare nei pressi del portone d’ingresso della chiesa; e poi la protezione nei vari terremoti per risalire a quello del 27 marzo 1638, che ha indotto i tropeani a ritrovarsi ogni 27 del mese per porgere preghiere e suppliche alla Madre del cielo.

La cattedrale di Tropea - foto Brugnano

Il sacerdote, durante l’omelia, ha invitato la cittadinanza a trasformare questo ringraziamento in rinnovamento di vita, seguendo lo spirito quaresimale. Innanzitutto il sentirci tutti una famiglia, in cui ci si vuole bene e ci si aiuta. Quindi la convinzione e la pratica della legalità a tutti i livelli: non si può puntare il dito accusatorio verso gli altri se ognuno, a cominciare da se stesso, non si decide a volere, ricercare e favorire le forme della legalità, la quale diventa per tutti garanzia di bene. E poi, non ci si può fermare al raggiungimento del singolo bene personale, ma occorre ricercare insieme il bene comune, che non è la somma dei nostri “beni personali” ma un’area di valori fondamentali e fondanti della nostra umanità: è “l’uomo” il punto di convergenza del bene comune; e per questo occorre superare ogni forma di egoismo.
Personalmente, ho partecipato alla cerimonia con sentimenti contrastanti: un senso di gioia per la spontanea solidarietà dimostrata subito dai bambini, come è stato riportato anche sulle pagine di questo web giornale… e nello stesso tempo, un senso di amarezza e di perplessità nel venire a conoscenza che i nostri fratelli, danneggiati gravemente dall’esplosione, fanno fatica a trovare una casa (è in vista la stagione turistica)… Forse (e senza forse) dobbiamo imparare dai bambini ad essere “istintivamente” solidali.
Lo sguardo della Madonna, a cui tutti ci siamo rivolti con gratitudine, sembrava dirci ancora: “Fate quello che il mio Figlio vi dice!”

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