Luca e Sedeki, amicizia speciale

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

282a-amiciziaLuca e Sedeki: un’amicizia speciale.

Ci sono incontri che cambiano la vita. Come quello tra Luca Picariello e Sedeki, un ragazzo ruandese disabile, che è diventato più che un amico: quasi un fratello adottivo. Ecco la bella storia di un giovane profugo ruandese disabile accolto da un ragazzo del Nord Italia:  il suo sorriso non cela mai tristezza, è vero, è puro, è uno stile di vita.

Luca, 30 anni, impiegato al patronato CISL e assessore a Mandello del Lario (Lecco), ha accolto nella sua vita Sedeki, non per volontariato ma perché, dal primo giorno che l’ha incontrato ha trovato una persona speciale e non ha potuto fare a meno di lui.

Luca, quando hai conosciuto Sedeki?
L’ho conosciuto circa dieci anni fa, in un campo invernale degli oratori, come tanti altri. A quei tempi facevo l’educatore e quando mi è comparso questo negretto sempre sorridente (è questa la sua più bella caratteristica) sotto la neve, è stato un colpo di fulmine! Da lì è nata una superamicizia, sincera, vera, inizialmente andavo a trovarlo (lui è ricoverato all’istituto “Nostra Famiglia” di Mandello del Lario), poi ha iniziato a venire a casa di mia mamma a mangiare, poi a dormire, e adesso viene da me una volta alla settimana: non è un ‘appuntamento fisso’, ci vediamo perché lo vogliamo, e quelle poche volte che per impegni non riesco a esserci, sentiamo davvero la mancanza l’uno dell’altro.

Raccontaci la sua storia …
Sedeki è del Ruanda, è scappato dalla guerra ed è qui in Italia da quando aveva 6-7 anni. Ha vissuto in varie città, come Torino, Como, Bosisio Parini e adesso è a Mandello. È dolcissimo, e tante volte è lui che dà la forza a me; nel suo sorriso, nella consapevolezza della sua malattia che affronta con una forza e uno spirito che io davvero non so dove trova.
Quando l’ho conosciuto stavo finendo gli studi. Quando poi ho preso il diploma di perito informatico, nel 2006, ho iniziato subito a lavorare per una ditta metalmeccanica del mio paese. Ma la mia strada era un’altra. Avendo conosciuto Sedeki e la sua storia, e avendo capito che quando tu offri davvero la tua vita agli altri, senza desiderare nulla in cambio, è proprio lì che ricevi, ho voluto iscrivermi all’università come educatore professionale.
Avevo un contratto fino a luglio e ricordo che volevano rinnovarmelo, ma che io rifiutai perché volevo andare avanti con gli studi fino a settembre. E lì è stata un’altra sorpresa: nel frattempo che lavoravo, il mio curriculum è finito alla Cisl, dove lavoro ancora adesso. Mi volevano assumere da settembre, e li è stato veramente un dramma: posto fisso o realizzare il mio sogno universitario?

Come andò a finire?
A posteriori dire che sono riuscito in entrambe le cose, visto che nel tempo libero mi è stato comunque possibile stare con Sedeki e altri ragazzi fragili come lui. Anche nel lavoro, comunque, ho la possibilità di aiutare le persone. Alla Cisl mi occupo del patronato, ovvero svolgo tutte le pratiche che riguardano la pensione, la disoccupazione, l’invalidità, ecc.
La vita mi è cambiata lo scorso anno, quando mi sono candidato per una lista civica e, dopo aver preso tantissimi voti (dovuti molti credo al mio lavoro), sono stato nominato assessore ai Servizi Sociali, alla Cultura e alle Politiche Giovanili nel mio Comune.
 Tutto questo perché? Io me lo domando sempre… perché ho conosciuto Sedeki! Mi capita di avere momenti di sconforto nelle mille cose che faccio ma il suo modo di vivere è diventato un po’ anche il mio, il suo sorriso non cela mai tristezza, è vero, è puro, è uno stile di vita…

(fonte: zenit.org 10 settembre 2016 di Luisa Spinello).

Ci sono incontri che cambiano la vita. Come quello tra Luca Picariello e Sedeki, un ragazzo ruandese disabile, che è diventato più che un amico: quasi un fratello adottivo. Ecco la bella storia di un giovane profugo ruandese disabile accolto da un ragazzo del Nord Italia.
Ci sono incontri che cambiano la vita. Come quello tra Luca Picariello e Sedeki, un ragazzo ruandese disabile, che è diventato più che un amico: quasi un fratello adottivo. Ecco la bella storia di un giovane profugo ruandese disabile accolto da un ragazzo del Nord Italia.
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