Luce e sale del mondo e della vita

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Luce e sale del mondo e della vita.

Giornata per la vita 2017: è la 39a Giornata. L’oggetto è:  prendersi cura dei piccoli e degli anziani. Una società che abbandona i bambini e che emargina gli anziani recide le sue radici e oscura il suo futuro, mentre “il sogno di Dio si realizza nella storia con la cura dei bambini e dei nonni”. Ma “avere cura di nonni e bambini esige lo sforzo di resistere alle sirene di un’economia irresponsabile, che genera guerra e morte”.

Il vangelo di questa domenica (Mt 5,13-16)
♦ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

La 39ª Giornata nazionale per la vita (5 febbraio 2017).
“Donne e uomini per la vita, nel solco di Santa Teresa di Calcutta” è il messaggio dei Vescovi italiani per questaGiornata

♦ Non solo luce e sale del mondo, ma della vita stessa. Tali vedono essere i veri discepoli di Cristo, prendendo ad esempio l’umile e grande Santa Teresa di Calcutta che ha amato e servito la vita di tutti, soprattutto dei più abbandonati.
♦ Il sogno di Dio si realizza nella storia con la cura dei bambini e dei nonni.
I bambini sono il futuro, sono la forza, quelli che portano avanti. Sono quelli in cui riponiamo la speranza.
I nonni sono la memoria della famiglia. Sono quelli che ci hanno trasmesso la fede.
Avere cura di nonni e bambini esige lo sforzo di resistere alle sirene di un’economia irresponsabile, che genera guerra e morte.
♦ Educare alla vita significa entrare in una rivoluzione civile che guarisce dalla cultura dello scarto, dalla logica della denatalità, dal crollo demografico, favorendo la difesa di ogni persona umana dallo sbocciare della vita fino al suo termine naturale”.
♦  Quando i genitori fanno venire al mondo un figlio, gli promettono accoglienza e cura, vicinanza e attenzione, fiducia e speranza, tutte promesse che si possono riassumere in un unico impegno: amore. Gli promettono amore, cura, stabilità, attenzione. E questa promessa non può essere tradita. Custodire la vita umana nascente è un atto di fiducia verso il futuro.
Ai bambini si affiancano, forse più che in passato, i nonni. Ciò è dovuto al fatto che gli anziani devono occuparsi dei più piccoli assistendoli, accompagnandoli, curandoli, quando i genitori sono impegnati. L’affiancamento non è solo una necessità, ma è anche una complementarietà.
I bambini sono il futuro, gli anziani sono la memoria della vita. Sono maestri dell’essenziale: trasmettono ciò che hanno acquisito nella loro lunga vita e lo donano come un concentrato di sapienza.
Celebrare la Giornata per la vita significa tenere insieme le generazioni all’interno della famiglia: nonni, genitori, bambini.
In un contesto di forte individualismo, caratterizzato dall’autonomia assoluta, la famiglia ricorda che tutti siamo inseriti in un contesto di relazioni. La famiglia è antidoto alla società del profitto perché vive rapporti all’insegna della gratuità.
Proprio gli anziani insegnano ai giovani, troppo innamorati di sé stessi, che c’è più gioia nel dare che nel ricevere.
Bambini e anziani rappresentano i due poli della vita, ma sono i più vulnerabili, spesso i più dimenticati. Una società che abbandona i bambini e che emargina gli anziani recide le sue radici e oscura il suo futuro.
(fonte: da un servizio di Marco Doldi, 24 ottobre 2016)

Oggi, 5 febbraio 2017, è la 39ª Giornata nazionale per la vita – “Il sogno di Dio si realizza nella storia con la cura dei bambini e dei nonni. I bambini sono il futuro, sono la forza, quelli che portano avanti. Sono quelli in cui riponiamo la speranza; i nonni ‘sono la memoria della famiglia. Sono quelli che ci hanno trasmesso la fede”.

 

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