Macrì sul Referendum: “Vi fidate di Renzi?”

Comprereste da Renzi un veicolo usato?

Il politico tropeano confida nel giudizio dei cittadini per la vittoria del No al Referendum del 4 dicembre.

La mia risposta è un NO deciso e confido che lo stesso giudizio valga per la larga maggioranza degli Italiani che si recheranno alle urne il prossimo 4 di dicembre. Il mio è un NO convinto alla riforma, sia nel merito che nel metodo, e a Renzi e alle sue politiche caserecce e spudoratamente mistificatorie. Una riforma pericolosa perché, oltre ad essere molto confusionaria e a non risolvere quelle questioni spinose che effettivamente bloccano l’Italia, a dispetto dello spirito inclusivo che ha animato la nostra Carta Fondamentale, ha fortemente diviso il Paese e rischia di creare una profonda frattura che la spavalderia e il rampantismo di Renzi e del suo giglio magico, in caso di vittoria del SI’, a mio avviso, accentuerà. Un Renzi da bocciare senza appello perché inadeguato ed estremamente pericoloso prova ne sia una campagna a favore del SI’ costruita su improbabili ed ipocriti endorsement, sul clientelismo, sul ricatto, sulla menzogna, sulla mistificazione e su un uso spregiudicato e disinvolto del potere.

Renzi sa bene di non essere Berlusconi ed è, dunque, consapevole di non avere alla spalle un impero economico capace di proteggerlo e di rilanciarlo nell’arena della politica in caso di caduta.

BerlusconiMacri

Renzi sa bene di non essere Berlusconi ed è, dunque, consapevole di non avere alla spalle un impero economico capace di proteggerlo e di rilanciarlo nell’arena della politica in caso di caduta. Verrà abbandonato dai più, finanziatori in testa, e, verosimilmente, lo scenario che si andrà a concretizzare non sarà molto dissimile da quello enunciato da D’Alema nella sua ultima intervista. Renzi e la Boschi, dunque, stanno giocando quella che potrebbe essere la loro ultima partita, senza farsi alcuno scrupolo, sino ad arrivare a sostenere cose assurde. Il nervosismo dei due è oggettivamente palpabile: sorrisi improbabili, sicurezza ostentata, cambi di rotta e tante, ma tante, inesattezze, o, per meglio dire, menzogne con le quali si tenta di far naufragare l’intelligenza degli Italiani. Ieri mi sono sentito sul punto di annegare tante sono state le super cazzole che ho dovuto sentire: dal risparmio di 500 milioni di euro che deriverebbe dalla riforma del Senato, all’elezione dei nuovi senatori direttamente da parte dei cittadini. Due affermazioni spudoratamente false, una contraddetta dalla Ragioneria dello Stato che ha quantificato in 50 milioni di euro i risparmi che deriverebbero dalla riforma (un risparmio che si trasformerebbe in un aggravio spesa di ben 200 milioni di euro in caso di ballottaggio alle elezioni politiche), l’altra, molto più pesante, ed aggravata dall’ostentazione di un fac-simile farlocco, smentita dal testo della riforma costituzionale che, attribuendo espressamente la competenza di eleggere i nuovi senatori ai consigli regionali (art. 2 della proposta di riforma dell’art. 57 della Costituzione: “I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori”), giammai potrebbe essere modificata e/o aggirata da una legge ordinaria senza incorrere nella scure della Corte Costituzionale.
Due autentiche e vergognose bufale che, assieme a tutte le altre criticità sulle quali ci si è soffermati, devono far riflettere gli Italiani su quanto sia salutare e necessario chiudere in modo chiaro e netto la pericolosa parentesi del renzismo.

Giovanni Macrì

Condividi l'articolo