Macrì: “Uno stupro della Città”

Occupazione degli spazi pubblici e musica libera

Il tutto sotto gli occhi degli amministratori

Duole il cuore ad assistere alla violenza costante e sistematica che viene perpetrata ai danni di Tropea, ancor di più se si considera che i responsabili dello “stupro” son proprio coloro i quali, più di ogni altro, avrebbero dovuto amarla, proteggerla e valorizzarla.
Effettivamente, anche quest’anno, nonostante i proclami della vigilia e gli strumenti di cui si è dotata l’Amministrazione Comunale (tra tutti ricordo il Regolamento di Polizia Urbana – da me redatto per il 99% – salutato da Sindaco e Giunta come la panacea di tutti mali) è mancata qualsiasi forma di controllo sull’ordine pubblico. L’uso selvaggio degli spazi pubblici e l’inquinamento acustico si sono rivelati due autentiche piaghe che, in tutta la loro indecenza e perniciosità, hanno dilaniato il corpo martoriato della nostra amata Tropea. La Città, per il terzo anno consecutivo, si è trasformata – grazie all’incuria del Sindaco e della Giunta – in un enorme rave party ove ha trionfato la totale anarchia e la legge del più “dritto”. L’impotenza e l’inerzia del governo cittadino possono spiegarsi, oltre che con l’incapacità che contraddistingue gli amministratori, con la loro totale mancanza di autorevolezza e credibilità, atteso che i principali illeciti sono indirettamente riconducibili a consiglieri comunali di maggioranza: sfortunatamente il recente pestaggio a sangue, per motivi di spazio pubblico, della coppia di anziani concittadini perpetrato dal giovane titolare di un ristorante del centro storico non ha insegnato nulla!
E’ cosa dire, poi, della musica assordante che diversi locali siti nel pieno centro cittadino hanno diffuso senza soluzione di continuità sino alle 4/5 di ogni mattino? Questi commercianti, indisturbati e arroganti padroni delle notti tropeane, hanno pensato che rimpinguare il loro portafogli improvvisando vere e proprie discoteche, fosse prioritario rispetto al riposo dei cittadini, bambini, anziani e ammalati compresi, all’ossequio delle regole della civiltà, che invitano a ricercare il bene comune e alla correttezza dovuta ai colleghi, che per non scendere a quei livelli, hanno patito gli esiti della loro ingordigia.
La gravità del fenomeno è stata avvertita dai cittadini con maggiore amarezza e sofferenza a causa del senso di impunità e strapotere ostentato da molti degli operatori commerciali “anarchici” ai quali è stato implicitamente consentito di fare i personali comodi. La sensazione di impotenza e di afonia che si è ingenerata nella cittadinanza, che non ha ricevuto aiuto da chi di competenza nonostante le ripetute invocazioni, rappresenta un evento moto grave in quanto capace di ingenerare profonda sfiducia nello Stato e quindi regressione delle coscienze. In Calabria, per ovvi motivi, tale stato d’animo, può facilmente degenerare in atteggiamenti pericolosi ostacolando quel lento processo culturale di cambiamento, da più parti auspicato, che senza la forte presenza delle Istituzioni è destinato a fallire. La rassegnazione, l’apatia, l’indifferenza, l’individualismo, la logica della “giustizia fai da te” potrebbero debordare alimentando l’humus di cui si nutre la cultura dell’illegalità.
Eppure il recente provvedimento varato dal governo, il c.d. Decreto Sicurezza, ha fornito ai Sindaci enormi e formidabili poteri di intervento per prevenire ed ostacolare fenomeni che possono turbare l’ordine pubblico e la sicurezza sociale. Evidentemente il Sindaco di Tropea ha colpevolmente ignorato anche questa enorme risorsa.
La Città continua a rimanere sudicia anche se, a seguito delle mie numerose rimostranze e segnalazioni, i controlli sulla ditta appaltatrice del servizio si sono intensificati evidentemente con scarsi risultati. Assolutamente ridicolo, per esempio, il lavaggio delle strade eseguito facendo riversare dell’acqua in terra al veicolo lavacassonetti. Lunghissimo sarebbe l’elenco dei servizi per nulla espletati ovvero eseguiti in totale difformità, il tutto, come sempre, sotto l’occhio vigile del Sindaco, della Giunta e dell’UTC.
La drammatica veridicità della mia sofferta protesta trova conferma nella commovente lettera di dimissioni dell’avv. Accorinti che, dopo appena tre anni di fallimenti, decide, “con grande senso di responsabilità”, di chiamarsi fuori, in piena estate, tentando di rigettare sugli altri le colpe di un disastro al quale ha senz’altro contribuito in modo determinante. A questo punto, la gravità dei fatti denunciati avrebbe dovuto suggerirgli – proprio per rispetto dell’impegno assunto con gli elettori – di rimanere a lottare per staccare la spina ad una amministrazione così disastrosa. Evidentemente ha preferito intraprendere l’agevole via della fuga. Ma tant’è! Chi nasce tondo non può morire quadrato! Non mi intrattengo sulla fantomatica attività culturale svolta dal suo assessorato in quanto per disquisire sul nulla occorrono doti filosofiche che, purtroppo, non posseggo. Ad ogni buon fine, invito il compianto assessore ad indicare una sola iniziativa di spicco autonomamente partorita. Sarebbe opportuno, invece, una sua maggiore chiarezza dichiarativa giacché, considerati i ringraziamenti profusi nei confronti del Sindaco e di tutti i Consigliere di maggioranza il suo abbandono rimane costellato di farneticante contraddittorietà e di ambiguità schizofrenica.
Purtroppo l’esercizio della dialettica oppositiva, avendo un prezzo molto alto, non è amato e così l’estate Tropeana si avvia alla conclusione assistendo alla “morte del cigno”.
A breve molti operatori turistici e cittadini, vuoi per stanchezza o pigrizia, vuoi per quieto vivere o paura, vuoi perchè comunque il lunario lo sbarcheranno anche quest’anno, si appisoleranno per risvegliarsi in prossimità della prossima stagione turistica.
Per quanto mi riguarda, assieme al gruppo consiliare da me presieduto, al Popolo della Libertà tutto e ai concittadini di buona volontà continuerò ad esprimere la battaglia senza sconti al fine di tutelare il bene comune anche tentando di delegittimare l’attuale amministrazione.
Mi rammarica che la nostra durissima opposizione, di fatto, si sia trasformata nell’unico collante che tiene assieme l’attuale governo. Tuttavia non possiamo esimerci dal denunciare le nefandezze, le malefatte, le menzogne e le incapacità che lo contraddistinguono e lo faranno assurgere in negativo alla notorietà nella storia tropeana.
L’auspicio è “che nessun dorma”, ognuno faccia la sua parte nella consapevolezza che più questi signori rimarranno al governo maggiori saranno le conseguenza negative che dovremo sopportare.
I fallimenti da loro inanellati rappresentano, infatti, l’ipoteca spropositata che rischia di travolgerci negli anni a venire.

Condividi l'articolo