Maltempo, aperta un’inchiesta

La procura procede contro ignoti

Garofalo adesso vuole vederci chiaro

Il sottopasso di Parghelia per l'accesso al mare - foto Libertino
Il sottopasso di Parghelia per l'accesso al mare - foto Libertino
(APP-Network) Sul disastro causato dal maltempo tra Zambrone e Tropea sul litorale vibonese, il sostituto procuratore di Vibo Valentia Fabrizio Garofalo intende capire, vederci chiaro perché, sebbene il territorio interessato fosse fragile dal punto di vista idrogeologico, è anche vero che non è diventato tale per opera di madre natura.
Per il momento, comunque, non vi è alcun nome sul registro degli indagati.
La Procura procede contro ignoti, ipotizzando il reato di disastro ambientale. Per capire meglio le cause che, oltre alle copiose piogge, hanno provocato l’esondazione di ben tre torrenti a Parghelia, che rimane il territorio tra i più colpiti e di altri due a Zambrone il sostituto procuratore nominerà in questi giorni una task force di tecnici e periti ai quali spetterà tirare le fila di un disastro che avrebbe potuto avere effetti molto più pesanti in termini di perdita di vite umane.
In poche ore nella sera tra lunedì e martedì scorsi, la situazione è precipitata. I torrenti in piena hanno trascinato a valle e poi verso il mare tonnellate e tonnellate di detriti misti a fango e massi. Macigni enormi che hanno sconquassato buona parte del territorio di Parghelia e di Zambrone.
In quest’ultimo centro alcune villette della Marina sono rimaste intrappolate tra i macigni e lo stesso è avvenuto a Parghelia per le auto che si trovavano parcheggiate nel cortile dell’hotel Cannamele. Inoltre il materiale trascinato a valle ha completamente ostruito, sempre a Parghelia, il sottopasso della ferrovia, mentre altri smottamenti hanno determinato il blocco del tratto ferrato tra Tropea e Zambrone e la chiusura di numerose strade. È già sconfortante il quadro a monte della strada provinciale 522, se si oltrepassa il “confine” la situazione è ancora più critica perché è proprio sul versante mare che insistono le strutture ricettive ed è proprio verso il mare che la grande piena di fango e detriti si è riversata, senza tanti compimenti per vialetti interni, bungalow, villette e piscine.
Per avere un’idea della montagna di materiale arrivato giù dalla collina basta guardare il sottopasso della ferrovia a Parghelia, tappato come fosse una bottiglia, oppure la strada che una volta era quella che portava alla spiaggia della Marina di Zambrone e che martedì scorso era letteralmente sbarrata da una muraglia di detriti e fango. Dall’ondata della piena dei torrenti non è sfuggita la zona del porto di Tropea, confinante con il territorio di Parghelia e neanche la strada d’accesso al depuratore consortile in località La Grazia, che è crollata.

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