Rodolfo Mamone: “A Drapia un’amministrazione con la a minuscola”
Ennesimo sfogo dell’ex assessore Rodolfo Mamome contro gli attuali amministratori drapiesi. A finire nel mirino del Presidente dell’associazione Drapia in Europa sono di continuo i temi della trasparenza, della legalità e della partecipazione. “E’ da tempo che denuncio –scrive Mamone in una nota- come l’attuale amministrazione (la minuscola è voluta) comunale di Drapia perpetra una sistematica opera di sabotaggio a danno dei cittadini singoli e/o associati che avanzano istanze di partecipazione democratica e di trasparenza amministrativa.” Riguardo ai temi sopracitati l’ex assessore scrive: “O non ne conoscono il significato autentico o sono degli spacciatori di frottole che non sanno dove stia di casa il pudore”. Mamone cita poi i casi in cui il sindaco ha rifiutato di rispondere a delle richieste di informazione da lui formulate e di averlo fatto “solo a seguito di diffida e/o ad intervento del Prefetto se non addirittura dei Ministri competenti in materia di controllo sugli enti locali.” Ne ha veramente per tutti l’ex assessore, visto che attacca pure la minoranza, cioè le persone con le quali si era candidato alle elezioni del 2009 non riuscendo ad entrare in consiglio.

L’ex assessore Rodolfo Mamome
Mamone si riferisce infatti ad una richiesta inviata a tutti i consiglieri di “rendersi promotori di una mozione che impegnava il Consiglio Comunale ad approvare in tempi definiti il regolamento sulla partecipazione popolare” e dice che” nessuno dei tredici (secondo la communis opinio maggioranza e minoranza costituiscono, nei fatti, un gruppo unico) ha avvertito l’esigenza di investire il civico consesso della questione.” E riferendosi di nuovo alla maggioranza aggiunge: “Da un lato l’amministrazione rimane pervicacemente ferma sulla sua volontà di non adottare, nonostante le richieste provenienti da più parti, il regolamento sulla partecipazione popolare e dall’altro si giustifica di non poter rispondere alle interrogazioni proposte adducendone la mancanza, pretendendo però nello stesso tempo di ammantarsi di democraticità e trasparenza.” Nel prosieguo Mamone è ancora più duro ed esplicito: “Dalla risposta sopra riportata si evince la vera ragione per la quale i “mandatari” che amministrano l’Ente si oppongono strenuamente a che i cittadini possano disporre di strumenti partecipazione democratica e controllo popolare: impedire ai “curiosi” di mettere becco in ambiti che il “Direttorio” (composto sia da intranei che da estranei all’amministrazione) che comanda a bacchetta i “trasparentemente democratici” considera proprio terreno di scorrerie e quindi off-limits per chi intendesse svolgere attività (magari quella un po’ demodé di tutelare l’interesse pubblico) disfunzionali rispetto al progetto di occupazione del Comune in atto da circa un ventennio”.
Nella parte conclusiva del suo intervento l’ex amministratore torna su una vicenda, quella relativa ai lavori di ristrutturazione dell’edificio comunale drapiese, che “rappresenta il manifesto dell’arroganza e dell’ottusità di coloro i quali oggi reggono le sorti dell’Ente.” In pratica Mamone ha sollecitato il sindaco a spiegare le ragioni del ritardo dei lavori. Porcelli una prima volta ha risposto adducendo delle motivazioni circa i ritardi, ragioni che, a detta di Mamone, sono “un florilegio di castronerie”.
Mario Vallone18 dicembre 2011



















