Migranti e accoglienza concreta

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Mentre il tema dell’accoglienza dei migranti rimane alto e incandescente a livello di discussione, con i vari politici di turno a dare ricette e indicazioni, c’è chi si impegna concretamente nella loro accoglienza e nell’organizzazione degli aiuti. Dopo lo splendido esempio di Lampedusa, che ormai è satura di migranti, Parrocchie e Caritas italiane si sono mobilitate per i profughi. Da Milano a Cagliari, da Genova a Reggio Calabria, centinaia di volontari insieme ai parroci e ai vescovi coordinano gli aiuti.

Ecco una mappa sommaria dell’accoglienza dei migranti da parte della Chiesa Cattolica in Italia e le fonti di informazione (da Nord a Sud, isole comprese).

L’ORATORIO DI BRUZZANO
L’oratorio della parrocchia della Beata Vergine Assunta di Bruzzano, periferia di Milano, dal 24 luglio ha aperto le porte per accogliere un massimo di 90 profughi al giorno. Un progetto organizzato dalla Casa della Carità di Milano in cui lo Stato non spende nulla. A gestire l’oratorio sono un centinaio di volontari del quartiere, assieme agli operatori dell’associazione presieduta da don Virginio Colmegna. A coprire i costi del progetto, che durerà fino alla fine di agosto, anche alcuni sponsor privati. Più di 250 gli stranieri già accolti (La Repubblica, 12 agosto).

NIGERIANI E SIRIANI
La maggior parte sono giovani coppie nigeriane e madri siriane con i figli i cui uomini sono rimasti nel Paese d’origine, ma tutti si integrano bene e si spostano per tutta Milano senza grosse difficoltà. Inoltre ognuno svolge piccoli lavori in modo da mantenere in buono stato l’ambiente: tra questi è richiesto di pulire e apparecchiare e sparecchiare la tavola (Avvenire, 14 agosto).

LA CARITAS DI CAGLIARI
Molto attiva è la Caritas diocesana di Cagliari, che ha stabilito un’accoglienza straordinaria presso la sede in viale fra Ignazio 88. Per fronteggiare al meglio il servizio di accoglienza la Caritas accoglie beni di primo conforto come vestiario (uomo e donna e poco bambino), scarpe, infradito, asciugamani, bagnoschiuma, occorrente per la barba (cagliaripad.it, 14 agosto).

LA CHIESA DI GENOVA
Nello spirito del Vangelo, il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha accolto la richiesta di aiuto proveniente dalla Prefettura di Genova per l’ospitalità dei profughi. E oggi la Chiesa genovese cura già l’accoglienza di 50 profughi in una struttura di San Martino; altri 42 li ospita in una struttura diocesana in via del Campo; 15 li accoglie presso il Monastero in Via Bozzano nel quartiere di San Fruttuoso; 85 li ospita a Di Negro (chiesadigenova.it).

SUORE IN PRIMA LINEA
Le Suore Gianelline hanno accolto nella loro Casa Provinciale in Salita del Monte 23 donne profughe. Il Rettore del Santuario delle Tre Fontane a Montoggio ospita stabilmente 30 giovani provenienti da Paesi africani e asiatici.
Il Ceis (Centro di Solidarietà di Genova) ne sta accogliendo 16 a Fassolo; 33 a Campo Ligure e a Genova; inoltre, attraverso l’Aub, ospita a Genova 50 profughi minorenni.

A BERGAMO AIUTANO I PRIVATI
Sempre al Nord, è mobilitata la diocesi di Bergamo che fa accoglienza in strutture della Chiesa date gratuitamente: Casazza, Botta di Sedrina, San Paolo d’Argon, Villa Amadei, la Battaina di Urgnano. Solo a Valbondione ci sono due strutture di un privato prese in affitto da Caritas (ecodibergamo.it, 12 agosto).

LA SFIDA DI DON SIRO
A San Siro di Bagnoli di Sopra nel padovano, il parroco Don Siro ha sfidato quella parte del paese che si è ribellato contro l’accoglienza della Chiesa locale ai 26 profughi. «Il motivo per cui la gente ha paura è un altro, c’è una paura del futuro, perché non si vedono prospettive per i propri figli, una paura che si riversa oggi sugli immigrati», ha spiegato il parroco.

LA CASA DI CREMONA
In prima linea la Chiesa Cremonese che già da tempo ha offerto ospitalità ai rifugiati presso la Casa dell’Accoglienza di Cremona. Ma i posti non sono ormai più sufficienti e, grazie anche a una sempre maggiore sensibilizzazione delle comunità, diverse parrocchie hanno aperto le proprie porte. Parrocchie e non solo: porte aperte anche dalle comunità vicine alla diocesi come «Magnificat» di Villarocca, frazione di Pessina Cremonese.

IL COORDINAMENTO SBARCHI
Anche l’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova tende la mano ai profughi che, sempre più spesso, approdano sulle coste reggine. E’ nato il Coordinamento Diocesano Sbarchi che può operare anche in Area di Sbarco grazie al riconoscimento della Prefettura di Reggio Calabria. Coinvolge stabilmente 60 volontari, soprattutto giovani appartenenti ad Associazioni che operano in città.

I NUMERI DELL’ACCOGLIENZA REGGINA
Gli immigrati sbarcati a Reggio da Giugno 2014 a Luglio 2015 sono circa 26.000 di cui 1.500 minori non accompagnati. Attraverso l’attività del coordinamento e grazie alla buona volontà dei Reggini e di contributi diocesani è stato possibile distribuire in area di sbarco e nei centri di primissima accoglienza 12.000 paia di infradito, 15.000 confezioni di succhi di Frutta e Merendine; vestiti, pannolini, omogenizzati.

LA TENDA DI ABRAMO
Infine vanno ricordate esperienze come quella della Tenda di Abramo presso il convento di Favara, in provincia di Agrigento, dove fra’ Giuseppe Maggiore accoglie i migranti che sbarcano sulle coste siciliane e gli insegna ad allevare animali e a curare l’orto.

♦ Respingere i migranti che arrivano dal mare, è “guerra”, “violenza”, “uccidere” afferma Papa Francesco, che non usa mezzi termini  per rinnovare l’invito all’accoglienza di chi fugge dal proprio Paese e contrastare la scelta di chi pensa di risolvere il problema respingendoli. Le parole del Papa trovano eco nella miriade di iniziative già promosse in tutta Italia da parrocchie e Caritas locali per tendere una mano ai migranti che arrivano in Italia.

Parrocchie e Caritas italiane si sono mobilitate per i profughi: da Milano a Cagliari, da Genova a Reggio Calabria, centinaia di volontari insieme ai parroci e ai vescovi coordinano gli aiuti. Le parole di Papa Francesco non cadono nel vuoto.
Parrocchie e Caritas italiane si sono mobilitate per i profughi: da Milano a Cagliari, da Genova a Reggio Calabria, centinaia di volontari insieme ai parroci e ai vescovi coordinano gli aiuti. Le parole di Papa Francesco non cadono nel vuoto.
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