Mitezza e testimonianza

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Mitezza e testimonianza.

A volte capita di affrontare certe situazioni in cui si viene presi in giro, se non proprio derisi, per le proprie convinzioni religiose e per la testimonianza che si porta.
– Un cristiano, da vero discepolo di Cristo, sa che non deve reagire malamente, ma deve mostrare ogni mitezza verso tutti, così da ricordare a coloro che prevaricano di mostrarsi ragionevoli.
– A volte non è facile mantenersi miti e la sola forza di volontà non basta. La mitezza appartiene ai frutti dello Spirito Santo che ci mette in grado di manifestare “ogni mitezza” verso tutti. E allora è possibile anche la sorpresa di veder cambiati certi atteggiamenti di bullismo che fanno star male. Infatti, passato il primo atteggiamento di bullismo alcuni ascoltano volentieri il messaggio di speranza che si porta.

Una ragazza cattolica derisa.
♦ C’era una volta una bella ragazza che apparteneva al gruppo giovanile della comunità. Era ben dotata e coordinatrice del gruppo. Una ragazza piena di vita e molto comunicativa.
♦ Un giorno, questa giovane trovò lavoro in un grande ufficio cittadino, dove c’erano molti ragazzi e ragazze. Pochi giorni dopo, andò dal prete, terrorizzata, e gli disse: “Non so cosa mi stia succedendo. In ufficio tutti mi prendono in giro, perché frequento la chiesa!”
♦ Il sacerdote la consigliò: “Non preoccuparti. Tu sei come un “carbone acceso sulla testa” dei tuoi colleghi di lavoro. Continua ad essere come sei e non trattare male nessuno”.
Il sacerdote faceva riferimento a Proverbi 25, 21-22: “Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare. Se ha sete, dagli da bere. E tu ammucchi carboni accesi sul suo capo, e il Signore ti ricompenserà”.
Nello stesso modo in cui proviamo a togliere subito una brace che cade sulla nostra testa, così taciteremo le persone che ci criticano, se testimoniano Cristo. Lo Spirito Santo aiuterà il discepolo di Gesù perché continui a rendere testimonianza nei momenti difficili.
Pochi mesi dopo, la ragazza tornò dal prete; con le mani sulla testa gli disse stupita: “Voi non avete idea di cosa sia successo. Un mio collega, quello che mi derideva di più, mi ha chiesto se poteva venire il sabato alla nostra riunione di gruppo! Ho detto di sì”. Risultato: qualche tempo dopo, tutto quel gruppo dell’ufficio era nel gruppo giovani della Comunità e l’ambiente nell’ufficio è come capovolto. Sono diventati discepoli gioiosi di Gesù.

  Siamo chiamati da Cristo a essere lievito, luce del mondo e sale della terra. Egli porterà avanti la sua opera.

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

Un cristiano, da vero discepolo di Cristo, sa che non deve reagire malamente agli insulti o derisioni, ma deve mostrare ogni mitezza verso tutti, così da ricordare a coloro che prevaricano di mostrarsi ragionevoli. A volte non è facile mantenersi miti e la sola forza di volontà non basta. La mitezza appartiene ai frutti dello Spirito Santo che ci mette in grado di manifestare “ogni mitezza” verso tutti. Passato il primo atteggiamento di bullismo alcuni cominciano ascoltano volentieri il messaggio di speranza che si porta.

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