Mostra nazionale d’arte del teatro amatoriale italiano

Venerdì 25 agosto 2017 la III Edizione

Le sezioni speciali: Premio Ausonia, Premio Regia teatrale, Premio Teatro popolare di tradizione.

CORIGLIANO (CS) – Venerdì 18 25 agosto ultimo appuntamento con la III edizione della “Mostra Nazionale d’Arte del Teatro amatoriale Italiano” con lo spettacolo “ ‘O segreto” di “Associazione Il trifoglio – Arte, cultura e solidarietà” (di Avellino), per il testo e la regia di Enrico Galloro che in scena al Quadrato Compagna di Schiavonea a Corigliano.

Ad ideare la manifestazione: la Fita – Comitato provinciale Cosenza (Federazione italiana teatro amatori) con il patrocinio della Provincia di Cosenza; delle amministrazioni comunali di Corigliano Calabro, Oriolo, Rossano e Cassano all’Ionio; Unpli; Rotary Distretto 2100 – Corigliano, Rossano, “Sybaris”. A curare la direzione artistica del festival, il presidente Fita Comitato provinciale Cosenza, Antonio Maria D’Amico.
Il Premio Ausonia ha visto la luce tre anni fa grazie all’intuizione del Presidente della Fita provinciale di Cosenza, Antonio Maria D’Amico. Quest’anno, grazie al successo conquistato nelle precedenti edizioni, diventa “Mostra del Teatro Amatoriale – Premio Ausonia”. Una rassegna che si articolerà in tre sezioni: Premio Ausonia; Premio Miglior regista e Premio per il Teatro Popolare e di tradizione. L’edizione 2017 si svolgerà nei quattro grandi centri che compongono la Piana di Sibari: Corigliano Calabro, Rossano, Oriolo e Cassano all’Ionio e che rappresentano le porte d’accesso del Quadrato Compagna, come ha spiegato il direttore artistico D’Amico.
In scena, 16 compagnie teatrali amatoriali italiane che si contenderanno il primo premio. A valutare le migliori produzioni una giuria di esperti del settore.

Note di regia
In un convento di clarisse, ubicato alle porte di Napoli, aleggia un segreto che tormenta la madre superiora. La monaca si caratterizza per la sua “ipocondria”, patologia che crea equivoci producendo gag e ilarità tra le suore bizzarre e “pazzerelle” del convento, ma affezionatissime alla loro superiora. Frequentano l’austero luogo uno stravagante confessore ed un attento e tollerante medico comprensivo soprattutto nei confronti dell’ipocondriaca superiora.
L’inaspettata ed improvvisa visita di un prelato investe di inquisitore per far luce sul “segreto”, produce scompiglio tra le monache turbando la loro serenità, facendo scaturire comiche situazioni nel momento in cui esso è svelato. Si appura, così, che la madre superiora prima di prendere i voti aveva dato alla luce un bambino creduto morto. Sarà il prelato a partecipare alla monaca che il bambino in realtà è vivo e che i suoi incaricati sono alla sua ricerca. Durante le concitate fasi volte allo sbroglio della matassa, una pura casualità consente di appurare, senza ombra di dubbio, che il bambino (ora adulto) in realtà, inconsapevole delle sue origini e ignote a tutti, frequenta il convento.
La suora non rinuncia ai voti ed il prelato si farà garante verso le Autorità Ecclesiastiche riconfermandola alla guida del convento.

 

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