“No allo smantellamento” interviene sull’ospedale

“Sentiamo il dovere di lanciare un grido di allarme più accorato che nel passato”

“Il Ministero della Salute avrebbe approntato il Patto della Salute con il quale le Regioni dovranno impegnarsi a chiudere gli ospedali che non raggiungano un minimo di 120 posti letto”

L'ospedale di Tropea - foto Libertino
L’ospedale di Tropea – Foto Libertino

E’ passato giusto un mese dall’incontro organizzato meritoriamente dalla Cisal sul Presidio Ospedaliero di Tropea, incontro dal quale siamo usciti indignati e del tutto insoddisfatti per la mancanza di risposte serie fornite dal Commissario Straordinario dell’ A.S.P. Bernardi. Il punto chiave era e rimane la qualifica dell’ospedale e la sua reale dimensione attuale: il famoso decreto 18/2010, che tuttora disciplina la nostra sanità, prevedeva che il P.O. di Tropea fosse Ospedale Generale con tutto ciò che ne consegue in termini di organizzazione e servizi.
Non ci produrremo qui nell’ennesimo elenco di criticità o lacune che contraddicono pesantemente quella previsione nonché il quadro idilliaco dipinto dal Commissario durante l’incontro citato, ma sentiamo il dovere di lanciare un grido di allarme ancora più accorato che nel passato. Siamo arrivati alla fine del 2013 e delle promesse ricevute da almeno due anni non riusciamo a trovare riscontri nei provvedimenti della Regione e dell’A.S.P. VV! La chirurgia funzionante 24 ore al giorno è purtroppo una chimera; l’ortopedia non è messa in condizione di lavorare a pieno regime; la prevenzione, che sarebbe pratica fondamentale per la salute e per evitare maggiori spese nel momento della malattia, è stata ormai cancellata (pensiamo allo screening periodico per il tumore al colon retto che da tempo non si svolge più).
Ci è stato detto che nella nostra regione siamo in regola con gli indicatori ministeriali sui livelli essenziali di assistenza, la nostra percezione era diversa e si è rivelata veritiera: andando a controllare sul sito del Ministero della Salute possiamo scoprire che la regione Calabria è assai indietro rispetto agli standards di prestazioni offerte e che il miglioramento è avvenuto solo sui flussi informativi e non sugli standards effettivi.
Non vogliamo proseguire oltre per il momento ma torniamo a porre la fatidica domanda: questo presidio diventerà mai OSPEDALE GENERALE? Perché se si sta decidendo di non rispettare questa previsione del decreto 18 è giunto il momento che si mettano le carte in tavola e non si prenda in giro un’utenza di persone sofferenti e la maggior parte degli operatori sanitari che con grande spirito di sacrificio hanno finora stretto i denti per coprire turni massacranti.
VOGLIAMO CHIAREZZA E RISPOSTE DEFINITIVE, ascolteremo tutti i soggetti che avranno qualcosa da dire e ci impegneremo a sollecitare la conferenza dei sindaci soprattutto perché, è notizia delle ultime ore che ci auguriamo infondata, il Ministero della Salute avrebbe approntato il Patto della Salute (…) con il quale le Regioni dovranno impegnarsi a chiudere gli ospedali che non raggiungano un minimo di 120 posti letto! Questo si tramuterebbe in una catastrofe la cui portata il Governo nazionale non ha ben compreso perché significherebbe lasciare di fatto privi di assistenza sanitaria milioni di cittadini. Cittadini che non devono pagare per il fiume di denaro che ben altri hanno sperperato negli anni!
Forse il patto è visibile, la salute un po’ meno.

Il comitato “No allo smantellamento dell’ospedale di Tropea“

Condividi l'articolo