Non capisco la Bibbia

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Non capisco la Bibbia.

“Non capisco la Bibbia, perciò non mi va di leggere cose che non capisco!” è la conclusione di tanti “battezzati”. Si rinuncia con troppa fretta a ciò che richiede pazienza, amore e costanza. Si mette più attenzione e applicazione ad un gioco che al Libro della Vita. L’approccio al sacro testo, solo se fatto con rispetto, amore e fedeltà, porterà a quella condizione spirituale descritta dal profeta  Geremia: “Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore, perché il tuo nome è invocato su di me, Signore, Dio degli eserciti ( Ger. 15,16). Ma anche una lettura “fatta senza capire”, ma con buona volontà, non lascerà il cuore come era prima. Ecco una bella storia.

♦ C’era un ragazzo che viveva con suo nonno in una fattoria.
Ogni mattina il nonno, che era fervente cristiano, si alzava presto e dedicava del tempo a leggere le Scritture.
Il nipote cercava di imitarlo in qualche modo, ma un giorno chiese: “Nonno, io cerco di leggere la Bibbia ma anche le poche volte che riesco a capirci qualcosa, la dimentico quasi subito. Allora a cosa serve? Tanto vale che non la legga più!”.
♦ Il nonno terminò tranquillamente di mettere nella stufa il carbone che stava in una cesta, poi disse al nipote: “Vai al fiume, e portami una cesta d’acqua”.
Il ragazzo andò, ma ovviamente quando tornò non era rimasta acqua nella cesta.
Il nonno ridacchiò e disse “Beh, devi essere un po’ più rapido. Dai, muoviti, torna al fiume e prendi l’acqua”.
Anche questo secondo tentativo, naturalmente, fallì.
♦ Il nipote, senza fiato, disse che era una cosa impossibile, e si mise a cercare un secchio.
Ma il nonno insistette: “Non ti ho chiesto un secchio d’acqua, ma una cesta d’acqua. Torna al fiume”.
A quel punto il giovane sapeva che non ce l’avrebbe fatta, ma andò ugualmente per dimostrare al vecchio che era inutile, per quanto fosse svelto l’acqua filtrava dai buchi della cesta.
Così tornò al fiume e portò la cesta vuota al nonno, dicendo: “Vedi? Non serve a niente!”
“Sei sicuro? – disse il nonno – Guarda un po’ la cesta”.
Il ragazzo guardò: la cesta, che prima era tutta nera di carbone, adesso era perfettamente pulita!
Figlio, questo è ciò che succede quando leggi la Bibbia. Non capirai tutto, né ricorderai sempre ciò che hai letto, ma quando la leggi ti cambierà dall’interno. Dio lavora così nella nostra vita, ci raffina interiormente e a poco a poco ci trasforma”.

Ricorda

  • La piena comprensione della Bibbia non finisce mai, perché è una Parola sempre viva!
  • Nessuno può capire il senso della Bibbia, se non acquista consuetudine e familiarità con essa mediante la lettura.
  • La lettura della Bibbia ci procura un duplice vantaggio: istruisce la nostra intelligenza e ci introduce all’amore per Dio, distogliendoci dalle cose vane.
  • Chi vuole essere sempre unito a Dio, deve pregare spesso e leggere spesso, perché nella preghiera siamo noi che parliamo a Dio, ma nella lettura della Bibbia è Dio che parla a noi.
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“La piena comprensione della Bibbia non finisce mai, perché è una Parola sempre viva!” “Nessuno può capire il senso della Bibbia, se non acquista consuetudine e familiarità con essa mediante la lettura”. “Chi vuole essere sempre unito a Dio, deve pregare spesso e leggere spesso, perché nella preghiera siamo noi che parliamo a Dio, ma nella lettura della Bibbia è Dio che parla a noi”.
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