Non sempre si ha l’obbligo di dare l’elemosina

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Non sempre si ha l’obbligo di dare l’elemosina.

Tutti noi siamo chiamati a vivere la carità verso il prossimo, praticando le opere di misericordia corporali e spirituali: non solo fare l’elemosina ai più poveri e accogliere i più deboli, visitare i malati e i detenuti, ma anche ascoltare con pazienza chi si rivolge a noi, perdonare chi ci fa un torto, consolare chi è nel dolore, pregare per i vivi e per i morti… C’è abbastanza spazio per chi vuole fare opere di carità.
Eppure a volte si deve dire di NO. Dinanzi a chi chiede, anche con insistenza per fini non giusti: e questo può causare qualche scrupolo. Il cristiano non è obbligato a dare sempre qualcosa a chi chiede, soprattutto se è evidente che si tratti di cosa non buona. I Padri della Chiesa a tal proposito esortano affinché: «la tua elemosina si bagni di sudore nella tua mano, finché tu non abbia ponderato bene a chi dare», ammonendo che: «se qualcuno riceve per bisogno è senza colpa; ma se prende senza aver bisogno dovrà rendere conto perché ha preso e a che scopo» (dalla Didachè, Dottrina degli Apostoli).
– Lo stesso Gesù, che aveva compassione dei malati, si è rifiutato di fare miracoli dove non c’erano le condizioni: «Egli non fece molti miracoli, a causa della loro incredulità» (Mt 13,58).

La carità e la preghiera.
Una volta un sacerdote viaggiava in autobus, pregando il breviario, che è un grande libro di preghiere.
Durante una sosta un uomo evidentemente ubriaco salì e si avvicinò a lui. Gli chiese:
– Dammi un po’ di soldi, così posso comprarmi un goccio di vino.
Il sacerdote gli fece segno di no col dito, e continuò a leggere.
L’ubriaco insistette:
– Dammi un po’ di soldi lì, così posso comprare una bottiglia di vino!”
Di nuovo il sacerdote fece un gesto negativo con il dito.
♦ E allora l’ubriaco, pensando di dare una lezione al sacerdote, disse a voce alta perché tutti lo potessero ascoltare:
– Che prete!!! A cosa serve leggere questo grosso libro di preghiere, se non fai la carità?

Fare la carità, fare beneficienza… A volte è difficile. Quante volte si deve dire NO. Perché si può fare beneficenza nel modo sbagliato.
Si può offrire dello zucchero ad un diabetico?
Si può dare il voto a qualcuno solo perché ci ha chiesto di votarlo, o perché ci ha promesso qualcosa di buono, ma non corretto? La politica ricerca il bene comune, e non solo il bene individuale!

  La Madonna, nel suo inno a Dio, il “Magnificat”, si dimostra una donna impegnata nel bene comune, nel bene della società: “Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; * ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; * ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote”.
Santa Maria, prega per noi.

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

A volte capita che si deve dire di NO a dare una elemosina, specie a chi chiede, anche con insistenza, per fini non giusti. Questo può causare qualche scrupolo, ma il cristiano non è obbligato a dare sempre qualcosa a chi chiede, soprattutto se è evidente che si tratti di cosa non buona. Lo stesso Gesù, che aveva compassione dei malati, si è rifiutato di fare segni (miracoli) dove non c’erano le condizioni: «Egli non fece molti miracoli, a causa della loro incredulità» (Mt 13,58).

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